Cattolica e Banco Bpm: spunta l’ipotesi aggregazione

Secondo indiscrezioni di stampa, alcune banche di investimento starebbero studiando un progetto di aggregazione tra il gruppo assicurativo e l’istituto. Occhio ai due titoli in Borsa

Cattolica e Banco Bpm: spunta l'ipotesi aggregazione

Cattolica Assicurazioni e Banco Bpm pronte ad aggregarsi? L’ipotesi non sarebbe poi così improbabile, stando almeno a quanto riporta il Sole 24 Ore.

Secondo fonti finanziare, diverse banche d’affari italiane ed estere avrebbero cominciato ad studiare l’ipotesi di un asse tra il gruppo assicurativo e l’istituto
e il progetto sarebbe già sul tavolo dei vertici dei due gruppi.

Stamani, intanto, a Piazza Affari i titoli delle due società non stanno brillando: Cattolica sta perdendo lo 0,22%, mentre Bpm scambia intorno alla parità con lievi variazioni percentuali.

Il piano di aggregazione

Alcune banche di investimento, dunque, starebbero analizzando l’ipotesi di una aggregazione tra Cattolica e Bpm e avrebbero già preparato un dettagliato piano per perfezionare l’operazione. Un piano che,

“in sostanza, punterebbe alla creazione di una holding capace di controllare da un lato le attività bancarie e dall’altro quelle assicurative”.

Tra l’altro, il progetto potrebbe essere agevolato dal fatto che tra Cattolica e Bpm esiste già un’intesa di bancassurance e sarebbe apprezzato anche dalla Fondazione Cariverona, socia sia del gruppo assicurativo, con il 3,43%, che della banca con lo 0,5%.

Un’operazione di questo tipo, fa notare il quotidiano, darebbe vita a una nuova entità finanziaria con sede in Veneto, contribuendo a risollevare il territorio dopo la crisi della Popolare Vicenza e quella di Veneto Banca.

L’intesa di bancassurance

A inizio mese, Cattolica e Bpm avevano annunciato di aver raggiunto un accordo per la costituzione di una partnership strategica nella bancassicurazione. L’intesa di lunga durata prevede che il gruppo assicurativo acquisisca una partecipazione del 65% nelle compagnie Avipop Assicurazioni e in Popolare Vita SpA, avviando al contempo una partneship commerciale nei rami vita e danni, sulla rete ex Banco Popolare, per una durata di 15 anni. Il costo dell’operazione per Cattolica si aggira intorno agli 853 milioni di euro.

Proprio poco prima, il presidente di Cariverona, Alessandro Mazzucco, aveva descritto l’alleanza come “un’opportunità” per le due parti che avrebbe portato a un “reciproco vantaggio”.

Il numero uno della Fondazione, nelle scorse settimane, si era anche espresso sull’ipotesi di aggregazione per Bpm, sottolineando la necessità di valutare “con chi e dove”. Nessun accenno a Cattolica, se non per confermare l’attenzione dell’ente veronese su un gruppo che ha un piano “abbastanza interessante”.

La smentita

Difficile dire, oggi, se questa partnership sulla bancassurance evolverà in qualcosa di diverso, sebbene le parti interessate abbiano smentito ad oggi ogni progetto di aggregazione.

Sia Cattolica che Banco Bpm smentiscono che i propri vertici stiano lavorando a un progetto di questo tipo.

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