Huawei: ecco come sarà HarmonyOS

Alla scoperta di HarmonyOS, il sistema operativo di casa Huawei nato in risposta al ban statunitense. Ecco come sarà

Huawei: ecco come sarà HarmonyOS

Con una comunicazione ufficiale agli utenti, Huawei ha presentato HarmonyOS, il suo sistema operativo nato in risposta al ban USA e pronto a sostituire Android, nell’eventualità di un degenerarsi dei dissidi sull’asse Washington-Pechino.

Da mesi si attendevano conferme sulla circostanza, dopo che la compagnia aveva più volte precisato di essere a lavoro su un proprio sistema operativo tranquillizzando tutti gli utenti android, preoccupati di andare incontro al divieto per gli smartphone dell’azienda cinese di usare il software di marca Google.

Lo scorso venerdì le caratteristiche del nuovo sistema sono state esposte nel corso della conferenza degli sviluppatori della compagnia a Dongguan. A parlare durante l’evento è stato il Ceo del comparto utenti Huawei, Richard Yu, che ha sottolineato le grosse differenze tra HarmonyOS, Android e iOS:

“HarmonyOS è completamente diverso da Android e iOS: consente di sviluppare un’applicazione una sola volta, e quindi adattarla in modo flessibile a una vasta gamma di dispositivi diversi”.

Vediamo allora insieme come sarà HarmonyOS, sulla base delle informazioni trapelate fino a questo momento.

Huawei: ecco Harmony, il sistema operativo della compagnia

Secondo Richard Yu la compagnia non può negare l’esistenza del pericolo di trovarsi di fronte al ban totale nei confronti dell’accesso ai prodotti statunitensi.

La circostanza, conseguenza della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti con relativa escalation di reciproci dazi, potrebbe portare a limitazioni enormi e invalidanti per il colosso cinese e i suoi utenti.

Per questo motivo Huawi sta facendo di tutto per far sì che i suoi smartphone continuino in futuro a utilizzare il sistema operativo di Google. Eppure non è possibile ignorare la prospettiva peggiore, che però - sottolinea Yang - troverebbe l’azienda “pronta”.

HarmonyOS - ha evidenziato Yu - consente di “sviluppare un’applicazione una sola volta, e quindi adattarla in modo flessibile a una vasta gamma di dispositivi diversi”.

Primo elemento da evidenziare quindi rispetto al sistema operativo di stampo Huawei è che si tratta di un open source; in breve, compatibile con ogni dispositivo elettronico, dalle tv agli speaker passando per automobili, tablet, smartwatch e ovviamente smartphone.

Pensato e avviato concettualmente già nel lontano 2017 con architettura microkernel - più flessibile rispetto a Google e iOS - può definirsi dunque multipiattaforma e a bassa latenza.

Entrambe caratteristiche queste ultime che - sottolinea la compagnia - garantiscono fluidità e quindi un circuito più snello, in grado di offrire migliori prestazioni in termini di rapidità e qualità.

Oltre alle applicazioni Android, supporterà quelle Linux, le web-app e praticamente ogni linguaggio di programmazione, da Javascript a C passando per Kotlin e C++.

A dare i primi responsi dovrà essere il comparto cinese dei televisori, visto che la vera fase di lancio di HarmonyOS sarà sulle smart TV del colosso tech cinese, entro la fine del 2019.

Quest’ultimo elemento rappresenta forse l’indizio più significativo nell’ottica dei piani Huawei rispetto al sistema operativo appena creato, visto che in questa prima fase è ufficialmente orientato solo verso le tv prodotte dalla compagnia.

Risale infatti a pochi giorni fa l’annuncio del lancio di Honor Vision, smart Tv da 55 pollici pronta a promettere funzionalità futuristiche in termini di connettività e intelligenza e, soprattutto, pronta a utilizzare HarmonyOS come sistema operativo.

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