Chiuse le spiagge in questo paradiso turistico. Tutta colpa delle meduse

Andrea Fabbri

27 Febbraio 2026 - 20:49

È allarme meduse in una delle mete turistiche invernali più amate degli italiani. Un’invasione che ha portato alla chiusura di alcune famosissime spiagge

Chiuse le spiagge in questo paradiso turistico. Tutta colpa delle meduse

Per chi ama godersi il mare nei mesi invernali ci sono pochi Paesi come la Thailandia. Luoghi come Phuket, Krabi e le Isole Similan sono dei veri e propri paradisi terrestri per chi ama la spiaggia, il bagno e le immersioni.

Ma pochi giorni fa è arrivata una brutta notizia per i turisti. Nell’arcipelago delle Isole Similan sono arrivate le meduse bottone blu, una specie che, se toccata, può provocare gonfiore, irritazione cutanea, forte prurito e veschiche.

Una vera e propria invasione che ha costretto le autorità locali a chiudere alcune delle spiagge più amate e frequentate dai turisti.

La chiusura di Princess Beach

L’arcipelago delle Similan è una tappa tradizionale per chi visita la zona di Phuket, nella Thailandia del sud.

Affacciato sul Mare delle Andamane, a poco più di 100 km dal centro del capoluogo della provincia, questo piccolo gruppo di isole rappresenta il confine marittimo con l’India ed è considerato uno dei luoghi più belli al mondo per fare snorkeling.

Purtroppo, però, il ritrovamento di numerosi esemplari di medusa blu bottone a Princess Beach e in altre aree dell’arcipelago ha costretto le autorità locali a intervenire in maniera decisa chiudendo temporaneamente l’accesso ai turisti.

Il maggior numero di avvistamenti è stato registrato a Ko Miang, l’isola più a sud, e il pericolo non è da sottovalutare. La medusa bottone blu (Porpita Porpita) può raggiungere i 30 cm e, come spiega il nome, ricorda la forma di un bottone o di un occhio con tentacoli velenosi che si estendono verso l’esterno.

Dopo la chiusura è stato deciso di allargare l’allarme anche a tutta la regione di Phuket e al Golfo della Thailandia, habitat naturali di animali pericolosi come, appunto, la medusa bottone e la tristemente nota cubomedusa, una delle più pericolose del pianeta.

I rischi del contatto con la medusa bottone blu

La buona notizia, per chi è in Thailandia o in una delle zone in cui vivono le meduse bottone blu, è che questi invertebrati sono molto semplici da riconoscere. Le caratteristiche principali sono la colorazione blu molto vivace e il disco circolare al centro circondato da tentacoli. Normalmente si muovono grazie alle correnti oceaniche e arrivano sulle spiagge trasportate dalle onde.

Sebbene siano molto meno pericolose delle cubomeduse, entrare in contatto con loro può essere estremamente fastidioso. Sfiorarle causa sintomi come bruciore, arrossamento della zona interessata e prurito persistente.

In caso di contatto con una di esse, i funzionari del parco raccomandano di sciacquarsi con acqua di mare, di evitare l’acqua dolce e di non strofinare la parte toccata dalla medusa. I tentacoli, invece, se presenti devono essere rimossi con estrema cura e delicatezza.

Ai turisti che presentano sintomi di questo tipo, oppure che avvistano gruppi di meduse in zone ancora accessibili al pubblico, è raccomandato di contattare velocemente il personale addetto alla sicurezza.

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