Caro benzina, meglio il taglio delle accise o un nuovo bonus carburante?

Pietro Pisello

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Caro benzina oltre 2 euro: il taglio delle accise scade il 5 settembre. Il Governo valuta un nuovo bonus carburante mirato, ma non per tutti.

Caro benzina, meglio il taglio delle accise o un nuovo bonus carburante?

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Si aggrava la crisi del caro carburante, con il prezzo della benzina e del gasolio ormai oltre i 2 euro al litro in gran parte del Paese, nonostante il taglio delle accise sul gasolio di circa 17 centesimi voluto dal governo. Una misura che, però, è stata prorogata solo fino al 5 settembre: tra pochi giorni, dunque, si potrebbe tornare al prezzo pieno, con il rischio di un nuovo aumento dei prezzi alla pompa.

Il governo sta quindi studiando le prossime mosse per cercare di calmierare i prezzi, ma da più parti si chiede un cambio di passo. L’ipotesi che sta prendendo piede è quella di abbandonare il taglio generalizzato delle accise per puntare invece su un nuovo bonus carburante. Una differenza tutt’altro che marginale. Una misura mirata permetterebbe infatti di concentrare le risorse su chi ne ha maggiormente bisogno. E non si tratterebbe soltanto di una questione di reddito: ci sono altri fattori che potrebbero determinare chi dovrebbe beneficiare del sostegno.

Caro carburante oltre i 2 euro: il governo pensa a un nuovo bonus

Con il perdurare della crisi in Medio Oriente, benzina e diesel continuano a mantenersi su livelli di prezzo molto elevati, con i listini che, anziché scendere, tornano a salire. Una situazione che rischia di pesare sempre di più sulle tasche degli automobilisti, soprattutto per chi utilizza l’auto quotidianamente per motivi di lavoro o per gli spostamenti di tutti i giorni.
In particolare, la benzina ha sfondato nuovamente la soglia psicologica dei 2 euro al litro al self-service, mentre il diesel non è da meno. Il prezzo del gasolio, infatti, ha raggiunto livelli ancora più elevati in alcune zone e soprattutto lungo la rete autostradale, dove si arriva a sfiorare addirittura i 2,20 euro al litro.

Per avere un’idea concreta dell’impatto di questi aumenti, oggi fare il pieno a un’utilitaria con un serbatoio da circa 45 litri può arrivare a costare quasi 10 euro in più rispetto a pochi mesi fa. Una differenza che, se moltiplicata per più rifornimenti nell’arco del mese, può trasformarsi in una spesa aggiuntiva tutt’altro che trascurabile per una famiglia.

E tutto questo avviene nonostante i recenti interventi voluti dal Governo proprio per cercare di contenere l’impatto del caro carburanti. Gli aumenti, ovviamente, dipendono in larga parte dalle tensioni geopolitiche internazionali e dall’andamento delle quotazioni del petrolio, ma a questi fattori si aggiunge il peso delle accise, che incide direttamente sul prezzo finale pagato alla pompa.

Ed è proprio su questo fronte che potrebbe arrivare presto una novità importante. Il Governo starebbe infatti valutando un nuovo piano di aiuti per cercare di alleggerire il costo del carburante, ma con un approccio diverso rispetto al passato. Anziché prevedere un ulteriore taglio generalizzato delle accise, l’ipotesi sul tavolo sarebbe quella di introdurre un nuovo bonus carburante destinato però a determinate categorie di cittadini.

Il bonus, dunque, non sarebbe per tutti. E, paradossalmente, potrebbe essere proprio questo uno degli aspetti più interessanti della misura.

Perché un bonus carburante potrebbe essere più efficace del taglio delle accise?

Come già detto in apertura, il taglio delle accise sul gasolio scadrà il 5 settembre. Il Governo deve dunque decidere se optare per una nuova proroga oppure valutare altre misure.

Il bonus carburante potrebbe essere effettivamente un cambio di passo, perché sarebbe destinato non a tutti gli automobilisti. Il problema del taglio delle accise, infatti, è proprio che vale per tutti, sia per chi utilizza la propria utilitaria per andare tutti i giorni al lavoro, sia per chi magari gira in Ferrari.

Con un bonus carburante sarebbe invece possibile concentrare le risorse su chi ha realmente bisogno di un sostegno, invece di distribuire un beneficio indistintamente a tutti gli automobilisti. Resta ora da capire quali saranno i requisiti e, soprattutto, chi potrà effettivamente accedere al nuovo aiuto.

Ed è qui che si gioca tutta la partita. Se il bonus venisse assegnato in base al reddito, magari attraverso le consuete soglie ISEE, sarebbe difficile far digerire la misura a chi magari ha un reddito più alto, ma per il quale l’auto è comunque fondamentale per il proprio lavoro, ad esempio. Ci sono infatti situazioni in cui, al di là del reddito, avere un mezzo a disposizione è una vera e propria necessità.

Si sta quindi cercando di trovare una quadra tra l’efficientamento delle risorse e le reali necessità dei cittadini, cosa tutt’altro che facile. L’obiettivo sarebbe evitare di distribuire risorse a chi non ne ha realmente bisogno, senza però escludere chi, pur superando determinate soglie di reddito, si trova concretamente a dover sostenere costi elevati per gli spostamenti quotidiani.
Al momento si tratta ancora di indiscrezioni, ma l’idea, comunque, sembra andare nella direzione di un aiuto più selettivo e, almeno sulla carta, condivisibile.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questa misura.

Argomenti

# Accise
# Diesel

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