Cina-Russia, l’alleanza anti-Occidente che tutti temono e nessuno può più fermare

Violetta Silvestri

20/09/2023

Cina e Russia si avvicinano sempre di più in una alleanza che il mondo teme, ma che nessuno può fermare. Dal commercio fino alla questione della sicurezza, Pechino e Mosca accorciano ogni distanza.

Cina-Russia, l’alleanza anti-Occidente che tutti temono e nessuno può più fermare

Cina e Russia intenzionate a rafforzare la loro alleanza, mentre l’Occidente è impegnato a isolare e indebolire le due nazioni.

La cronaca di politica internazionale racconta che il ministro degli Esteri cinese ha avuto colloqui con la sua controparte russa a Mosca, mentre i due paesi si avvicinano sempre di più sullo sfondo di una tensione ai massimi con Usa ed Europa per la guerra in Ucraina, la pericolosa militarizzazione del Pacifico e la sleale concorrenza nel settore dei veicoli elettrici (che sta gettando nel caos l’Ue).

Wang Yi ha aperto i suoi colloqui con Sergey Lavrov salutando la “cooperazione strategica” e l’impegno condiviso per un “mondo multipolare” e un “ordine mondiale più giusto”.

La Cina inoltre ha sollecitato una maggiore connettività transfrontaliera con la Russia e una più profonda cooperazione reciproca in materia commerciale e di investimento, mentre entrambi gli alleati hanno promesso legami economici sempre più stretti nonostante la disapprovazione dell’Occidente.

Con queste premesse, l’alleanza russo-cinese può andare lontano.

Cina-Russia: l’alleanza (e la minaccia per l’Occidente) si rafforza

Basterà leggere l’agenda diplomatica di Pechino e Mosca in questa settimana di settembre per capire quanto sia determinata l’intenzione delle due nazioni a rafforzare i propri legami.

Il ministro russo dello sviluppo economico ha avuto un dibattito approfondito sulla cooperazione economica con il ministro cinese del Commercio a Pechino il 19 settembre, in concomitanza con il viaggio del massimo diplomatico cinese, Wang Yi, a Mosca per colloqui strategici. Il mese prossimo è inoltre prevista la visita del presidente Vladimir Putin nella capitale del dragone.

In primo piano ci sono due temi chiave per spiegare l’importanza dell’avvicinamento Cina-Russia: commercio e sicurezza.

Il ministro cinese del Commercio Wang Wentao ha affermato nei colloqui di Pechino che la cooperazione economica e commerciale sino-russa ha continuato ad approfondirsi e a diventare più solida sotto la guida strategica dei due attuali capi di Stato.

Ad agosto, le importazioni cinesi di beni russi sono aumentate del 3% rispetto all’anno precedente raggiungendo gli 11,5 miliardi di dollari, invertendo il calo dell’8% di luglio, come mostrano gli ultimi dati doganali cinesi.

L’Estremo Oriente russo, al confine con la Cina e la Corea del Nord, ha acquisito un nuovo significato cruciale come zona di commercio e commercio transfrontaliero.

La settimana scorsa, la United Oil- and Gas-Chemical Co. russa e la Xuan Yuan Industrial Development cinese hanno concordato di costruire un complesso di trasbordo petrolifero vicino a un ponte ferroviario che collega la città russa di Nizhneleninskoye al Tongjiang cinese, mentre Mosca diversifica le sue esportazioni di materie prime lontano dall’Europa, che ora ritiene politicamente ostile.

In questa parte remota orientale della Russia inoltre, dove viene pescato circa il 70% dei prodotti ittici del paese, si spera di aumentare le esportazioni dei suoi prodotti marini verso la Cina, dopo che Pechino ha bandito i prodotti ittici dal Giappone a causa del rilascio di acqua radioattiva dall’impianto distrutto di Fukushima nell’oceano.

I media statali cinesi affermano inoltre che esiste una “necessità” crescente per Cina e Russia di intensificare il commercio di cereali in un contesto di continua scarsità dell’offerta globale. La costruzione di un corridoio per il grano che collega la Russia a Heilongjiang, il paniere del nord-est della Cina, contribuirà a rafforzare la sicurezza alimentare del dragone.

All’inizio di settembre, il presidente cinese Xi Jinping aveva dichiarato che l’Heilongjiang dovrebbe diventare un passaggio “fondamentale” per l’apertura della Cina al nord, affermando che la provincia dovrebbe svolgere un ruolo attivo nella salvaguardia della difesa nazionale, della sicurezza alimentare ed energetica.

Cina-Russia sempre più fronte anti-Occidente?

Pechino e Mosca non sono accomunate soltanto da rinnovati interessi economici. Tra le due potenze c’è il forte desiderio di unire le forze e creare un fronte anti-Occidente in nome della propria sicurezza ed egemonia in un mondo ormai polarizzato.

Nelle parole di Nikolai Patrushev, segretario del Consiglio di sicurezza russo, si ritrova il senso di questa esigenza:

“Nel contesto della campagna scatenata dall’Occidente collettivo che mira al doppio contenimento di Russia e Cina, è particolarmente importante approfondire ulteriormente il coordinamento e l’interazione russo-cinese sull’arena internazionale”

Patrushev, fedelissimo di Putin, ha riaffermato anche il sostegno “immutabile” della Russia alla politica di Pechino su questioni relative a Taiwan, alla regione occidentale dello Xinjiang e a Hong Kong, che secondo lui “vengono utilizzate dall’Occidente per screditare la Cina”.

La Cina, da ricordare, ha cercato di presentarsi come neutrale nel conflitto ucraino, anche se ha rifiutato di condannare le azioni di Mosca e ha dichiarato l’anno scorso di avere un’amicizia “senza limiti” con la Russia. Pechino ha inoltre denunciato le sanzioni occidentali contro la Russia e ha accusato la Nato e gli Stati Uniti di provocare l’azione militare di Putin.

La tensione con l’Occidente è quindi arrivata ai massimi livelli. Non a caso Wang in visita a Mosca ha sottolineato: “Quanto più violente diventano le azioni unilaterali di egemonia e di confronto tra blocchi, tanto più importante per noi stare al passo con i tempi, mostrare il senso del dovere come grandi potenze e adempiere ulteriormente ai nostri obblighi internazionali”.

Sebbene i colloqui tra Cina e Stati Uniti non si siano mai interrotti, la distanza resta quasi incolmabile tra le due potenze. Al contrario, la vicinanza tra Mosca e Pechino si fa sempre più stretta, a indicare uno scacchiere geopolitico in mutamento e che elabora nuove, intricate e pericolose trame di alleanze.