Troppe cause in Italia? Per la Cassa Forense la colpa è degli avvocati

Simone Micocci

1 Marzo 2017 - 11:01

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Secondo la Cassa Forense in alcune zone d’Italia ci sono troppi avvocati e ciò influisce negativamente sia sul numero delle cause che sui redditi dei professionisti.

C’è una correlazione tra il numero degli avvocati e quello delle cause? Secondo l’analisi delle Cassa Forense, i cui risultati sono stati riportata da Italia Oggi, sì dal momento che nelle zone in cui il numero degli iscritti è molto alto anche le cause sono di più.

Il guadagno degli avvocati, invece, è molto inferiore rispetto a quello dei legali che operano nelle zone in cui c’è il minor numero di iscritti.

Secondo questa statistica, quindi, anche gli avvocati così come le amministrazioni, il fisco, le banche e le assicurazioni contribuiscono a rendere molto alto il numero delle cause in Italia.

Paradossalmente, analizzando i risultati dell’analisi della Cassa Forense, emerge una correlazione inversa tra la l’offerta di legalità e la domanda. È come se il numero delle cause fosse la conseguenza dell’alta concentrazione di avvocati in una zona, quando in realtà dovrebbe essere il contrario.

A quanto pare per risolvere il problema delle troppe cause bisognerebbe ridurre il numero di avvocati, oppure effettuare una redistribuzione spostando i legali da quelle zone in cui c’è una massima concentrazione. Ma quali sono queste zone? Vediamolo di seguito analizzando quanto rilevato dalla Cassa Forense.

Cassa Forense: troppi avvocati in alcune zone d’Italia. La classifica

In base a quanto riportato da Italia Oggi possiamo stilare una classifica delle zone in cui c’è il maggior numero di avvocati e di cause. In prima posizione troviamo Reggio Calabria dove pensate ci sono 8 avvocati ogni 1.000 abitanti, ovvero 1 ogni 125. Al centro delle accuse della Cassa Forense ci sono anche Catanzaro e Messina, così come Roma e Napoli.

Province Numero avvocati (ogni 1000 abitanti) Numero cause (ogni 1000 abitanti)
Reggio Calabria 8 72
Catanzaro 6,2 83
Messina 5,9 78
Roma 5,9 72
Napoli 5,8 76

Tra i fori più virtuosi, invece, ci sono Trieste, Torino, Venezia e Brescia, mentre in prima posizione c’è Trento con 1,7 avvocati ogni 1000 abitanti a fronte di 46 cause iscritte.

Quel che fa riflettere è che nelle zone in cui c’è la minore concentrazione di avvocati le cause sono di meno ma gli stipendi sono più alti.

Infatti, mentre in media a Trento gli avvocati dichiarano 61.334 euro l’anno, a Reggio Calabria si scende a 16 mila euro l’anno. L’eccezione è rappresentata Roma dove nonostante l’alta concentrazione di avvocati il reddito medio è comunque molto alto (47.653 euro l’anno). Questo però dipende dall’alto numero degli studi legali d’affari che si trovano nella Capitale.

Troppe cause in Italia? La colpa non è solo degli avvocati

Tuttavia, ci sembra inopportuno dare la colpa solamente agli avvocati per le troppe cause in Italia. Infatti, ci sono diversi enti che contribuiscono ad incrementare questo problema:

  • le amministrazioni che per il riconoscimento di alcuni diritti dei cittadini hanno bisogno di una causa;
  • il fisco che per la cancellazione di cartelle prescritte ha comunque bisogno di una sentenza del giudice;
  • le assicurazioni che anziché risarcire subito i propri assistiti preferiscono affrontare una lunga causa.

Insomma, i motivi per cui in Italia ci sono troppe cause sono diversi ma non possiamo non essere d’accordo con quanto rilevato dalla Cassa Forense. Più è maggiore la concorrenza, infatti, e più gli avvocati sono alla ricerca di una causa da assistere. Anche al costo di ridurre le loro tariffe.

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