Come si calcola il netto di un co.co.co? La guida passo per passo

Paolo Ballanti

28 Ottobre 2024 - 09:06

Le collaborazioni coordinate e continuative rappresentano un ibrido tra il lavoro subordinato e quello autonomo. Questa particolarità si riflette anche sul calcolo del netto. Vediamo come ottenerlo

Come si calcola il netto di un co.co.co? La guida passo per passo

Le collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co) si caratterizzano per essere rapporti di lavoro di tipo parasubordinato che, in quanto tali, si collocano tra il contratto di lavoro subordinato (di cui all’articolo 2094 del Codice civile) e il lavoro autonomo (disciplinato dall’articolo 2222 dello stesso Codice civile).

Il fatto che si tratti di un rapporto ibrido (a metà strada tra il lavoro dipendente e quello autonomo) è determinato dalla seguenti caratteristiche:

  • Autonomia, da intendersi come lo svolgimento di un’attività senza vincolo di subordinazione, in cui la definizione dei tempi di lavoro e delle modalità di esecuzione è rimessa al collaboratore;
  • Collaborazione, da qualificarsi come lo svolgimento di un’attività finalizzata al raggiungimento di scopi determinati da altri (in funzione delle esigenze organizzative e finalità del committente) con totale autonomia del collaboratore nella scelta delle modalità di svolgimento della prestazione;
  • Coordinamento, posto che il committente può impartire direttive e indicazioni al collaboratore, nei limiti dell’autonomia professionale di quest’ultimo;
  • Continuità, da intendersi come una prestazione non occasionale, che perdura nel tempo e richiede un impegno costante da parte del collaboratore;
  • Prestazione prevalentemente personale, dal momento che è necessario che l’apporto lavorativo del collaboratore prevalga sull’eventuale impiego di altri soggetti e / o mezzi.

Le caratteristiche peculiari del contratto di collaborazione coordinata e continuativa si traducono altresì in una serie di regole ad hoc per quanto riguarda il calcolo del netto spettante al collaboratore. Con riguardo a quest’ultimo aspetto analizziamo in dettaglio la procedura per ottenere dal compenso lordo il netto da pagare.

Compenso lordo

Il primo passaggio per calcolare il compenso netto derivante da una collaborazione coordinata e continuativa è rappresentato dall’individuazione della somma lorda spettante all’interessato per il periodo di paga oggetto del cedolino.

Individuare il compenso lordo è in cima alla lista delle cose da fare, posto che sull’importo in parola si applicano le aliquote per il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi Inail, tanto per la parte a carico del committente quanto per quella in capo al collaboratore e trattenuta in busta paga.

Calcolare la trattenuta per contributi previdenziali e assistenziali a carico del collaboratore

La normativa italiana, rappresentata dalla Legge 8 agosto 1995, numero 335 ha previsto all’articolo 2, comma 26, l’iscrizione, dal 1° gennaio 1996, ad un’apposita Gestione separata Inps, dei titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

I contributi da versare all’Inps sono ripartiti in misura pari a:

  • 1/3 dell’aliquota totale a carico del collaboratore (da trattenere in busta paga);
  • 2/3 dell’aliquota totale a carico del committente (da versare con modello F24 all’Inps, unitamente alla quota trattenuta in busta paga).

Nell’anno corrente, come reso noto dall’Inps con la Circolare 29 gennaio 2024, numero 24, l’aliquota contributiva per i soggetti iscritti in via esclusiva alla Gestione separata è pari al 35,03% della base imponibile, di cui:

  • 1/3, pari all’11,677%, è a carico del collaboratore;
  • 2/3, pari al 23,353%, sono in capo al committente.

Coloro che invece sono iscritti ad altre forme pensionistiche obbligatorie (ad esempio in qualità di lavoratori dipendenti o pensionati) hanno un carico contributivo inferiore pari, per il 2024, al 24% della base imponibile, di cui:

  • 8% in capo al collaboratore;
  • 16% in capo al committente.

Pertanto, assumendo il compenso lordo, si calcola la prima trattenuta da applicare in busta paga, grazie alla seguente formula:

  • Compenso lordo * 8% = contributi previdenziali e assistenziali a carico collaboratore (iscritto ad altre forme pensionistiche obbligatorie);
  • In alternativa, compenso lordo * 11,677% = contributi previdenziali e assistenziali a carico collaboratore (iscritto in via esclusiva alla Gestione separata).

Ipotizziamo che il compenso lordo sia pari a 2.000,00 euro per il periodo 1° maggio 2024 - 31 agosto 2024 e il collaboratore sia iscritto in via esclusiva alla Gestione separata Inps. In tal caso la trattenuta a titolo di contributi previdenziali e assistenziali è pari a:

2.000,00 * 11,677% = 233,54 euro.

Da ultimo si precisa che le aliquote contributive si applicano su una base imponibile rappresentata da tutte le somme e i valori a qualunque titolo percepiti dai collaboratori, comprese le erogazioni liberali, con applicazione degli stessi parametri per i lavoratori dipendenti.

Come disposto dall’articolo 2, comma 29, Legge numero 335/1995 i contributi devono essere calcolati sulla base imponibile utilizzata per il calcolo dell’Irpef, risultante dalla dichiarazione annuale dei redditi.

Calcolare la trattenuta per premi Inail

I collaboratori coordinati e continuativi devono essere obbligatoriamente assicurati presso l’Inail, da parte del committente, contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Il premio assicurativo, al pari dei contributi alla Gestione separata, è ripartito in:

  • 1/3 a carico del collaboratore, trattenuto dal compenso lordo spettante;
  • 2/3 a carico del committente.

Il calcolo del premio è effettuato applicando il tasso Inail (espresso in per mille), relativo alla prestazione svolta dal collaboratore, alla retribuzione imponibile. Quest’ultima è rappresentata dal compenso lordo riconosciuto in busta paga.

Il risultato ottenuto dalla moltiplicazione [(retribuzione imponibile * tasso Inail) / 1.000] / 3 dev’essere poi maggiorato dell’1% (calcolato sul risultato della prima operazione).

Riprendendo l’esempio precedente, ipotizzando che il tasso Inail relativo a un collaboratore che svolge mansioni tali da esporlo al rischio relativo all’uso dell’auto (ad esempio pari al 4,79 per mille), la trattenuta in parola si calcola:

  • Moltiplicando il compenso lordo per il tasso e assumendo un terzo del risultato, [(2.000,00 * 4,79) / 1.000] = 3,19 euro;
  • Maggiorando il premio di cui al punto precedente dell’1% (3,19 * 1%) ottenendo così una trattenuta totale pari a 3,22 euro.

Per semplicità di esposizione si è considerata la base imponibile per il calcolo dei premi Inail senza adeguamento dell’importo ai minimali di legge.

Calcolo ritenute fiscali

La terza categoria di trattenute, dopo contributi e premi, è rappresentata dall’Irpef a carico del collaboratore. Quest’ultima si determina applicando aliquote diverse, ciascuna di esse operante sulle singole porzioni di reddito.

Queste ultime, espresse dalla normativa secondo un ammontare complessivo annuo, devono essere riproporzionate in funzione del periodo cui si riferisce il compenso stesso se, ad esempio, mensile, trimestrale, semestrale o annuo.

Le aliquote per il calcolo dell’Irpef a carico del collaboratore sono pari a:

  • 23% per le porzioni di reddito annuo fino a 28 mila euro;
  • 35% per le porzioni di reddito annuo oltre 28 mila e fino a 50 mila euro;
  • 43% per porzioni di reddito oltre 50 mila euro.

Il primo elemento da considerare è la base imponibile su cui applicare le differenti aliquote. La stessa è rappresentata dal compenso lordo dedotti i contributi e i premi a carico del collaboratore. Nell’esempio descritto, pertanto, la base imponibile ai fini fiscali è: 2.000,00 - 233,54 - 3,22 = 1.763,24 euro.

A questo punto si dividono gli scaglioni di riferimento per il periodo oggetto del compenso che, nell’esempio di cui sopra, corrisponde a 4 mesi. Ne consegue che, dividendo 28 mila euro per 4 si ottiene uno scaglione di 7.000,00 euro di reddito soggetto al 23%. Dal momento che la retribuzione imponibile ammonta a 1.763,24 euro la somma in questione si moltiplica per il 23% ottenendo così la terza trattenuta da effettuare in busta paga, pari a: 1.763,24 * 23% = 405,55 euro.

Per semplicità nell’esposizione dei calcoli si è ipotizzato il caso di un collaboratore che ha rinunciato alle detrazioni fiscali.

Calcolo del netto

L’ultimo passaggio è rappresentato dall’operazione di sottrazione delle trattenute a titolo di contributi, premi Inail e imposte dal compenso lordo. Nell’esempio considerato il netto da liquidare ammonta pertanto a: 2.000,00 - 233,54 (contributi) - 3,22 (premi) - 405,55 (Irpef) = 1.357,69 euro.

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