È possibile costruire un portafoglio con un solo ETF? Per molti questa idea suona come una provocazione. Un solo strumento finanziario sembra sinonimo di bassa diversificazione, di basse prospettive di crescita e forse anche di una certa noia per chi ama analizzare i mercati. Ma se ci fermiamo un attimo a riflettere, cosa rappresenta davvero un ETF?
Un ETF (Exchange Traded Fund) è un paniere di titoli che replica l’andamento di un indice di riferimento. In altre parole, acquistandone uno si ottiene una partecipazione in centinaia, talvolta migliaia, di aziende di tutto il mondo. Quando ci si sposta sul campo azionario, esistono ETF che replicano indici globali, includendo società di diversi Paesi e settori. Sono i cosiddetti ETF World, strumenti pensati per offrire un’esposizione al mercato azionario mondiale in un’unica soluzione. Ma possono davvero bastare per costruire un portafoglio completo?
SPDR MSCI World ETF
Il SPDR MSCI World ETF di State Street rappresenta una delle soluzioni più popolari per ottenere una diversificazione internazionale immediata.
Con un TER (Total Expense Ratio) di appena 0,12%, è tra gli ETF più efficienti sul piano dei costi. Gestisce oltre 4,65 miliardi di euro, con una replica fisica a campionamento ottimizzato, cioè non replica tutti i titoli dell’indice ma un campione statisticamente rappresentativo, riducendo i costi operativi senza sacrificare precisione.
L’esposizione è ampia: 23 Paesi sviluppati e circa 1.550 aziende. Le sue top holdings includono i giganti globali come Microsoft, Apple, Nvidia, Amazon, Meta, Alphabet, Eli Lilly, Broadcom e Tesla.
La distribuzione settoriale mostra una netta preponderanza della tecnologia (24%) seguita da Financials (15%) e Healthcare (12%).
Geograficamente, gli Stati Uniti rappresentano il 70,9% del portafoglio, seguiti da Giappone (6,18%) e Regno Unito (3,69%).
Si tratta quindi di un ETF altamente liquido, con spread contenuti e ottima facilità di negoziazione. La concentrazione sugli Stati Uniti è inevitabile, ma riflette la reale composizione dei mercati globali in termini di capitalizzazione di mercato.
iShares Core MSCI World ETF
L’iShares Core MSCI World ETF di BlackRock. Con oltre 65 miliardi di euro in gestione, è un fondo mastodontico, sinonimo di affidabilità e stabilità operativa.
Il TER è leggermente più alto (0,20%), ma la solidità dell’emittente e la lunga storia dal 2009 lo rendono una delle scelte più comuni per investitori istituzionali e retail.
Anche qui troviamo una replica fisica a campionamento ottimizzato e un’esposizione su 23 Paesi sviluppati. Gli Stati Uniti rappresentano circa il 67% del totale, con una concentrazione del 20% nelle prime dieci aziende, segno di una forte presenza dei colossi tech.
Il settore tecnologico pesa per il 26%, mentre Giappone, Regno Unito e Svizzera seguono con pesi più contenuti.
Dal punto di vista operativo, è un ETF con tracking error minimo e ampia liquidità, ideale per chi desidera una soluzione semplice e stabile, da utilizzare anche come “core” all’interno di portafogli più articolati.
Vanguard FTSE Developed World ETF
Il Vanguard FTSE Developed World ETF offre una prospettiva leggermente diversa.
Con un patrimonio di oltre 2 miliardi di euro e un TER dello 0,12%, amplia il concetto di “mercati sviluppati” includendo Paesi come Polonia e Corea del Sud, spesso esclusi dai tradizionali indici MSCI.
Questo ETF copre oltre 2.100 azioni, circa il 40% in più rispetto ai classici MSCI World, e aggiunge una lieve esposizione a mid e small cap (<5%).
Questa caratteristica, apparentemente marginale, è invece rilevante: le small e mid cap tendono nel lungo periodo ad avere rendimenti superiori rispetto alle large cap, anche se con maggiore volatilità.
Replica fisicamente l’indice e ha come valuta base il dollaro USA, per cui l’investitore in euro è soggetto anche al rischio di cambio. Tuttavia, ciò offre un’esposizione più aderente ai movimenti reali dei mercati internazionali.
Vanguard FTSE All-World ETF
Il Vanguard FTSE All-World ETF è forse la risposta più completa alla domanda iniziale.
Con 10 miliardi di euro di patrimonio, TER dello 0,22% e una copertura di circa il 90% del mercato globale, questo ETF include non solo i Paesi sviluppati ma anche i mercati emergenti.
All’interno ci sono oltre 3.600 azioni, con una piccola ma significativa presenza di small cap ( 7%).
Paesi come India, Cina, Taiwan e Brasile trovano spazio nel portafoglio, contribuendo a rappresentare la crescita economica globale in modo più realistico.
SPDR MSCI ACWI IMI ETF
Il SPDR MSCI ACWI IMI ETF porta il concetto di diversificazione all’estremo.
Il suo indice di riferimento, l’MSCI All Country World Investable Market Index, copre circa il 98% della capitalizzazione mondiale.
Al suo interno troviamo oltre 9.200 azioni, includendo mercati emergenti e una forte presenza di small cap.
Lanciato nel 2011, presenta un TER dello 0,17% e utilizza una replica fisica ad accumulo, che reinveste automaticamente i dividendi generati dai titoli sottostanti.
Il fondo è più piccolo rispetto ai concorrenti (oltre 1,15 miliardi di euro) e meno diffuso, ma dal punto di vista teorico è il più vicino al concetto di “mercato globale totale”.
Quindi
La risposta, dunque, è: dipende.
Sì, un solo ETF può bastare per costruire un portafoglio azionario, soprattutto se si tratta di strumenti come quelli appena analizzati. Ma la questione non è solo “quanta diversificazione c’è”, bensì “di che tipo”.
Un ETF World garantisce una diversificazione geografica e settoriale ampia, ma non tiene conto delle caratteristiche personali dell’investitore: orizzonte temporale, obiettivi, tolleranza al rischio.
Un investitore giovane e aggressivo potrebbe voler aggiungere una componente più esposta a small cap o emergenti, mentre uno prudente potrebbe bilanciare con ETF obbligazionari o con strumenti a bassa volatilità.
Tuttavia, è importante ricordare che la diversificazione reale non è solo nei numeri, ma anche nella gestione delle emozioni e nella capacità di mantenere la strategia nel tempo.
In fondo, un ETF World non è soltanto un punto di partenza: per molti investitori, può diventare il cuore stesso del portafoglio, una finestra sul mondo che cresce insieme all’economia globale.
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