Case Green: l’UE prepara le nuove regole tra le preoccupazioni dei Paesi membri

Enrica Perucchietti

9 Giugno 2023 - 08:00

A Bruxelles è iniziato il conto alla rovescia per l’approvazione della direttiva sulle «Case Green» per aumentare la prestazione energetica nell’edilizia. L’Italia è pronta a dare battaglia.

Case Green: l’UE prepara le nuove regole tra le preoccupazioni dei Paesi membri

Il 6 giugno è entrata nel vivo la fase finale della revisione della Energy Performance of Buildings Directive, ossia la cosiddetta “Direttiva Green”, che stabilisce le nuove indicazioni per gli stati membri UE sugli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio e per le nuove costruzioni.

Le nuove regole, che rientrano nella strategia per rendere l’UE climaticamente neutrale entro il 2050 e che ha come obiettivo intermedio la riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030 (rispetto al 1990), sono al centro dell’iter sulla revisione della Energy performance of buildings directive (Epbd), a sua volta inserita nel pacchetto «Fit to 55» presentato dalla Commissione per raggiungere il target.

Con l’avvio del negoziato interistituzionale tra Consiglio UE e Parlamento europeo, mediato dalla Commissione europea, si procederà alla redazione della versione definitiva della Direttiva, che dovrà poi essere approvata nuovamente dal Parlamento in Plenaria.

Una volta in vigore, gli Stati membri dovranno attenersi alle indicazioni contenute nel documento.

Nei prossimi anni, infatti, i Paesi dovranno adeguarsi, con abitazioni dotate di cappotti, infissi moderni, pannelli solari e via dicendo: spese esorbitanti alle quali le famiglie rischiano di dover far fonte di tasca propria, almeno in parte.

Sebbene il relatore della proposta green, l’irlandese Ciaran Cuffe, si è detto ottimista per un accordo in tempi brevi, come spiegato dal Corriere della Sera, le diverse posizioni dei singoli Stati potrebbero allungare l’iter.

A partire proprio dall’Italia che si è dichiarata “insoddisfatta” della direttiva sulle Case Green, dicendosi pronta a dare battaglia.

Sono infatti numerosi i nodi principali da sciogliere, in particolare legati agli articoli 9 e 16: il primo articolo riguarda la classe energetica minima degli edifici che il testo fissa nella classe “E” entro il 2030 e in quella “D” entro il 2033.

Il secondo articolo, il 16, riguarda invece la revisione della disciplina che norma gli attestati di prestazione energetica. Ogni Paese membro ha il proprio sistema di classificazione e il criterio unico valido per tutti verrà, appunto, definito in sede di negoziazione. Un esempio su tutti è proprio quello dell’Italia che, in base ai nuovi parametri, finirebbe per dover riqualificare energeticamente 1,8 milioni di edifici su un totale di 12 milioni.

A preoccupare gli Stati membri non sono solo i parametri ma anche altri i tempi, strettissimi, di realizzazione della riqualificazione.

Infine, non è da sottovalutare la preoccupazione legata al rischio di svalutazione delle case, in quanto un non intervento rishcierà di portare al deprezzamento dell’immobile.