Lorenzo Fontana è il nuovo ministro degli Affari Europei: la biografia del leghista

Il ministro alla Famiglia Lorenzo Fontana fin dalla nascita del governo Lega-Movimento 5 Stelle ha già fatto parlare molto di sé: dopo le polemiche sulle sue prese di posizione, adesso dal ministero della Famiglia è passato a quello degli Affari Esteri.

Lorenzo Fontana è il nuovo ministro degli Affari Europei: la biografia del leghista

Quando si è insediato il governo del cambiamento guidato da Giuseppe Conte, subito c’è stato è un ministro che ha fatto molto discutere: si tratta di Lorenzo Fontana, deputato della Lega e inizialmente nominato al dicastero della Famiglia e della Disabilità.

Le sue prime uscite nelle vesti di ministro in merito alle coppie omosessuali hanno infatti scatenato un vespaio di polemiche, ma sono soltanto le ultime di una lunga serie di frasi che hanno fatto storcere il naso a molti.

Dopo un anno dalla nascita della maggioranza gialloverde, in quello che è stato un primo rimpasto di governo Lorenzo Fontana è passato adesso al Ministero degli Affari Esteri, rimasto vacante dopo la nomina di Paolo Savona alla presidenza della CONSOB.

Del resto Fontana in passato è stato per due legislatura eurodeputato della Lega a Strasburgo, tanto da essere uno degli sherpa più fidati di Salvini quando il Carroccio ha il bisogno di imbastire delle relazioni a livello europeo.

La biografia di Lorenzo Fontana

Tra gli esponenti più emergenti del nuovo corso salviniano della Lega c’è senza dubbio Lorenzo Fontana, fresco nuovo ministro della Famiglia che fin dalla gioventù ha legato la sua esperienza politica a quella del carroccio.

Nato a Verona il 10 aprile del 1980 è sposato, con rito tridentino prima e civile poi con Salvini come testimone, con la napoletana Emilia Caputo (assistente presso il Parlamento Europeo) con la quale ha una bambina di nome Angelica.

Dopo il diploma, Fontana si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Padova, conseguendo poi una seconda laurea in Storia della Civiltà Cristiana all’Università Europea di Roma.

Al suo attivo può vantare anche un libro, La culla vuota della civiltà. All’origine della crisi edito nel 2018, scritto insieme a Ettore Gotti Tedeschi la cui prefazione è stata fatta da Matteo Salvini.

Grande tifoso del Verona, la sua altra grande passione è da sempre la politica. Entrato a far parte da giovane della Liga Veneto-Lega Nord, nel 2002 diventa vicesegretario del Movimento Giovani Padani.

Dopo essere stato eletto consigliere comunale a Verona, nel 2009 Lorenzo Fontana viene eletto al Parlamento Europeo ricoprendo a Bruxelles il ruolo di capo delegazione dell’allora Lega Nord.

Nel 2014 si candida di nuovo alle elezioni europee, venendo nuovamente eletto a Bruxelles grazie alla rinuncia di Flavio Tosi, all’epoca sindaco di Verona e ancora facente parte del carroccio prima del polemico addio.

Nominato vicesegretario federale della Lega Nord nel 2016, dopo le ultime elezioni amministrative di Verona, che hanno visto il successo del candidato di Centrodestra Federico Sboarina, è diventato nell’estate del 2017 anche vicesindaco con delega alle Politiche della Casa della città scaligera.

Ruoli questi a cui Fontana ha detto addio dopo la sua elezione come deputato alle elezioni politiche del 4 marzo. Con la nascita del governo Conte sostenuto da Lega e Movimento 5 Stelle, è stato nominato inizialmente ministro della Famiglia e della Disabilità.

Il 10 luglio 2019 poi è stato spostato al Ministero degli Affari Europei, rimasto vacante dopo il passaggio di Paolo Savona alla CONSOB, con Alessandra Locatelli sempre della Lega che ha preso il posto al dicastero della Famiglia.

Le posizioni sui diritti civili

A prescindere che si ami o si odi Lorenzo Fontana, il nuovo ministro comunque non ha mai fatto mistero delle sue idee in merito alla religione e ai diritti civili. Lui stesso si definisce un “crociato” a difesa delle tradizioni.

Considerato vicino alla ProVita Onlus, una associazione spesso associata a Forza Nuova, nella sua attività di europarlamentare si è spesso schierato assieme alle posizioni di Marine Le Pen e Viktor Orban, non nascondendo anche l’apprezzamento per il leader russo Vladimir Putin.

Quanto alle posizioni sui diritti civili, sono emblematiche le prime due frasi pronunciate da Fontana nelle nuove vesti di ministro alla Famiglia.

Le famiglie gay? Per la legge non esistono.

Potenzierò i consultori per dissuadere le donne ad abortire.

Per chi conosce da tempo Lorenzo Fontana c’è stato comunque poco o nulla da meravigliarsi. Le sue posizioni di ferma contrarietà ai matrimoni omosessuali, all’omogenitorialità, all’aborto e all’insegnamento dell’educazione sessuale, rea di propagare la teoria gender, sono ben note da tempo.

Da un lato l’indebolimento della famiglia e la lotta per i matrimoni gay e la teoria del gender nelle scuole, dall’altro l’immigrazione di massa che subiamo e la contestuale emigrazione dei nostri giovani all’estero. Sono tutte questioni legate e interdipendenti, perché questi fattori mirano a cancellare la nostra comunità e le nostre tradizioni. Il rischio è la cancellazione del nostro popolo.

Ultima polemica in ordine di tempo è quella relativa al razzismo, con il leghista che ha proposto di abolire la legge Mancino mentre in precedenza aveva annunciato un giro di vite in merito ai figli delle coppie omosessuali.

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