Si fa un gran parlare delle CBDC, acronimo di Central Bank Digital Currency ossia valuta digitale della Banca Centrale, anche se nessuno al momento ne conosce nei dettagli le caratteristiche.
Tutti ne parlano male, ed in effetti da ciò che circola sembra sia qualcosa della quale non se ne sente assolutamente l’esigenza.
Ed allora anche se non siamo a conoscenza del funzionamento di queste valute digitali, cerchiamo di fare alcune considerazioni.
Partiamo innanzitutto da aspetti che dovrebbero essere appurati, visto che compaiono nell’acronimo, ossia si tratta di una valuta, intendendo questo termine come sinonimo di moneta, che questa valuta sia digitale e che sia emessa dalla Banca Centrale.
Allora cominciamo a chiederci: si tratta di una currency? Nel senso: è davvero una moneta?
Probabilmente no! Ma fanno di tutto per farci credere che lo sia, infatti si parla di “dollaro digitale” di “euro digitale”, di “renminbi digitale”, ciò cosa significa? Che queste valuta digitale sostituirà le attuali valute, il dollaro, l’euro, il renminbi ecc. ecc. oppure che semplicemente si affiancherà alle monete attuali come una sorta di moneta complementare?
All’inizio la valuta digitale dovrebbe affiancarsi a quella attuale, deve avere anche il medesimo valore, la si “acquista” alla pari con la moneta in nostro possesso, ma non si capisce così la sua utilità, se non quella di sostituire integralmente, nel tempo, la moneta che noi tutti conosciamo e che usiamo da sempre.
Ma poi, in quale accezione dobbiamo intendere il termine associato a queste monete, ossia il termine “digitale”, temo che purtroppo il termine digitale abbia creato molta confusione.
Generalmente noi colleghiamo il termine digitale all’informatica, quindi, per estensione, questa valuta digitale riteniamo che possa essere scambiata solo con l’utilizzo di computer o comunque dispositivi elettronici.
In altre parole, non c’è nulla di fisico, insomma … sparisce il contante. Ma ecco che anche in questo caso il rischio è proprio di fare confusione.
Come ho ribadito ormai innumerevoli volte, il contante NON è moneta, le banconote sono titoli al portatore il cui scopo è quello di permettere lo scambio di moneta.
Ebbene anche il pos è uno strumento che permette lo scambio di moneta, che differenza c’è fra il pos ed il contante?
C’è in effetti una sola differenza, ma fondamentale, utilizzando il contante lo scambio di moneta avviene in maniera anonima, mentre attraverso il pos l’operazione, come suol dirsi in gergo, è tracciata, ossia è registrata su apparecchi elettronici.
Vien quindi da chiedersi, ma allora lo scopo della valuta digitale è quello di far sparire il contante?
Se la risposta fosse no, ossia se nonostante l’introduzione delle valute digitali rimanesse comunque l’uso del contante si farebbe fatica a capire il motivo per il quale si vogliano introdurre queste valute digitali.
Se la risposta fosse sì, ossia se l’introduzione delle valute digitali avesse lo scopo di far scomparire il contante, allora si potrebbe fare un’altra considerazione.
L’uso del contante è infatti costantemente in calo, si fa sempre più ricorso a pagamenti elettronici, quindi?
Se lo scopo dell’introduzione di valute digitali fosse stato quello di far sparire il contante e permettere solo operazioni tracciate forse si poteva raggiungere anche senza l’introduzione delle valute digitali. Bastava mettere una tassa molto elevata sull’utilizzo del contante.
Si sarebbe così ridotto sempre più l’utilizzo del contante fino a renderlo quasi insignificante, quando oramai il suo uso fosse risultato estremamente sporadico sarebbe stato semplice abolirlo per legge.
Naturalmente dovremmo fare diverse ulteriori considerazioni, il tema è effettivamente molto ampio, oltre che molto importante, per questo vi do fin d’ora appuntamento per altri articoli che tratteranno il tema valute digitali.