Ex ministro della Transizione ecologica nel governo Draghi, consigliere del governo Meloni per l’energia, manager di Leonardo, ora pure membro del consiglio di amministrazione di Industrie De Nora, multinazionale italiana quotata su Euronext Milan, specializzata in elettrochimica, nelle tecnologie sostenibili e nella nascente industria dell’idrogeno verde.
È il profilo di Roberto Cingolani, passato attraverso un sistema di porte girevoli tra politica e affari. Che sta suscitando perplessità e preoccupazione per un presunto conflitto di interessi che, al momento, non pare scongiurato.
Cingolani, infatti, mentre dalla poltrona del ministero per la Transizione ecologica passa agli affari, mantiene ancora un piede nella politica, avendo accettato a “titolo gratuito” di fare da consulente al nuovo ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che accompagna persino in alcune trasferte in giro per l’Europa.
E, come se non bastasse, Cingolani è inserito anche nella lista di Palazzo Chigi sui possibili successori di Alessandro Profumo alla guida dell’ex Finmeccanica, di cui, come accennato, è manager. Secondo quanto ha riportato la scorsa settimana Il Giornale d’Italia, senza essere smentito, l’ex ministro è in pole, primo nella lista rispetto agli altri candidati: spetta a Palazzo Chigi, che ha tempo fino al 31 marzo, decidere.
Cingolani, che dal 23 ottobre scorso, oltre ad essere consigliere per l’energia del Governo Meloni, è tornato in Leonardo, è stato quindi nominato per cooptazione quale nuovo membro indipendente del Cda delle Industrie De Nora. Questa è una multinazionale quotata su Euronext Milan, specializzata in elettrochimica e leader nell’industria dell’idrogeno verde – uno dei maggiori protagonisti del processo di decarbonizzazione europea – ed è partecipata per il 25% da Snam.
Come però ha fatto notare Camilla Conti su La Verità, a settembre 2021, la Snam aveva firmato insieme a Edison un memorandum of understanding con Saipem e Alboran hydrogen, che avevano già sottoscritto un accordo di collaborazione per lo sviluppo congiunto della Puglia green hydrogen valley.
La Puglia green hydrogen valley si propone di realizzare tre impianti di produzione di idrogeno verde a Brindisi, Taranto e Cerignola. Lo scorso 2 gennaio, la regione Puglia ha pubblicato il bando Hydrogen Valley e secondo i bene informati, un ruolo importante di questo business lo avrebbe proprio la De Nora. Il bando ha una dotazione di 40 milioni di euro a valere sul Pnrr-Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, Componente 2 “Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”, Investimento 3.1, ed è la somma più alta tra quelle assegnate alle regioni dal Mite.
Il punto è che il decreto bollinato a metà novembre 2022 per il progetto porta la firma di Cingolani che ora è consulente del suo successore (Pichetto Fratin) ma è anche nel CdA della società che avrà un ruolo importante nello sviluppo del progetto in Puglia.
Nulla di illecito, sia chiaro: in Italia non esiste una norma contro le porte girevoli, nonostante siano considerate causa di enormi conflitti d’interesse. Però qualche perplessità, questa vicenda non può che suscitarla.