Negli ultimi mesi del 2024, i prezzi del coils laminato a caldo in Europa occidentale hanno subito un rialzo significativo.
I produttori siderurgici stanno tentando di recuperare il terreno perso dopo un anno di contrazione economica, spingendo i prezzi verso €615-625 per tonnellata metrica, rispetto ai circa €600 di fine novembre.
Parallelamente, il coil laminato a freddo continua a mantenere un premio di €100 per tonnellata.
Gli utenti finali tendono a garantire l’approvvigionamento verso la fine dell’anno per prevenire eventuali aumenti di prezzo nel nuovo anno. Questo comportamento contribuisce a una domanda più alta, sebbene il volume degli acquisti resti complessivamente limitato.
Nonostante i tentativi dei produttori europei, la competizione globale rappresenta una minaccia crescente. Acciaierie in Taiwan, India e Indonesia offrono prezzi significativamente più bassi, con transazioni recenti che oscillano tra €500 e €585 per tonnellata CFR Europa. Questo scenario si intreccia con le difficoltà economiche della zona Euro, aggravate dalla recente revisione al ribasso delle previsioni di crescita del PIL per il 2024 (0,7%) e il 2025 (1,1%) da parte della BCE.
Per affrontare l’aumento della capacità produttiva globale e il calo della domanda interna, la Commissione Europea ha avviato una revisione delle misure di salvaguardia sulle importazioni di acciaio. Introdotte per la prima volta nel 2018, queste misure prevedono un dazio del 25% sulle importazioni che superano i contingenti stabiliti. Prodotti come laminati a caldo e a freddo, tubi saldati, barre di acciaio inox e altri materiali sono soggetti a tali regolamentazioni.
La revisione, che si concluderà entro il 31 marzo 2025, potrebbe portare a modifiche nelle politiche degli Stati membri dell’UE, ma ogni cambiamento richiederà l’approvazione della maggioranza.
Queste politiche, concepite inizialmente per proteggere i produttori europei dagli effetti delle restrizioni commerciali statunitensi (Sezione 232), stanno raggiungendo il limite massimo di durata consentito dall’OMC. Tuttavia, l’estensione fino a giugno 2026 riflette la necessità di adattarsi a nuove condizioni di mercato e di migliorare la competitività interna.