Azioni: ci sarà veramente un rally di Natale?

Tommaso Scarpellini

30 Novembre 2022 - 15:30

Il mercato azionario continua a mantenere una tendenza complessivamente rialzista, il rally natalizio riuscirà a resistere fino ad anno nuovo?

Azioni: ci sarà veramente un rally di Natale?

Ormai da ottobre gli indici delle borse occidentali mantengono un trend complessivamente crescente in piena discordanza con la tendenza decisamente ribassista del 2022. Dicembre è storicamente riconosciuto come un mese «bullish», ovvero tipicamente rialzista. Per tale motivo in questo periodo si sente spesso parlare di rally natalizio e di «aggiustamenti di fine anno», come se il mercato volesse fare ai propri investitori un piccolo regalo di natale alleggerendo le performance negative di tanti fondi d’investimento, specie quelli che quest’anno non hanno avuto la possibilità di andare short.
Ma questo dicembre 2022 sarà veramente rialzista come molti pensano?

Perché dicembre è visto come un mese rialzista sul mercato azionario

Quando facciamo riferimento al rally di Natale spesso tendiamo a inglobare nel termine sia il mese di novembre che il mese di dicembre. In questi due ultimi mesi dell’anno i fondi d’investimento tendono a impostare i propri posizionamenti per l’anno a venire. Sono molti gli esperti che sostengono che la direzionalità di fine anno sia anche un buon leading indicator del sentiment dell’anno successivo. Vista la positività del mese di novembre potrebbe significare che i fondi d’investimento abbiano prediletto operazioni di acquisto sul mercato azionario in previsione di un alleggerimento delle tensioni economiche globali. Se così fosse potremo effettivamente assistere a una continuazione del rally natalizio e rimandare a gennaio le paure e l’incertezza riguardo un’eventuale correzione dei mercati azionari.

L’S&P500 regalerà altri rialzi agli investitori?

Guardare all’andamento dell’S&P500 per cercare di comprendere la direzione di fondo delle borse azionarie occidentali è statisticamente una buona strategia. Tipicamente il comportamento di quest’indice rappresenta una bussola per orientare i propri investimenti. Dal mese di ottobre è iniziato un nuovo trend per l’S&P500 e questo cambiamento sembra essere stato apprezzato dai mercati ma allo stesso tempo abbastanza incompreso. Nonostante l’aumento delle preoccupazioni riguardo una recessione e nessuna certezza riguardo il futuro economico del Paese, l’indice madre delle borse azionarie statunitensi registra in due mesi più del 12% innescando inaspettate ripartenza da parte di molti titoli azionari, anche appartenenti al comparto tecnologico.

Il numerario dei $4.000 dell’S&P500 potrebbe fermare il trend rialzista

Da un punto di vista tecnico sembra effettivamente esserci ancora spazio per una continuazione di trend. Se osserviamo ad esempio l’andamento di alcuni indicatori tecnici non si notano infatti grandi spunti ribassisti. L’RSI non sembra al momento ancora aver raggiunto il grado d’ipercomprato e mantiene un andamento complessivamente lineare rivolto verso l’alto. L’unico segnale tecnico ribassista arriva dalla price action: il prezzo nel mese di novembre ha più volte oltrepassato il numerario dei $4.000 per poi tornare su livelli inferiori. Questi movimenti ricordano molto quelli tipicamente antecedenti la conformazione di una zona di distribuzione: i fondi potrebbero utilizzare la liquidità del numerario per liberarsi di qualche posizione di troppo innescando magari un ritracciamento del mercato.

S&P500 S&P500 Grafico a candele del prezzo dell'indice azionario statunitense S&P500

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