Dal 1° gennaio 2027 la rateizzazione delle cartelle esattoriali si allunga a 96 rate mensili (8 anni). Vediamo cosa prevede il decreto riscossione e cosa cambia per i contribuenti.
Dal 1° gennaio 2027 sarà possibile rateizzare le cartelle esattoriali in un massimo di 8 anni, senza il supporto di alcuna documentazione che attesti la difficoltà economica. A dettare le tappe dell’incremento dei piani di dilazione per i debiti iscritti a ruolo è il decreto riscossione e nel particolare l’articolo 13 del Decreto Legislativo 110/2024 che ha modificato le regole per la rateizzazione.
Le prime disposizioni sono entrate in vigore a partire dal 1° gennaio 2025 e hanno portato all’ampliamento dei piani di rateizzazione a 84 rate mensili in 7 anni. Prima dell’entrata in vigore del provvedimento, infatti, il contribuente poteva scegliere di rateizzare in un massimo di 6 anni (72 rate mensili). Solo in caso di documentata situazione di difficoltà economica il piano di dilazione poteva essere esteso a 10 anni.
Vediamo cosa cambia per le rateizzazioni dal 1° gennaio 2027 e quali sono i vantaggi per i contribuenti.
Riforma della riscossione, cosa cambia?
Le novità introdotte dalla riforma puntano a rendere il sistema di riscossione più efficiente e tempestivo, visto che attualmente lo Stato vanta crediti superiori ai 1.200 miliardi di euro.
Il testo del decreto 110/2024 prevede l’estensione delle rate della dilazione fino a un massimo di 10 anni (numero di rate oggi previsto solo per la rateizzazione straordinaria) per coloro che hanno debiti che superano i 120mila euro. Per chi ha debiti di importo inferiore, invece, senza la necessità di dimostrare la situazione di difficoltà economica sarà possibile rateizzare fino a 108 rate mensili, ma a questa dilazione si arriverà solo dal 1° gennaio 2029. Il prossimo gennaio, invece, rappresenta la tappa intermedia tra l’incremento alle rate del 2025 e quello che si avrà nel 2029.
Cartelle esattoriali in 8 anni
Il meccanismo della riscossione, in base alla riforma, è stato ripensato e rivisto.
L’intento del provvedimento era quello di passare dalle 72 rate mensili massime previste per dilazionare i pagamenti fino al 2024, a un aumento progressivo che porterà i piani di dilazione alla durata di 9 anni, con 108 rate.
L’introduzione dell’allungamento dei piani di dilazione è progressiva. Per i debiti fino a 120.000 euro, come abbiamo detto, la prima estensione della dilazione è scattata nel 2025 con l’allungamento a 7 anni (84 rate mensili). Dal 1° gennaio 2027, invece, le rateizzazioni arrivano a 8 anni (96 rate mensili).
Come si arriva alle cartelle esattoriali in 108 rate
L’aumento del numero di rate messe a disposizione dei contribuenti per il pagamento dei debiti iscritti a ruolo, di importo inferiore o pari a 120.000 euro, con l’amministrazione tributaria, è stato così previsto:
- fino a 84 rate nel 2025 e 2026;
- fino a 96 rate nel 2027 e 2028;
- fino a 108 rate per rateizzazioni richieste dal 2029.
Per i piani di dilazione ordinaria basta la semplice richiesta del contribuente online, senza bisogno di presentare documentazione che supporti la difficoltà economica temporanea.
Su richiesta esplicita del contribuente che documenta la temporanea situazione di difficoltà economica (tramite Isee), la rateizzazione dei debiti di importo superiore a 120.000 euro può essere attualmente concessa anche da 85 a un massimo di 120 rate mensili, per le richieste presentate negli anni 2025 e 2026. Nei prossimi anni, invece, per debiti di importo superiore a 120.000 euro sarà possibile estendere i piani di dilazione:
- da 97 a un massimo di 120 rate mensili, per le richieste presentate negli anni 2027 e 2028;
- da 109 a un massimo di 120 rate mensili, per le richieste presentate a decorrere dal 1° gennaio 2029.
Per questi piani di dilazione più lunga, concessi per i debiti più alti, la richiesta va sempre documentata con la temporanea situazione di difficoltà economica. Verificati i requisiti, in questo caso, l’Agenzia delle Entrate fin da subito può concedere dilazioni fino a un massimo di 120 rate.
Come si documenta la difficoltà economica?
Per debiti di importo superiore a 120.000 euro e per debiti di importo inferiore a tale limite per i quali si chiede una rateizzazione superiore alle 84 rate attuali (che diventano 96 dal prossimo gennaio), è necessario sempre documentare la situazione di difficoltà economica.
Come si documenta? I parametri per stabilire se sussiste la temporanea situazione di disagio economico sono stati forniti dal Decreto del 27 dicembre 2024 del Vice Ministro dell’Economia. Proprio la sussistenza del disagio economico stabilisce il numero di rate che possono essere concesse.
La valutazione della situazione economica avviene tramite:
- Isee per il nucleo familiare per le persone fisiche e i titolari di ditte individuali in regimi fiscali semplificati;
- all’Indice di Liquidità e all’Indice Alfa per i soggetti diversi da persone fisiche e titolari di ditte individuali in regimi fiscali semplificati;
- all’Indice Beta per i condomini.
Decadenza della rateizzazione, dopo quante rate?
Il decreto 110/2024 ha stabilito anche i criteri di decadenza per i piani di dilazione. Il piano di dilazione decade in presenza di 8 rate mensili, anche non consecutive, non pagate. In questo caso tutto il debito residuo diventa esigibile in un’unica soluzione dall’Agenzia delle Entrate Riscossione consentendo all’agente di riscossione di riprendere o avviare azioni cautelari o esecutive per recuperare i crediti.
Per chi chiede un piano di rateizzazione concesso dopo l’entrata in vigore del decreto, la decadenza impedisce di chiedere ulteriori dilazioni per gli stessi debiti, a meno che non si proceda a pagare per intero tutte le rate scadute e non pagate del piano precedente.