Che cosa sanno Michael Burry e Warren Buffet che noi non sappiamo? Recita così un preoccupato titolo della CNN.
Disoccupazione ai minimi, costo del denaro basso, mercati in espansione, il Nasdaq che cresce del 30 per cento annuo, la Federal Reserve potrebbe presto interrompere i dolorosi aumenti dei tassi di interesse poiché i tassi di inflazione stanno diminuendo costantemente, seppur lentamente. Eppure, qualcosa non torna.
Le dichiarazioni della Securities and Exchange Commission rese pubbliche lunedì scorso mostrano che la Berkshire Hathaway di Warren Buffett (BRKA) ha venduto azioni per quasi 8 miliardi di dollari in più di quelle che ha acquistato nel secondo trimestre del 2023.
Non è troppo secondo i suoi standard, ma è un movimento significativo quando il mercato è in crescita.
Chi è Michael Burry
Veniamo ora a Michael Burry, che qualcuno ha ribattezzato l’investitore che «vede» il futuro.
Titolare di un hedge fund, un fondo speculativo piuttosto aggressivo, Burry fu il primo a intuire che la bolla immobiliare statunitense sarebbe esplosa a causa del suo essere fondata sui fragilissimi mutui subprime.
È infatti noto come l’investitore del «Big Short» per aver previsto correttamente il crollo del mercato immobiliare nel 2008, (a lui fu dedicato un film di successo, «The Big Short», in italiano «La Grande Scommessa», nel quale il suo personaggio fu interpretato da Christian Bale), ora ci riprova e, visti i trascorsi, non si tratta di un buon auspicio per Wall Street e per l’intera economia americana.
Big Short ha infatti scommesso lo scorso trimestre su un crollo di Wall Street.
Il fondo di Burry, Scion Asset Management, ha acquistato opzioni put per 866 milioni di dollari contro un fondo che segue l’S&P 500 e opzioni put per 739 milioni di dollari contro un fondo che segue il Nasdaq 100. Le put options sono di fatto delle azioni che possono essere rivendute in futuro a un prezzo fisso, e rappresentano una sorta di assicurazione contro un crollo, uno strumento di tipo «ribassista».
Da qui la domanda che si è fatta la CNN: Barry sa qualcosa che il mercato ignora? Anche perché non è il solo a puntare tutto sul nero.
La maggior parte dei gestori di fondi sembra essere meno pessimista sulle azioni rispetto al passato recente. La Bank of America ha pubblicato il suo sondaggio globale tra i gestori di fondi di agosto martedì e ha scoperto che i gestori di denaro si sentono meno pessimisti riguardo ai mercati dal febbraio 2022. Anche i loro livelli di liquidità sono scesi dal 5,3% al 4,8%, il che significa che stanno investendo quei soldi anziché trattenerli.
Per questo, un articolo a firma di Nicole Goodkind, si domanda: “Quindi cosa sanno Buffett e Burry che il resto di noi non sa?”.
La giornalista prova anche a dare delle risposte, quattro per l’esattezza, riguardo a ciò che potrebbe spaventare gli investitori.
Quattro possibili risposte
Innanzitutto, il crollo economico della Cina: la salute dell’economia cinese è diventata una seria preoccupazione per gli investitori statunitensi. Gli operatori temono che la debolezza della seconda economia mondiale possa influenzare le prospettive globali. A maggior ragione ora con il crollo del colosso immobiliare cinese Evergrande che ha dichiarato bancarotta.
Secondo punto: l’effetto di Russia e Ucraina sull’inflazione. L’inflazione globale sta finalmente diminuendo, ma le tensioni geopolitiche elevate minacciano di aumentare i prezzi alimentari e petroliferi in tutto il mondo.
Terzo punto: l’economia degli Stati Uniti sta rallentando. La disoccupazione è bassa e i tassi di inflazione stanno diminuendo costantemente. Tuttavia, l’economia degli Stati Uniti sta ancora mostrando segni di rallentamento.
Infine, le banche rimangono un rischio silenzioso: le paure di contagio esistono ancora intorno alla crisi bancaria regionale di marzo. Insomma, anche le grandi banche potrebbero trovarsi nei guai.
Tocca ora agli analisti scandagliare le pieghe nascoste dei mercati e scovare quello che evidentemente Burry e Buffett hanno intuito e noi ancora non sappiamo.