Il garante nella cedolare secca sugli affitti

Cedolare secca affitti e garante: come funziona e quali conseguenze comporta l’inserimento di questo «terzo soggetto» all’interno del contratto?

Il garante nella cedolare secca sugli affitti

Non capita raramente che stipulando un contratto di affitto con opzione o meno per la cedolare secca il proprietario dell’immobile pretenda l’inserimento di un garante.

Ciò può avvenire per diverse ragioni: si pensi, per esempio, al caso degli studenti o dei lavoratori con contratti a tempo determinato. Queste categorie non possono prestare solide garanzie al titolare dell’immobile, che per non avere sorprese sgradite in futuro potrebbe tutelarsi mediante la richiesta di una garanzia all’interno del contratto di affitto.

Sono giunte alla redazione di Money.it diverse richieste in merito alla possibilità che si debba pagare per l’inserimento di un garante nel contratto di cedolare secca.

Cedolare secca affitti: si paga per l’inserimento del garante?

La risposta è negativa.

Infatti, l’articolo 3 comma 2 del D. Lgs. 23/2011 prevede che:

Sui contratti di locazione aventi a oggetto immobili ad uso abitativo, qualora assoggettati alla cedolare secca di cui al presente comma, alla fideiussione prestata per il conduttore non si applicano le imposte di registro e di bollo

In altri termini, qualora il contratto di affitto sia gestito mediante l’opzione per la cedolare secca l’esonero dal pagamento per l’imposta di registro e l’imposta di bollo si estende anche alla prestazione di garanzie fideiussorie.

Al contrario, qualora il contratto di affitto fosse registrato senza opzione per la cedolare secca - quindi con assoggettamento ad Irpef - allora sull’importo della garanzia prestata si dovrebbe versare lo 0,5% a titolo di imposta.

Cedolare secca affitti 2019: aliquota al 10 o al 21 per cento

La cedolare secca è il regime fiscale opzionale con il quale i titolari di immobili concessi in locazione possono scegliere di tassare il reddito da locazione ad aliquota fissa del 21% o del 10% nel rispetto di specifici requisiti.

Si tratta di un regime fiscale alternativo alla tassazione Irpef, che prevede l’applicazione di un sistema di scaglioni ed aliquote dal 23% al 43%.

Il regime fiscale della cedolare secca sul contratto di locazione può essere scelto dalle persone fisiche titolari di reddito di proprietà o diritto reale di un immobile concesso in locazione.

L’opzione della cedolare secca al 10% o al 21% è ammessa per i contratti di locazione di immobili di categoria catastale A1/A11 ad esclusione della A10.

La Legge di Bilancio 2019 ha esteso la cedolare secca anche ad alcune particolari tipologie di locazioni commerciali, per approfondire questo aspetto si può fare riferimento al nostro approfondimento dedicato.

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