Collocamento mirato: cosa serve per l’iscrizione alle categorie protette

Collocamento mirato: ecco quali documenti sono richiesti dal Centro per l’Impiego per l’iscrizione degli invalidi civili al collocamento mirato.

Collocamento mirato: cosa serve per l'iscrizione alle categorie protette

L’iscrizione alle categorie protette per gli invalidi è un passaggio necessario per beneficiare del collocamento mirato, ossia di quel complesso di strumenti che “permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi di lavoro e di relazione”.

È dal collocamento mirato che deriva l’istituto delle assunzioni obbligatorie, ossia di quell’obbligo per le aziende con più di 14 dipendenti di destinare una quota di assunzioni a coloro che sono iscritti alle categorie protette, invalidi compresi.

Nel dettaglio, il nostro ordinamento giuridico - precisamente con la legge 68/1999 - stabilisce che possono iscriversi alle categorie protette le persone affette da disabilità, ossia:

  • coloro a cui è stata riconosciuta un’invalidità civile pari almeno al 46%;
  • gli invalidi del lavoro con percentuale pari almeno al 34%;
  • non vedenti;
  • invalidi di guerra e di servizio;
  • non udenti.

Per l’iscrizione alle categorie protette per il collocamento mirato è prima di tutto necessario, quindi, che l’invalidità sia stata riconosciuta dall’INPS (seguendo l’apposito iter).

In tal caso l’iscrizione alle categorie protette è molto semplice; vediamo cosa serve per farla.

Come iscriversi alle categorie protette per il collocamento mirato

Nel caso in cui vi sia stata riconosciuta un’invalidità civile pari almeno al 46% o comunque rientrate in una delle tante categorie descritte in precedenza, potete richiedere l’inserimento nelle categorie protette iscrivendosi alle liste del collocamento mirato.

L’organo di competenza per questa operazione è il Centro per l’Impiego: potete rivolgervi, quindi, agli ex uffici di collocamento - consigliamo di andare in quello territorialmente competente - presentando tutta la documentazione necessaria ai fini dell’iscrizione.

Nel dettaglio, per l’iscrizione vi verrà chiesto:

  • documento d’identità;
  • verbale di riconoscimento dell’invalidità civile;
  • da qualche anno è necessaria anche la consegna della diagnosi funzionale, ossia quel documento rilasciato contestualmente al verbale di riconoscimento dell’invalidità civile con cui vengono definite le modalità di funzionamento delle abilità del soggetto posto in esame. Semplificando, è grazie a questo documento che si capisce quali mansioni lavorative può svolgere il soggetto.

Ricordiamo che per l’iscrizione è necessario aver compiuto almeno 15 anni e non aver ancora raggiunto l’età pensionabile (67 anni). Bisogna inoltre essere disoccupati.

Iscrizione alle categorie protette: quali vantaggi?

Chi è iscritto alle categorie protette per il collocamento mirato ha il vantaggio di poter essere assunto da quelle aziende che hanno necessità di coprire la quota di assunzioni obbligatorie. Nel dettaglio:

  • le aziende con un numero di dipendenti compreso dai 15 ai 35 sono obbligate ad assumere almeno un disabile;
  • quando il numero di dipendenti è compreso tra 36 e 50 i disabili da assumere sono almeno 2;
  • sopra i 50 dipendenti il 7% dei posti deve essere riservato ai disabili mentre l’1% in favore dei familiari degli invalidi e dei profughi rimpatriati.

Le aziende che necessitano di assumere nel rispetto delle suddette quote, quindi, potranno avvalersi di due differenti modalità: o per chiamata nominativa, individuando direttamente il lavoratore da assumere, oppure per chiamata numerica attraverso le liste del Centro per l’Impiego.

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