La Cina sta costruendo bacini idrici a ritmi frenetici. L’obiettivo? Immagazzinare energia rinnovabile

Alessandro Nuzzo

19 Marzo 2026 - 21:30

Il paese più inquinante al mondo ha avviato una transizione energetica verso fonti rinnovabili senza eguali.

La Cina sta costruendo bacini idrici a ritmi frenetici. L’obiettivo? Immagazzinare energia rinnovabile

La Cina è la nazione più inquinante al mondo, responsabile di circa il 30% delle emissioni globali di gas serra ogni anno. La causa principale di questo impatto ambientale è la forte dipendenza dai combustibili fossili come carbone, petrolio e gas per la produzione di energia. Negli ultimi anni, però, il presidente Xi Jinping ha avviato un progetto di transizione energetica senza precedenti. Era il dicembre del 2020 quando annunciò che la Cina avrebbe raggiunto i 1.200 GW di capacità installata da fonti eoliche e solari entro il 2030.

La Cina, che in termini di velocità nella costruzione di infrastrutture non ha eguali al mondo, ha però raggiunto questo obiettivo con largo anticipo: già a luglio del 2024. Addirittura, entro la fine del 2025, la capacità combinata di energia eolica e solare ha superato i 1.840 GW, arrivando a rappresentare il 47,3% della capacità elettrica complessiva del Paese. È stata la prima volta che la produzione da fonti pulite e rinnovabili, come eolico e solare, ha superato quella generata da combustibili fossili come carbone e gas.

Tuttavia, una volta costruite le infrastrutture necessarie a produrre energia pulita, la Cina si trova ora ad affrontare una nuova sfida fondamentale: integrare in modo efficiente queste fonti rinnovabili nel sistema energetico nazionale. L’energia eolica e quella solare, infatti, sono per loro natura intermittenti: esistono periodi dell’anno in cui vento e sole permettono una produzione elevata, ma anche fasi in cui la produzione cala sensibilmente.

La prossima sfida cinese? Sviluppare infrastrutture di stoccaggio

La prossima sfida che Pechino dovrà vincere riguarda quindi lo sviluppo di infrastrutture di stoccaggio efficienti, capaci di immagazzinare l’energia prodotta in eccesso nei momenti favorevoli e utilizzarla quando la produzione è insufficiente. Questo obiettivo è stato elevato a priorità nazionale, con un forte investimento nelle tecnologie di accumulo. Una delle soluzioni già adottate prevede l’installazione di grandi batterie: nel corso dell’ultimo anno, la Cina ha aumentato la capacità di accumulo a batterie di circa il 75%.

La vera scommessa, però, riguarda l’accumulo idroelettrico a pompaggio. Sono già in corso numerosi progetti per la costruzione di centrali di questo tipo, e la Cina ha avviato più cantieri rispetto a tutti gli altri Paesi del mondo messi insieme. Il sistema prevede di utilizzare l’energia eolica e solare in eccesso per pompare acqua in bacini sopraelevati, che verrà poi rilasciata nei momenti di maggiore richiesta per produrre elettricità.

Grazie alla conformazione geografica montuosa di molte aree del Paese, questi impianti risultano particolarmente adatti: sfruttano infatti il dislivello tra bacini posti a diverse altitudini, aumentando l’efficienza del sistema. Si tratta di una delle tecnologie di accumulo più efficaci su larga scala, già utilizzata anche in Europa, ad esempio in Spagna lungo il fiume Júcar.

Il piano cinese prevede di aggiungere circa 100 GW di capacità di accumulo idroelettrico a pompaggio entro i prossimi cinque anni, rispetto agli attuali 59 GW. Se questo obiettivo verrà raggiunto, questa tecnologia diventerà centrale per l’equilibrio energetico del Paese e la Cina potrà affermare di aver realizzato il più grande progetto di transizione energetica mai attuato al mondo.

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