Il settore automotive ha vissuto un 2024 estremamente complicato, e gli investitori da mesi non fanno altro che domandarsi se la domanda di automobili, dopo anni di vendite deludenti, potrebbe finalmente aumentare.
Fattori come i tagli ai tassi di interesse da parte della Federal Reserve e l’elezione di Donald Trump potrebbero fornire un supporto economico significativo, incentivando gli acquisti di veicoli.
In sostanza, come comportarsi con le azioni delle società automobilistiche? Uno sguardo ad alcuni dati e alle varie soluzioni presenti sul mercato connesse al comparto borsistico automobilistico globale.
Il 2024 delle grandi case automobilistiche e il ruolo della Cina
Analizzando le principali case automobilistiche, il 2024 ha mostrato un andamento altalenante. Tesla ha registrato una crescita globale del 9%, ma i risultati sono stati penalizzati dal rallentamento del mercato in Cina, uno dei principali mercati per i veicoli elettrici.
Toyota ha mantenuto una posizione stabile grazie alla forte domanda di veicoli ibridi, mentre Volkswagen ha visto una crescita del 20% nelle vendite di auto elettriche, nonostante una contrazione del 5% in Cina. Negli Stati Uniti, Ford e General Motors hanno beneficiato di un aumento delle vendite di SUV e camion, i segmenti più redditizi per questi marchi.
Quindi il settore automotive va così male? Non proprio. Il problema resta sempre lo stesso, la Cina. Forse però, qualcosa potrebbe cambiare nel Q4 del 2024 e con l’inizio del nuovo anno: dopo un primo semestre segnato da una contrazione economica, i dati più recenti mostrano segnali di ripresa.
Le vendite di automobili in Cina sono aumentate del 7% a ottobre rispetto all’anno precedente, supportate da incentivi statali per i veicoli elettrici e dalla graduale ripresa della domanda interna. Questa inversione di tendenza potrebbe rappresentare una spinta significativa per i produttori occidentali fortemente dipendenti dal mercato cinese. Se questa ripresa continuerà, molte aziende del settore potrebbero trarne un beneficio sostanziale, con un impatto positivo sui margini e sui volumi di vendita.
Fattori tecnici e prospettive per il settore auto
Dal punto di vista tecnico, l’indice del settore auto (Auto Manufacturers) ha registrato una performance straordinaria negli ultimi sei mesi, con un guadagno del +64,41%. Questo andamento supera di gran lunga il +14,51% dell’S&P 500 nello stesso periodo. Tuttavia, il settore si avvicina ora a una resistenza tecnica critica, che potrebbe rappresentare un ostacolo per ulteriori rialzi a breve termine. L’aumento dei volumi di scambio suggerisce un forte interesse degli investitori, ma i livelli di ipercomprato, come indicato dall’RSI a 14 giorni, segnalano possibili prese di profitto.
Cosa ha spinto in alto questo indice? La sua composizione, composta prevalentemente da aziende statunitense, che con l’arrivo di Trump alla casa bianca hanno beneficiato di un periodo di grande euforia in borsa, come Tesla, Ford, Rivian ecc ecc. Diversamente, in Europa la situazione è decisamente più critica: l’iShares STOXX Europe 600 Automobiles & Parts ETF, che replica l’andamento dell’indice STOXX® Europe 600 Automobiles & Parts, ha registrato un crollo del 20% negli ultimi sei mesi, evidenziando un andamento nettamente contrastante rispetto al comparto automobilistico statunitense.
Conviene comprare azioni automotive ora?
L’industria automotive si trova in una fase di transizione cruciale. Dopo un periodo segnato dalla crisi dei semiconduttori, dalle interruzioni nella supply chain e dalla debolezza della domanda, il settore sta mostrando segnali di ripresa, supportati dai primi miglioramenti registrati in Cina. Negli Stati Uniti, il comparto automotive sembra avviato verso un recupero borsistico significativo, con i titoli che si avvicinano ai loro massimi assoluti. In Europa, tuttavia, la situazione resta più critica, rendendo difficile prevedere con certezza un recupero globale del settore in tempi brevi. Va inoltre sottolineato che non esiste un ETF specifico che replichi l’andamento globale del mercato automotive; le opzioni disponibili si concentrano su macrocategorie, come il consumer discretionary, che includono il settore automobilistico come una delle sue componenti principali.
Quali ETF monitorare
Il segmento dei consumi discrezionali include al suo interno il comparto automotive, sebbene non lo rappresenti in modo esclusivo. Sul mercato sono disponibili diversi ETF che replicano questo settore, e il più grande è il Consumer Discretionary Select Sector SPDR Fund (XLY), noto per il suo elevato AUM (Assets Under Management). Con un AUM superiore ai 20 miliardi di dollari, questo ETF offre una forte esposizione a giganti del settore automotive come Tesla, General Motors e Ford, insieme ad altre aziende del comparto. Tuttavia, XLY rappresenta esclusivamente il mercato automobilistico americano.
Esistono però alternative globali, come l’Xtrackers MSCI Global Consumer Discretionary ETF, che, pur avendo un AUM più contenuto, fornisce un’esposizione passiva al mercato globale dei consumi discrezionali. Questo include il comparto automotive a livello mondiale, con un’allocazione che comprende sia aziende americane che europee, ponderata sulla base della loro capitalizzazione di mercato. Tale approccio offre agli investitori una visione più ampia e diversificata del settore, rispetto alle soluzioni concentrate esclusivamente sul mercato statunitense.