Calcio arabo, nuova offensiva: offerte record per i big della Serie A

Francesco Nasato

18/07/2025

La sessione estiva 2024 aveva fatto pensare a un cambio di atteggiamento dei club arabi sul calciomercato, ma le ultime settimane hanno smentito questa idea

Calcio arabo, nuova offensiva: offerte record per i big della Serie A

Di nuovo protagonisti, di nuovo pieni di milioni di euro con cui inondare le casse dei club in giro per l’Europa, con un occhio di riguardo per l’Italia e per la Serie A.

Il calcio arabo è tornato nuovamente a far parlare molto di sé in questa estate 2025, dopo che lo scorso anno l’atteggiamento avuto dai club era stato decisamente più prudente rispetto alla scoppiettante estate del 2023. Invece in queste settimane di trattative, a cui si è aggiunta la finestra speciale subito prima del Mondiale per Club, le squadre del massimo campionato saudita sono tornate a bussare con forza sul calciomercato.

L’Italia e la Serie A sono state destinatarie di molte offerte e proposte economiche a volte impensabili e in diversi casi le trattative si sono definite, con soddisfazione economica di tutte le parti in causa e qualche perplessità da un punto di vista tecnico.

Circa 90 milioni di euro per Theo Hernandez e Retegui

I due nomi che hanno fatto più parlare per il loro addio alla Serie A, seppur in situazioni di contratto diverse, sono stati quelli di Theo Hernandez e Mateo Retegui. Il primo per molti anni è stato uno dei nomi più importanti per il Milan, prima di vivere un paio di stagioni altalenanti, soprattutto l’ultima segnata da un rendimento non sempre all’altezza. Prestazioni a cui sicuramente ha contribuito la scelta della dirigenza di non proporre un rinnovo di contratto al giocatore in scadenza nel 2026. La situazione di tensione che si è venuta a creare è stata sciolta e risolta dall’Al Hilal, l’unica società che ha deciso di pagare i 25 milioni di euro richiesti dai rossoneri per cedere il giocatore in questa sessione di mercato. Inutile parlare del contratto garantito a Theo Hernandez, più interessante evidenziare come sulla panchina dell’Al Hilal sia finito Simone Inzaghi. Anche in questo caso la proposta economica presentata al tecnico dell’Inter rientra nella categoria di quelle fuori scala per il calcio italiano.

Se però le avventure di Theo Hernandez e Simone Inzaghi a Milano sono terminate in un momento in cui ci si poteva in qualche modo attendere un epilogo del genere, ben diverso è il caso di Mateo Retegui. Capocannoniere dell’ultima Serie A, esploso in termini realizzativi nell’ultima Atalanta di Gasperini, a un anno dal Mondiale del 2026 (ammesso che l’Italia si qualifichi, tutto da vedere), l’attuale centravanti titolare della Nazionale ha scelto di dire sì alla proposta dell’Al Qadsiah. Per l’Atalanta 65 milioni di euro, al giocatore un contratto impensabile altrove, per la Nazionale un potenziale «problema» per quella che può essere l’abitudine alla competitività di Retegui, come da dichiarazioni del Presidente della FIGC Gravina: «Retegui in Arabia? Dispiace perdere dei ragazzi che in questo momento davano un apporto significativo alla maglia azzurra. Chiaramente lo seguiremo, ma capite che per quanto ci riguarda la competitività di un campionato piuttosto importante a livello internazionale come il campionato italiano ti porta ad avere una formazione ben diversa. È un calciatore per noi fondamentale che si allontana, come purtroppo è avvenuto per altri. Speriamo di custodirlo nella maniera migliore possibile».

Da Osimhen a Bruno Fernandes, c’è chi dice no

Nelle intenzioni dei club dell’Arabia Saudita la spesa europea non si sarebbe dovuta limitare alla Serie A, ma coinvolgere anche altri campionati e giocatori importanti. Due dei nomi più importanti su cui il calcio arabo ha provato a fare leva sono stati quelli di Osimhen e Bruno Fernandes. Protagonista anche in questo caso l’Al Hilal, con il Presidente del club volato personalmente a Parigi per cercare di definire anche queste operazioni. I risultati non sono stati però quelli desiderati, soprattutto per la volontà dei due giocatori di non accettare le proposte arrivate. Bruno Fernandes ha gentilmente declinato per motivazioni tecniche e di volontà di continuare a competere in campionati più prestigiosi, mentre Osimhen ha detto «no» perchè desideroso di proseguire la sua avventura al Galatasaray dopo la rottura non riparabile della scorsa estate con il Napoli.

Anche in Serie A c’è stato un giocatore che ha rinunciato al trasferimento in Arabia. Quel Kean che ha deciso di restare a Firenze nonostante un corteggiamento serrato e che potrebbe essere favorito nella corsa alla maglia di centravanti titolare della Nazionale anche sfruttando la partenza di Retegui verso l’Arabia Saudita. In tutti questi casi è bene ricordare come le somme che sarebbero state destinate a club e giocatori erano di quelle difficilmente rinunciabili guardando solo al lato economico della questione. Certamente l’impressione sempre più netta è che il progetto del campionato di calcio arabo sia di continuare a seguire con grande attenzione nelle sue prossime evoluzioni. La sensazione forte è che il piano pluriennale pensato dall’Arabia Saudita per il proprio pallone sia ben chiaro nella mente di chi lo sta sviluppando, in una visione che nelle intenzioni culminerà con i Mondiali di calcio del 2034 che saranno ospitati proprio dall’Arabia Saudita.