Busta paga, nel 2023 potrebbe esserci una festività in più: quando e perché

Ilena D’Errico

11 Gennaio 2023 - 23:19

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Nel 2023 potrebbe esserci una festività in più in busta paga, anche se tutto dipende dalla valutazione del disegno di legge. Di cosa si tratta?

Busta paga, nel 2023 potrebbe esserci una festività in più: quando e perché

Quest’anno potrebbe esserci una festività in più in busta paga, perché il 4 novembre potrebbe tornare a essere un giorno festivo, così come proposto dal disegno legge in Senato.

Perché potrebbe esserci una festività in più nel 2023

La Commissione Affari costituzionali del Senato, presieduta da Alberto Balboni di Fratelli d’Italia, ha proposto un disegno di legge per riportare il 4 novembre tra i giorni festivi. Paolo Tosato della Lega, in qualità di vicepresidente della Commissione, oltre che relatore del disegno di legge, ha spiegato le motivazioni dietro questa iniziativa. In particolare, già al principio della nuova legislatura, il presidente Balboni ha dato la possibilità di indicare i provvedimenti più importanti e necessari. Fra questi, il gruppo di Forza Italia ha indicato proprio il ripristino della festività del 4 novembre, su iniziativa del senatore Gasparri. Oltretutto, proposte simili sono state avanzate anche da altri partiti, anche se in modo più ridotto.

L’approvazione del disegno di legge permetterebbe quindi di godere di un giorno di festa in più, in particolare per i lavoratori che potranno beneficiarne in busta paga. Per il momento, però, non è ancora certo, poiché potrebbero venire apportate delle modifiche all’iniziativa originaria. In effetti, il senatore Tosato ha posto l’accento proprio su questo punto e in particolare sulla definizione della giornata festiva. Attualmente, non essendo ancora iniziata la discussione, non è ancora chiaro se il 4 novembre sarà reintrodotto come giornata festiva a tutti gli effetti (con scuole chiuse e retribuzione prevista in busta paga), oppure se verrà soltanto aumentata la sensibilità collettiva, con la promozione di attività e manifestazioni a proposito.

L’opinione di Tosato pende decisamente per la seconda possibilità, in quanto nel mese di novembre è già presente il come festività nazionale. Una concentrazione di giorni festivi, per lo più ravvicinati, avrebbe infatti conseguenze decisamente limitanti sulle attività scolastiche ed economiche.

Cosa si festeggia il 4 novembre

In ogni caso, il disegno di legge presentato è molto chiaro nell’attribuire una riconosciuta importanza a livello nazionale della giornata del 4 novembre. La festa del 4 novembre, in cui si celebrano l’Unità nazionale e le Forze armate, viene celebrata dal 1977 durante la prima domenica di novembre, motivo per cui la legge 54/77 ne ha soppresso la natura festiva. Dal 1977 ad oggi quindi la festività non è prevista a particolari trattamenti, salvo i pagamenti previsti per le prestazioni economiche per le festività domenicali.

In particolare, l’origine della festa del 4 novembre risale al 1919, quando fu istituita per celebrare la vittoria nella prima guerra mondiale, con il quale l’Italia ottenne indietro i territori del Trento e di Trieste. Per questa ragione, infatti, la giornata simboleggia anche l’Unità della nazione. Di fatto, si tratta dell’unica festività italiana ad aver attraversato numerose fasi della nostra storia, sopravvivendo dall’età liberale a quella repubblicana. Di fatto, anche in seguito al 1977, non sono mancate le celebrazioni, nonostante non sia più considerato un giorno festivo.

Questo fattore viene messo in rilievo anche dal disegno di legge, il quale fa riferimento proprio alle numerose commemorazioni diffuse in modo molto vasto sul territorio nazionale, in particolare presso:

  • L’Altare della Patria a Roma, dove peraltro fu sepolto il Milite ignoto nel 1921 proprio in occasione di una solenne celebrazione.
  • I Sacrari di Redipuglia in Friuli Venezia Giulia.
  • I Caduti d’Oltremare in Puglia.

Si tratta soltanto di quelle più storiche fra le commemorazioni, che comunque non mancano su tutto il territorio nazionale, dove spesso sono accompagnate da alte cariche civili e militari. L’obiettivo del disegno di legge è quindi di attribuire nuovamente lo status di festività al 4 novembre, come espressione del sentire comune, oltre che in memoria dei caduti nella prima guerra mondiale.

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