In Francia è vietata la vendita e il consumo di alcol nelle ore centrali della giornata, mentre in Italia sono vietate le attività e il lavoro all’aperto.
Bollino rosso per le temperature non solo in Italia ma in tutta l’Europa, dove sono previsti picchi di oltre 40°C anche per la prossima settimana. I Paesi UE hanno adottato alcune misure per combattere il caldo estremo, introducendo divieti e regole per tutelare la salute dei cittadini più fragili, in particolare gli anziani e i bambini.
In Francia, per esempio, è stata approvata una nuova ordinanza che vieta la vendita e il consumo di alcolici negli spazi pubblici, oltre a vietare l’attività fisica nelle ore centrali della giornata. Anche in Italia esistono delle ordinanze restrittive per combattere il caldo, come il divieto di svolgere lavoro all’aperto nelle ore più calde della giornata.
Vediamo nel dettaglio come i vari Paesi UE stanno affrontando l’ondata di calore e quali sono le previsioni per le prossime settimane.
Caldo record, scattano misure straordinarie in tutta Europa
La nuova ondata di calore interesserà in particolare la Francia e la Spagna, dove le temperature potrebbero facilmente superare i 40°C, ma anche in Italia ci si aspetta una nuova ondata record con picchi che sfioreranno i 38-39°C. Il caldo attraverserà anche il canale della Manica per raggiungere il Nord Europa: a Londra si attendono temperature fino a 35°C, un valore di assoluto rilievo che metterà a dura prova l’infrastruttura urbana britannica.
Le temperature particolarmente elevate costituiscono un rischio per la salute dei cittadini, soprattutto i più fragili, ed è per questo che i Paesi europei stanno iniziando ad adottare delle ordinanze e misure restrittive.
Secondo gli ultimi dati disponibili, oltre 16.000 decessi sono stati associati alle temperature estreme nell’Unione Europea e l’Italia è risultata il Paese maggiormente colpito, con più di 4.500 vittime.
Francia, vietato consumare bevande alcoliche all’aperto
In Francia è scattato il divieto di vendita e consumo di bevande alcoliche negli spazi pubblici a causa delle temperature particolarmente elevate, oltre al divieto di praticare sport all’aperto. Come noto, infatti, l’alcol e il caffè possono contribuire all’aumento della temperatura corporea esponendo le persone a un rischio maggiore.
Con queste due misure la Francia prova a combattere un’ondata di caldo anomalo che sta interessando la maggior parte del territorio, con oltre 26 milioni di persone che abitano nelle zone dichiarate a massimo rischio dal servizio meteorologico nazionale.
A preoccupare l’Eliseo è in particolare la “Fête de la musique”, la Giornata della musica nata per celebrare il solstizio d’estate che attira migliaia di persone in piazza tra concerti, rave e lunghe serate nei club delle città. “Per questo il governo ha deciso di vietare il consumo di alcolici in pubblico nei 35 dipartimenti da bollino rosso per tutta la giornata di domenica. E ha dato istruzione di non offrirlo agli eventi organizzati dallo Stato”, ha spiegato il primo ministro Sebastien Lecornu.
E in Italia?
Anche in alcune regioni italiane sono state adottate delle ordinanze per combattere il caldo estremo: in particolare, vengono vietate le attività e il lavoro all’aperto nelle ore centrali della giornata, generalmente dalle ore 12:30 alle ore 16:00.
Le principali amministrazioni regionali hanno recepito le «Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore» approvate dalla Conferenza delle Regioni. Ecco i divieti in vigore:
- in Veneto è previsto lo stop totale delle attività all’aperto dalle 12:30 alle 16:00 nei giorni a rischio alto. Il divieto riguarda i settori edile, agricolo, florovivaistico e le cave;
- in Campania è in vigore un’ordinanza analoga dal 21 giugno, con blocco nei campi e nei cantieri nella stessa fascia oraria (12:30 - 16:00);
- Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Puglia hanno approvato misure e ordinanze protettive simili in concomitanza con le prime forti ondate di calore;
- nelle Marche è stato predisposto un pacchetto di misure mirate che prevedono l’obbligo per i datori di lavoro di fornire acqua, creme solari e pause adeguate.
Sono generalmente esclusi da tali divieti i lavori di pubblica utilità, la protezione civile, la manutenzione urgente per la salvaguardia della pubblica incolumità e i servizi pubblici essenziali, a patto che i datori di lavoro adottino comunque misure organizzative per minimizzare il rischio termico.