Come si recupera il rimborso 730 del contribuente deceduto

Patrizia Del Pidio

13 Luglio 2026 - 08:29

Il 730 va presentato anche per il contribuente deceduto. La trasmissione serve a dichiarare i redditi percepiti nel corso del 2025 ed eventualmente per recuperare il rimborso spettante.

Come si recupera il rimborso 730 del contribuente deceduto

Se il contribuente è venuto a mancare nel 2026, dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi, ma prima della liquidazione del rimborso fiscale come si recupera il rimborso spettante? L’eventuale importo che spetta a rimborso delle imposte versate e non dovute, può essere recuperato dagli eredi?

Anche se la scomparsa del contribuente nel lasso di tempo che intercorre la trasmissione della dichiarazione e la liquidazione del credito di imposta possa apparire come una coincidenza tragica ed eccezionale, la realtà della prassi fiscale dimostra che ogni anno un numero non trascurabile di famiglie si trova a gestire questa situazione assai complessa.

Non si tratta di un evento teorico perché la discrepanza temporale tra l’invio del 730 e l’accredito delle somme nei mesi successivi, dilata la finestra di rischio. La conseguenza è che alla sofferenza del lutto si sovrappone, per gli eredi, anche la necessità di destreggiarsi negli adempimenti fiscali che richiedono regole chiare per recuperare le somme che spettano.

Cosa devono fare gli eredi del contribuente deceduto per recuperare il rimborso del 730? Ricordiamo, infatti, che se il contribuente era pensionato, con la morte il rimborso non viene erogato dall’Inps (che è anche il sostituto di imposta) se non è stato già disposto prima del decesso (visto che la pensione viene bloccata). Stesso discorso accade al lavoratore che viene a mancare, nessuna retribuzione è dovuta dal datore di lavoro se non quella maturata prima del decesso (compresi Tfr, ferie non godute, Rol e altri trattamenti spettanti).

Cosa succede alle somme rimaste in sospeso con il Fisco? In alcuni casi il rimborso Irpef potrebbe essere anche di importo elevato, soprattutto se il contribuente aveva effettuato dei lavori edilizi negli anni precedenti.

Rimborso per persona deceduta, come bisogna procedere?

Le somme di rimborso spettanti al contribuente deceduto non possono essere richieste nella dichiarazione dell’erede, ma devono essere pretese in quella dello stesso defunto.

Se il sostituto di imposta non ha rimborsato l’importo derivante dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, questo dovrà essere indicato nella Certificazione Unica che riguardano le somme erogate nel corso del 2026 al contribuente deceduto. Al punto 64 per l’Irpef, al punto 74 per le addizionali regionali e al punto 84 per quelle Comunali si evincerà che il deceduto non ha potuto fruire del relativo rimborso spettante dalla dichiarazione dei redditi per l’anno di imposta dell’anno precedente.

In questi casi dovrà agire l’erede che, nell’anno di imposta successivo (per i decessi 2026 si dovrà agire nel 2027), deve presentare dichiarazione dei redditi per il defunto facendo valere anche questo credito nei confronti del Fisco. E questo punto va ribadito: l’erede non deve chiedere tale rimborso nella propria dichiarazione dei redditi ma presentando il 730 del defunto in qualità di erede.

Dove si riporta l’importo a credito?

La cosa migliore, in ogni caso, è quella di rivolgersi a un Caf o a un professionista abilitato, ma se si vuole procedere in autonomia bisognerà indicare il credito risultate del quadro F del modello 730 e nello specifico nel rigo F3.

Eccedenze risultati dalla precedente dichiarazione

Se si presenta, invece, il modello Redditi PF, bisognerà indicare il credito nella colonna 3 del rigo RN36 per ottenere il rimborso Irpef. Proprio perché si tratta di cose abbastanza delicate, in cui non ci si imbatte tutti gli anni, il consiglio è di farsi assistere da un professionista esperto nella materia, perché presentare la dichiarazione per un defunto, dovendo vantare anche un credito dell’anno precedente, sicuramente non è cosa facilissima.