Commercialisti, sdegno per le dichiarazioni di Saviano sull’usura: la reazione di Miani

Commercialisti, la risposta di Miani alle affermazioni di Saviano sull’usura non si fa attendere: ecco la reazione del presidente del CNDCEC alle dichiarazioni dello scrittore rilasciate durante il programma di Rai2 Che Tempo Che Fa del 24 maggio 2020.

Commercialisti, sdegno per le dichiarazioni di Saviano sull'usura: la reazione di Miani

Commercialisti, il presidente del CNDCEC Massimo Miani reagisce alle dichiarazioni che lo scrittore Roberto Saviano ha rilasciato durante la trasmissione Che Tempo Che Fa del 24 maggio su Rai 2.

Intervenuto in collegamento durante il programma, Saviano ha risposto alla domanda postagli da Fabio Fazio sull’usura. Il conduttore infatti ha chiesto come faccia la criminalità a trovare i propri “clienti”. La risposta dello scrittore ha scatenato la reazione di tutta la categoria dei commercialisti:

“Semplicemente segue il percorso dei soldi. A un certo punto, quando un’azienda inizia ad andare in crisi, loro avvicinano i commercialisti. E il commercialista, cioè una persona di cui ti fidi, spesso ti dice c’è quella società, c’è quella persona che è interessata”

Quando, invece, l’azienda ha professionisti seri, la criminalità prende altre strade: si rivolge alle banche o ai consulenti.

Questa è stata la risposta che ha fatto infuriare i commercialisti, indignati perché è stato fatto di tutta l’erba un fascio, ma non solo. Quest’intervista a Saviano, con la relativa risposta “incriminata”, arriva in un momento di particolare tensione per i commercialisti, logorati dalle numerose settimane di lavoro durante l’emergenza sanitaria.

Vediamo la reazione di Massimo Miani, il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, e quella dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, che si è schierata a favore dei professionisti.

Commercialisti, sdegno per le dichiarazioni di Saviano sull’usura: la reazione di Miani

La replica dei commercialisti alle affermazioni di Saviano non si è fatta attendere. Il presidente del CNDCEC Massimo Miani ha infatti pubblicato il 25 maggio 2020 il comunicato stampa in cui difende i 120.000 colleghi e chiede allo scrittore di rettificare la propria posizione. Altrimenti, sottolinea la nota, si valuteranno le vie legali per “difendere il buon nome della professione”:

“Sostenere che i commercialisti italiani segnalano alla criminalità le aziende in crisi è quanto di più lesivo dell’onorabilità di 120.000 professionisti economici quotidianamente in campo per la legalità, oltre che al fianco di imprese e cittadini di questo Paese.”

Miani prosegue parlando dell’ondata di mail e messaggi arrivati dai colleghi, sia via chat che sui social: sono tutti indignati per le dichiarazioni di Saviano, giudicate estremamente generiche e irresponsabili.

Nel frattempo, i sindacati dei commercialisti e degli esperti contabili hanno annunciato che “promuovono unitariamente una querela, verificatone i presupposti, per aver ignobilmente avvicinato la categoria dei commercialisti alla criminalità organizzata” nei confronti di Roberto Saviano.

Commercialisti, la risposta di Miani a Saviano: «vada in Magistratura a denunciare le mele marce»

Il presidente del CNDCEC è consapevole che, come in ogni ambiente, anche tra i commercialisti c’è qualche mela marcia, ma se Saviano ne conosce qualcuna allora non dovrebbe esitare a segnalarle alla Magistratura.

Massimo Miani ricorda poi che sono proprio i commercialisti, spesso precari, a gestire le aziende sequestrate alla mafia, e proprio per questo sono esposti “e spesso indifesi”.

Inoltre, i commercialisti sono soggetti alla normativa antiriciclaggio: in caso di operazioni sospette dei clienti, il professionista deve effettuare una segnalazione alle autorità competenti.

Tra l’altro, negli ultimi mesi i commercialisti sono stati una categoria di professionisti indispensabile per i cittadini, con tutti i bonus e le indennità dei vari decreti, e hanno fatto (e continuano a fare) da tramite e da traduttore per rendere comprensibili le norme emanate durante l’epidemia.

È intervenuto, nel frattempo, anche l’Ordine dei Giornalisti, in particolare quello della Campania, il cui Presidente Ottavio Lucarello ha dichiarato:

“La Consulta unitaria delle professioni di Napoli e Campania è al fianco dei commercialisti italiani, messi sotto accusa da Roberto Saviano ospite nella trasmissione di Fabio Fazio a proposito della escalation di usura durante il Coronavirus. I commercialisti negli ultimi mesi sono stati impegnati a lavorare duramente e l’accusa dello scrittore è inaccettabile. Allo stesso tempo il conduttore Fazio deve al più presto prendere le distanze da quanto dichiarato da Saviano.”

Staremo dunque a vedere se gli interessanti faranno un passo indietro rispetto alle dichiarazioni di Saviano, o se vorranno aggiungere almeno un minimo di contesto, così da non cadere nelle generalizzazioni, dannose per tutte le categorie.

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2 commenti

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Carlo • 1 mese fa

Io non capisco. Mi pare che Saviano abbia accennato (come Miani) a «mele marce», non a tutti i commercialisti. Perchè questa alzata di scudi? E’ ovvia che criminalità, corruzione e disonestà sono presenti dappertutto. Lo sappiamo bene. Questo non vuol dire che tutti gli Italiani siano criminali, corrotti e/o disonesti.
Trovo la risposta di Miani un po’ puerile. Come sempre, invece di andare a fondo del problema e cercare di identificare dove siano e chi siano le mele marce, si fa finta di essere offesi e si cerca soltanto di mettere tutto a tacere.
Ma così non si ottiene nulla di positivo e nel cittadino si rafforza solo la sensazione che effettivamente qualcosa di marcio c’è.

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angelo • 1 mese fa

Saviano è un grande esperto di mafie. Le conosce molto bene e si è pure arricchito con loro. Saviano x soldi darebbe la parola anche a Al Capone

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