Chi è Giancarlo Devasini, l’uomo più ricco d’Italia? Socio della Juve e fondatore di Theter

Giorgia Paccione

12 Marzo 2026 - 15:13

La storia del co-fondatore di Tether che, grazie alla crescita delle stablecoin e all’ingresso nella Juve, ha superato Giovanni Ferrero diventando il nuovo uomo più ricco d’Italia.

Chi è Giancarlo Devasini, l’uomo più ricco d’Italia? Socio della Juve e fondatore di Theter

Per quasi vent’anni il vertice della classifica dei miliardari italiani è stato dominato dalla famiglia Ferrero.

Nel 2026, però, la graduatoria cambia volto: secondo la nuova lista stilata da Forbes il patrimonio più alto appartiene a Giancarlo Devasini, co-fondatore di Tether, società leader mondiale nelle stablecoin. La sua ricchezza stimata supera gli 89 miliardi di dollari, una cifra che quasi raddoppia quella dell’imprenditore Giovanni Ferrero e che lo colloca anche tra i più ricchi del pianeta (al 22° posto nella classifica globale, davanti a Warren Buffet).

Un risultato sorprendente soprattutto perché Devasini resta una figura poco conosciuta al grande pubblico, con una vita riservata e un percorso professionale decisamente atipico.

Dalla medicina alle criptovalute: chi è Giancarlo Devasini

Giancarlo Devasini nasce a Torino e cresce a Casale Monferrato. Dopo il liceo si iscrive alla facoltà di medicina a Milano, seguendo inizialmente la strada del padre ginecologo. Si laurea e inizia la carriera nella chirurgia plastica, ma l’esperienza dura poco.

In una rara intervista ha raccontato che quella professione non lo convinceva davvero: “Tutto il mio lavoro mi sembrava un imbroglio, lo sfruttamento di un capriccio”.

La scelta di abbandonare la medicina segna l’inizio di una traiettoria radicalmente diversa. Devasini si sposta in Asia e si avvicina al mondo dell’informatica e del commercio di software. Negli anni successivi entra nel nascente ecosistema delle criptovalute, dove sviluppa contatti e competenze che lo porteranno a diventare uno dei protagonisti del settore.

Il passaggio decisivo arriva con l’incontro con il mondo degli exchange e con la piattaforma Bitfinex, da cui nascerà poi il progetto Tether.

In questo contesto Devasini adotta anche lo pseudonimo “Merlin”, nome con cui diventa noto negli ambienti della finanza digitale.

La crescita di Tether e l’ingresso nella classifica dei miliardari

Il vero motore della sua fortuna è Tether, società che emette USDT, la stablecoin più utilizzata al mondo.

Le stablecoin sono criptovalute progettate per mantenere un valore stabile, generalmente ancorato al dollaro. Il modello di business consiste nel detenere riserve finanziarie (in gran parte titoli di Stato statunitensi e altri strumenti liquidi) a fronte dei token emessi sul mercato.

Grazie alla crescita del mercato cripto e ai rendimenti generati dalle riserve, Tether ha registrato profitti molto elevati. Secondo i dati diffusi dalla società, nel 2024 l’utile netto avrebbe superato i 13 miliardi di dollari, ottenuti con una struttura aziendale relativamente snella di poche centinaia di dipendenti.

La ricchezza di Devasini è esplosa soprattutto a seguito della rivalutazione della società. Forbes stima oggi Tether intorno ai 200 miliardi di dollari, molto più dei circa 50 miliardi ipotizzati solo un anno fa.

Poiché Devasini possiede una quota stimata tra il 44% e il 45%, il valore delle sue partecipazioni è cresciuto rapidamente portandolo in cima alla classifica italiana dei miliardari.

Il profilo riservato e la partecipazione nella Juventus

Nonostante l’enorme patrimonio, Devasini rimane una figura estremamente discreta. Vive tra diverse giurisdizioni internazionali e negli ultimi anni è stato associato a Lugano, città svizzera che ospita iniziative legate all’adozione delle criptovalute.

Le apparizioni pubbliche sono rarissime e il volto più visibile dell’azienda è spesso il CEO Paolo Ardoino.

Oltre alla finanza digitale, Devasini ha investito in diversi settori. Tra le operazioni più note c’è l’ingresso nella Juventus, dove insieme ad Ardoino detiene una quota di circa il 12% del club bianconero, che lo ha reso uno dei principali azionisti dopo Exor.

La sua ascesa rappresenta uno dei cambiamenti più evidenti nell’economia contemporanea: il passaggio dal dominio delle grandi industrie tradizionali alla nuova ricchezza generata da software, finanza digitale e infrastrutture legate alle criptovalute.

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