C’è anche l’Italia tra le 8 mete balneari migliori del 2026, secondo la BBC

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27 Marzo 2026 - 05:15

La BBC ha raccolto le 8 meraviglie marine preferite dai propri lettori: tra queste c’è anche l’Italia. Ecco di quali mete paradisiache stiamo parlando

C’è anche l’Italia tra le 8 mete balneari migliori del 2026, secondo la BBC

Il mare italiano è tra i più amati e frequentati al mondo, con tanti gioielli che attirano turisti da ogni dove. Tra le tante classifiche e reportage, autorevoli o meno, per il 2026 spunta un ranking particolare che, ancora una volta, inserisce un pezzetto del nostro Paese tra le top destinazioni planetarie: quello stilato dai lettori della BBC, che in quanto ad autorevolezza se ne intende. O meglio, è la BBC che ha raccolto recensioni ed esperienze di viaggio dei propri e più fedeli fruitori, elencando una sorta di «best eight» delle mete balneari.

Dal Mediterraneo all’Atlantico, c’è un po’ di tutto in classifica. Ma questa baia tutta italiana ha stregato a tal punto da essere inserita nelle spiagge più bramate in assoluto.

Un pezzo di penisola sorrentina che ha conquistato il mondo

Non è una spiaggia da cartolina nel senso più classico del termine. Niente sabbia fine e stabilimenti attrezzati, ma una caletta selvaggia, rocciosa e autentica che racconta un altro modo di vivere il mare. È proprio questo che ha conquistato i lettori della BBC, che nel loro racconto parlano della Baia di Ieranto come di un luogo capace di sorprendere e restare impresso.

Siamo nella Penisola Sorrentina, nel territorio di Massa Lubrense, proprio di fronte ai Faraglioni di Capri. Qui la costa cambia volto: non scenari costruiti per il turismo, ma un paesaggio modellato dalla natura e dal tempo. La baia si apre in un’insenatura profonda, divisa tra Baia Grande e Baia Piccola, ed è raggiungibile solo a piedi attraverso un sentiero di circa 2,5-3,5 km che parte da Nerano. Un dettaglio che non è secondario: arrivarci richiede impegno, e forse è proprio questo a preservarne il fascino.

Il colpo d’occhio è immediato: acque blu intenso, scogliere verdi e cielo limpido, con un’atmosfera quasi sospesa. Ma a rendere Ieranto davvero unica è anche ciò che non si vede subito. Qui, secondo la tradizione riportata già da Plinio il Vecchio, le sirene avrebbero tentato Ulisse, trasformando questo tratto di costa in uno dei luoghi più mitici del Mediterraneo.

Accanto al mito, però, c’è una storia concreta. L’area è oggi tutelata dal FAI dopo essere stata donata negli anni ’80 per salvarla dalla speculazione edilizia. Prima ancora, qui si estraeva roccia calcarea: restano tracce visibili di un passato industriale che si intreccia con terrazzamenti di ulivi, torri costiere cinquecentesche e macchia mediterranea.

Oggi la baia è un Sito di Interesse Comunitario inserito nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, con una biodiversità straordinaria: oltre 100 specie di uccelli, fondali ricchi grazie al fenomeno dell’upwelling e praterie di Posidonia che rendono l’ecosistema particolarmente fertile. Un unicum da preservare e ammirare, che ha pochi eguali al mondo.

Le altre meraviglie marine in classifica

Accanto alla Baia di Ieranto, la particolare classifica stilata dalla BBC racconta un’idea di mare tutt’altro che scontata. Pochi paradisi tropicali, tante esperienze diverse, spesso lontane dall’immaginario classico.

C’è, ad esempio, la spiaggia dell’isola di Havelock nelle Isole Andamane, descritta come un luogo di serenità assoluta, con acque basse e luminose, sabbia bianchissima e un’atmosfera resa ancora più suggestiva dalla luce della luna. Qui, oltre alla bellezza naturale, emerge anche un forte impegno ambientale, con iniziative per tenere lontana la plastica.

Completamente diversa è Icacos, a Porto Rico: un’isola disabitata raggiungibile in 20 minuti di barca, dove si resta isolati per ore senza servizi, vivendo una vera esperienza da “isola deserta”.

Poi c’è El Nido, nelle Filippine, dove la spiaggia diventa un arcipelago di possibilità: lagune nascoste, escursioni in barca e snorkeling tra formazioni calcaree, con la possibilità di esplorare più luoghi in un solo giorno.

La classifica prosegue con Grand Case, nei Caraibi, dove il mare si unisce a una delle scene gastronomiche più ricche della regione, e con Achmelvich, in Scozia, una spiaggia sorprendente - data la latitudine - con acque turchesi e sabbia bianca incastonata in un paesaggio selvaggio e imprevedibile.

Non manca Brighton Beach a New York, che trasforma la spiaggia in un’esperienza culturale tra comunità e tradizioni, né la Baia dei Fuochi in Tasmania, un tratto di costa lungo 50 km dove natura incontaminata e senso di isolamento creano un’esperienza quasi primordiale.

Insomma, un ranking variegato che ha poco a che fare con il turismo mainstream e molto, invece, con la sensorialità e la rarità. Ed è proprio per questo che la presenza di una spiaggia italiana assume un significato totalmente diverso e ancora più profondo.

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