Cambio ora 2026, quando torna l’ora legale e perché si spostano le lancette dell’orologio

Patrizia Del Pidio

18 Marzo 2026 - 15:55

Mancano pochi giorni al ritorno dell’ora legale. Le giornate saranno più lunghe e si potrà risparmiare sulla bolletta. Ma come funziona lo spostamento delle lancette dell’orologio?

Cambio ora 2026, quando torna l’ora legale e perché si spostano le lancette dell’orologio

Il cambio dell’ora per tornare a quella legale è prossimo. Come di consueto, anche nel 2026 l’Italia dirà addio all’ora solare per entrare nell’ora legale nel mese di marzo, precisamente nell’ultima domenica del mese. Le lancette andranno spostate in avanti di un’ora dalle 2:00 alle 3:00 e, di conseguenza, per quella notte si dormirà un’ora in meno. Un sacrificio tutto sommato accettabile, considerando che si potrà finalmente godere di un’ora di luce in più. Da quel momento, infatti, farà buio più tardi e si potranno sfruttare meglio le ore serali per svolgere attività all’aria aperta.

L’ora legale resterà in vigore fino all’ultima domenica di ottobre, quando si tornerà all’ora solare e le lancette verranno spostate indietro di un’ora, con la conseguenza che le giornate saranno più corte e il buio arriverà prima. La scelta del doppio orario in Italia è legata principalmente a motivi energetici. Spostando le lancette in avanti di un’ora, infatti, si può sfruttare meglio la luce naturale, ottenendo un risparmio energetico
significativo.

Quando torna l’ora legale?

Come ogni anno, con l’arrivo della primavera si torna all’ora legale e gli italiani dovranno spostare le lancette dell’orologio avanti di un’ora. È un appuntamento che si rinnova, anno dopo anno, e che quasi segna simbolicamente il passaggio dall’inverno alla bella stagione.

L’ora legale nel 2026 arriva nella notte tra sabato 28 marzo e domenica 29 marzo. Alle 2:00 di domenica mattina, infatti, le lancette andranno spostate alle 3.00, perdendo, di fatto, un’ora in quella notte (che si recupererà a ottobre).

Perché in Italia c’è l’ora legale

In Italia l’ora legale venne introdotta per la prima volta nel 1916 con l’obiettivo di ridurre lo spreco di luce diurna e risparmiare energia: con lo spostamento in avanti delle lancette, infatti, si fa in modo che il sole tramonti un’ora più tardi.

Inizialmente l’ora legale venne adottata per due periodi: dal 1916 al 1920 e dal 1940 al 1948, in occasione dei due conflitti mondiali. Nel 1916 il cambio dell’ora permetteva di risparmiare sul carbone per l’illuminazione. Proprio il risparmio sulla luce artificiale fu lo scopo dell’anticipo dell’ora legale: spendere meno per candele, petrolio, carbone e energia elettrica. Diminuire il funzionamento delle centrali elettro-termiche, in quegli anni, significava influenzare sensibilmente l’economia nazionale.

Inizialmente il cambio dell’ora non fu preso particolarmente bene dalla popolazione e fu anche causa di contrasti lavorativi e scioperi. Nel 1920 gli addetti ai servizi tramviari iniziarono a lavorare un’ora più tardi il 21 marzo (giorno del cambio dell’ora). Il giorno successivo anche gli impiegati comunali non si adeguarono al nuovo orario. Presso uno stabilimento della FIAT si raggiunse un accordo per mantenere l’ora solare nei turni di lavoro.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’ora legale venne mantenuta fino al 1948 per essere poi soppressa perché considerata un sistema legato al tempo di guerra. Nel corso degli anni, però si ipotizzò in diverse occasioni di ripristinarla, ma la reintroduzione risale al 1966, dopo quasi vent’anni di incertezza.

Con la legge numero 1144, ne venne decretata l’adozione definitiva nel nostro Paese dell’ora legale. Se per i primi 30 anni di applicazione restava in vigore dall’ultima settimana di marzo all’ultima di settembre, dal 1996 si estese la durata fino all’ultima domenica di ottobre quando l’ora legale è entrata ufficialmente in vigore in tutti gli Stati membri dell’UE con un calendario comune per il cambio dell’ora.

Vantaggi dell’ora legale

Come detto, i vantaggi dell’ora legale sono rilevanti soprattutto dal punto di vista energetico, ambientale ed economico. Secondo i dati di Terna del 2025, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale, l’ora legale consente di risparmiare circa 330 milioni di kilowattora di energia all’anno, una quantità pari al consumo medio annuo di circa 125.000 famiglie. Al risparmio energetico si aggiunge anche un beneficio ambientale importante, perché la minore produzione di elettricità permette di evitare l’emissione di circa 160.000 tonnellate di CO₂ in atmosfera.

Le giornate più lunghe favoriscono lo svolgimento di attività all’aria aperta: in questo modo lo stress si riduce e c’è un miglioramento dell’umore. A beneficiare dell’ora in più di luce la sera, poi, sono anche il turismo e il commercio.

Svantaggi dell’ora legale

Nonostante il risparmio energetico e il maggior numero di ore da passare all’aperto, il passaggio all’ora legale comporta anche degli svantaggi legati alla salute, alla concentrazione, e al sonno.

Spostare le lancette in avanti riduce la durata del sonno e frammenta il riposo: il corpo fatica ad adattarsi al nuovo ritmo di luce e buio e al nuovo orario. Questo comporta un aumento dello stress, in alcuni provoca mal di testa, irritabilità e calo della produttività.

Alcuni studi hanno evidenziato che c’è un temporaneo aumento degli infarti subito dopo il passaggio dall’ora solare a quella legale. La variazione semestrale viene paragonata a un mini jet lag che colpisce l’orologio interno del corpo. Molti esperti suggeriscono di esporsi alla luce solare già dal lunedì mattina successivo per aiutare il ritmo circadiano a riallinearsi più velocemente.

Anche se fa buio più tardi, bisogna considerare che fa giorno anche più tardi e le prime ore della mattina restano buie rendendo più faticoso avviare la giornata.

Orario del tramonto diverso in base alla zona

Ancora un po’ di pazienza, quindi, per gli amanti delle giornate lunghe: tra poche settimane le ore di luce aumenteranno sensibilmente e le serate diventeranno più luminose. L’orario del tramonto non è uguale in tutta Italia: ci sono zone in cui il sole tramonta prima e altre in cui tramonta più tardi. Ad esempio, nelle regioni meridionali il tramonto avviene prima rispetto a quelle settentrionali. Il 29 marzo, ad Agrigento, provincia più a Sud d’Italia, il sole tramonterà alle 19:22, mentre a Milano alle 19:45, con oltre venti minuti di luce in più.

Il 21 giugno, giorno più lungo dell’anno, a Milano il sole tramonterà alle 21:15, mentre ad Agrigento alle 20:28, dunque ben 43 minuti prima.

Quando torna l’ora solare?

L’ora legale resterà in vigore per tutta la primavera e per tutta l’estate. Si tornerà all’ora solare domenica 26 ottobre, quando le lancette si sposteranno dalle 3:00 alle 2:00 facendoci recuperare l’ora di sonno perduta a marzo.
L’ora legale resta in vigore per 7 mesi, mentre l’ora solare soltanto per 5.

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