Per la Commissione Europea Meta farebbe abuso di posizione dominante, obbligando gli utenti di Facebook a utilizzare il suo sistema di annunci economici Marketplace per acquistare e vendere beni.
La Commissione Europea ha infatti comunicato oggi a Meta la propria opinione preliminare secondo cui la società avrebbe violato le norme antitrust dell’UE distorcendo la concorrenza nel mercato degli annunci economici online.
In sostanza dopo oltre un anno di indagini (il 4 giugno 2021 la Commissione europea aveva avviato un procedimento formale per possibile comportamento anticoncorrenziale di Facebook) la Commissione Europea ha stabilito che la piattaforma di annunci di Facebook, Marketplace, rischia di violare le norme europee antitrust, danneggiando i concorrenti e distorcendo la concorrenza nel mercato pubblicitario online.
Fanno testo le parole di Margrethe Vestager, vicepresidente UE e responsabile della politica della concorrenza:
Con il social network Facebook, Meta raggiunge globalmente miliardi di utenti mensili e milioni di inserzionisti attivi. La nostra preoccupazione preliminare è che Meta leghi il suo social network dominante Facebook ai suoi servizi di annunci classificati online, Facebook Marketplace.
Questo significa che gli utenti di Facebook non hanno altra scelta che avere accesso al Marketplace di Facebook. Inoltre, siamo preoccupati per il fatto che Meta abbia imposto condizioni commerciali sleali, consentendole di utilizzare i dati sui servizi di annunci classificati online concorrenti. Se confermate, le pratiche di Meta sarebbero illegali secondo le nostre regole sulla concorrenza.
Commissione europea contro Meta: abuso di posizione dominante
La norma a cui la Commissione europea fa riferimento è l’articolo 102 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea), che vieta l’abuso di posizione dominante e l’attuazione delle disposizioni è definita nel regolamento antitrust (1/2003 del Consiglio), che può essere applicato anche dalle autorità nazionali garanti della concorrenza.
La Commissione europea, dunque, contesta a Meta il fatto di legare il servizio Marketplace di annunci economici online al suo social network, Facebook, e teme che Meta stia imponendo condizioni commerciali sleali ai concorrenti di Marketplace a proprio vantaggio.
L’opinione preliminare della Commissione UE rileva che Meta è dominante tanto nel mercato dei social network a livello europeo (con Facebook), quanto nei mercati locali (a livello nazionale) della pubblicità display online sul social media.
I due modi in cui Meta abuserebbe della posizione dominante
Secondo la Commissione europea Meta abuserebbe della propria posizione dominante in due modi.
Il primo: Meta collega il suo servizio di annunci economici online Facebook Marketplace con il suo social network Facebook in modo tale che gli utenti del social network abbiano accesso diretto al Marketplace, che lo vogliano o meno.
La Commissione Europea teme che i concorrenti di Facebook Marketplace possano essere preclusi in quanto il collegamento diretto conferisce a Facebook Marketplace un vantaggio sostanziale che i concorrenti non possono eguagliare.
Il secondo: Meta impone unilateralmente condizioni commerciali sleali ai servizi di annunci economici online concorrenti che fanno pubblicità su Facebook o Instagram. La Commissione teme che i termini e le condizioni, che autorizzano Meta a utilizzare i dati relativi agli annunci derivati dai concorrenti a vantaggio del Marketplace di Facebook, siano ingiustificati, sproporzionati e non necessari per la fornitura di servizi di display advertising online sulle piattaforme di Meta.
Se confermate, queste due pratiche violerebbero proprio l’articolo 102 del TFUE che vieta l’abuso di posizione dominante sul mercato.
Commissione europea contro Meta: cosa accade adesso
La comunicazione degli addebiti a Meta da parte della Commissione Europea è un dovuto passo formale nelle indagini della Commissione su sospette violazioni delle norme antitrust dell’UE.
Accade che la Commissione Europea informa per iscritto le parti interessate degli addebiti nei loro confronti.
I destinatari della comunicazione possono esaminare i documenti del fascicolo dell’indagine della Commissione Europea, rispondere per iscritto e richiedere un’audizione per presentare le loro osservazioni sul caso davanti ai rappresentanti della Commissione e alle autorità nazionali garanti della concorrenza (Antitrust).
Dopo che la società, Meta in questo caso, avrà esercitato i suoi diritti di difesa, la Commissione europea dovrà stabilire se vi sono prove sufficienti per un’infrazione.
In tal caso potrà adottare una decisione che vieti il comportamento in oggetto (in questo caso il collegamento diretto di Marketplace con Facebook) e infliggere un’ammenda fino al 10% del fatturato mondiale annuo della società.
Quindi, se stiamo ai dati dell’ultimo bilancio annuale di Meta (2021), si tratterebbe di una sanzione che potrebbe oscillare attorno ai 12 miliardi di dollari.
Va tenuto presente che non esiste un termine legale per porre fine a un’indagine antitrust: la durata dipende da più fattori, dal caso in sé dal modo in cui le aziende collaborano con la Commissione, dalla difesa.