Caso Marò, l’India riconosce l’immunità ai fucilieri Girone e Latorre

I due Marò saranno giudicati dal tribunale di Roma ma l’Italia dovrà risarcire i danni all’India. Cosa ha deciso il tribunale arbitrale.

Caso Marò, l'India riconosce l'immunità ai fucilieri Girone e Latorre

Arriva oggi dalla Farnesina la notizia che i due Marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono stati riconosciuti immuni dall’India e quindi potranno essere giudicati in Italia per i fatti accaduti nel lontano 2012.

Una notizia accolta con grande soddisfazione dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Tuttavia l’Italia - come ha fatto sapere il tribunale arbitrale - dovrà risarcire l’India per i danni economici, morali e le vite perse.

La decisione di oggi segna una nuova svolta per i due fucilieri di Marina Latorre e Girone, rimpatriati nel 2014 e nel 2016. Su di loro l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani mentre erano in servizio il 15 febbraio 2012.

Storico passo sul caso Marò: l’India riconosce la giurisdizione all’Italia

Il tribunale arbitrale internazionale ha stabilito che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone al momento della morte dei due pescatori indiani erano impiegati nell’esercizio delle funzioni per lo Stato Italiano, per questo dovranno essere giudicati dalla giurisdizione italiana e non indiana, come per lungo tempo ha sostenuto la difesa dei due fucilieri.

Tuttavia l’Italia dovrà risarcire i danni arrecati all’India: in primo luogo per aver violato le norme sul diritto della navigazione internazionale, in secondo luogo per compensare i danni fisici, materiali e morali derivanti dalla ingiusta morte dei due pescatori, sia nei confronti delle rispettive famiglie che degli altri membri dell’equipaggio.

A tal proposito il tribunale arbitrale ha invitato le due parti a concordare un accordo mediante “contatti diretti”.

A questa decisione seguirà il processo in sede penale, nel quale verranno accertati i fatti, gli elementi di prova e i profili di responsabilità dei fucilieri della Marina.

Infatti la decisione degli arbitri internazionali non è entrata nel merito dell’attribuzione della colpevolezza ma ha stabilito soltanto a quale dei due Paesi competa la giurisdizione in materia, in applicazione del diritto internazionale.

«Non abbiamo mai smesso di seguire questo caso, ma voglio ringraziare anche chi mi ha preceduto per la costanza e la determinazione impiegate su questa vicenda.»

Questa la dichiarazione del Ministro Di Maio; adesso la “palla” passa ai giudici italiani. La vicenda Marò potrebbe concludersi a breve.

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