Cambio euro-dollaro, le previsioni con riunione BCE

Laura Naka Antonelli

14 Ottobre 2024 - 14:58

La decisione di Christine Lagarde sui tassi è alle porte. Le stime sul rapporto EUR-USD tenendo in considerazione anche l’outlook sulla Fed.

Cambio euro-dollaro, le previsioni con riunione BCE

BCE e Fed apparentemente orientate a continuare a tagliare i tassi di interesse, rispettivamente dell’Eurozona e degli Stati Uniti: ma quale, tra l’euro e il dollaro, perderà di più, consegnando la vittoria all’altra?

Su cosa conviene investire, sulla moneta unica o sul biglietto verde?

Un’importante indicazione arriva dagli stessi mercati, dove alcune manovre ben precise stanno facendo capire su cosa stanno scommettendo i trader, in vista del grande market mover di questa settimana: la riunione del Consiglio direttivo della BCE di giovedì, 17 ottobre, per cui è previsto l’annuncio di un terzo taglio, nel 2024, targato Christine Lagarde.

Risk reversal: cosa emerge per l’euro dalla strategia di hedging

Le manovre in atto possono essere riassunte in un termine ben preciso: “risk reversal”.

Si tratta di una strategia di hedging a cui gli operatori di mercato ricorrono per proteggere le posizioni short o long accumulate su un determinato asset, attraverso l’utilizzo di contratti di opzione put e call.

Ebbene, un articolo di Bloomberg ha riportato che i contratti di risk reversal a una settimana hanno confermato come il sentiment bearish sull’euro sia schizzato giovedì scorso al livello più alto degli ultimi tre mesi.

Il motivo? La pubblicazione, nei giorni precedenti, dei Nonfarm Payrolls Usa di settembre, che hanno smentito l’assunto di una BCE più lenta della Federal Reserve di Powell nel tagliare i tassi: semmai il contrario, visto che quel report occupazionale degli Stati Uniti ha messo in evidenza un mercato del lavoro che ha stracciato le stime degli economisti, a fronte di un trend dei salari che ha ribadito, di nuovo, la persistenza dell’inflazione.

Carica di sell dopo dato Nonfarm Payrolls Usa

Gli analisti sono tornati a interrogarsi nuovamente sulla reale intenzione della Fed di tagliare in modo significativo i tassi sui fed funds, a seguito della pubblicazione delle minute del FOMC - il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa - relative all’ultima riunione del 18 ottobre scorso, che ha ulteriormente blindato la narrativa di una BCE più dovish della banca centrale Usa.

La carica degli hedge fund, partita subito dopo la diffusione del Nonfarm Payrolls, contro la moneta unica, è dunque continuata, portando il cambio euro-dollaro a essere scambiato attorno a quota $1,0930, vicino ai valori minimi dalla metà di agosto.

Inoltre, dai dati resi noti dal Depository Trust & Clearing Corporation è emerso che i trader si starebbero posizionando a favore di sell ancora più importanti, che potrebbero portare l’EUR-USD a scendere verso quota $1.08.

Non finisce qui, visto che gli analisti di Deutsche Bank hanno detto di ritenere che l’euro potrebbe arrivare anche fino a $1,07, nel caso in cui la differenza tra i tassi terminali della Fed e della BCE prezzata dai mercati arrivasse ad allargarsi a quota 170 punti base, rispetto ai 130 punti base su cui al momento puntano i trader.

Se poi esplodesse una guerra commerciale globale che vedesse coinvolta in primis la Cina, la BCE potrebbe trovarsi costretta anche a tagliare i tassi al di sotto del livello considerato neutrale, portando l’euro a scivolare fino alla parità, nei confronti del dollaro.

Per ora, il mercato monetario scommette su un taglio dei tassi di 25 punti base da parte della Banca centrale europea non solo nel meeting ormai imminente di questa settimana, ma anche in quello di dicembre, dunque su tassi sui depositi presso la BCE al 3% entro la fine del 2024.

Ad avvallare le puntate bearish, ovviamente, la carrellata di dati macro in arrivo dall’Eurozona e la pessima notizia relativa alla decisione del governo di Berlino di tagliare le stime sulla crescita del Pil tedesco, prevedendo ora una recessione per il secondo anno consecutivo, nel corso del 2024.

Il commento di Barclays e di Rabobank

Il via libera cruciale a un nuovo terzo atto firmato da Christine Lagarde era già arrivato giorni fa, con la pubblicazione dei numeri relativi all’inflazione dell’area euro di settembre.

Chiaramente i dati più deboli e la disinflazione più veloce hanno avuto un impatto immediato sia sulla comunicazione della BCE che sui mercati”, hanno scritto gli analisti di Barclays, in una nota pubblicata qualche ora fa, riferendosi alle dichiarazioni che sono state rilasciate da alcuni stessi esponenti del Consiglio direttivo dell’Eurotower.

La Germania è ancora impantanata nella stagflazione e la Francia ha i suoi problemi di budget e di crescita, elementi che non sono di buon auspicio per l’euro”, ha concordato Jane Foley, responsabile della divisione di strategia sul forex di Rabobank, spiegando così le speculazioni dei mercati sulla possibilità che la “BCE sia più preoccupata per la crescita del Pil dell’area euro, rispetto a quanto lo fosse in precedenza”.