Cartacei o dematerializzati, ecco quale forma di BFP scegliere. Differenze, vantaggi e rischi di prescrizione, la guida completa per i risparmiatori.
Centinaia di milioni di euro in Buoni fruttiferi postali cartacei sono andati in prescrizione negli ultimi anni. I titolari hanno dimenticato la scadenza e non si sono presentati in tempo alle Poste.
La forma dematerializzata esiste da tempo e può risolvere esattamente questo problema. Gli interessi arrivano automaticamente sul conto online, zero rischio di oblio, zero rischio di perdere il documento. Eppure il cartaceo continua a dominare il mercato dei BFP.
Tre milioni di risparmiatori investono in Buoni fruttiferi postali ogni anno. Perché la scelta tra forma cartacea e dematerializzata continua a dividerli?
Cosa sono i Buoni fruttiferi postali
Il Buono fruttifero postale è un titolo di debito garantito dallo Stato, emesso da Cassa depositi e prestiti e distribuito da Poste Italiane.
La sottoscrizione e il rimborso non hanno commissioni. La tassazione è agevolata al 12,5% e i rendimenti sono fissi per tutta la durata.
Si sottoscrivono a partire da 50 euro. Il rimborso è garantito al 100% del valore nominale in qualsiasi momento, senza penali. Il valore del rimborso non sarà mai inferiore al valore nominale del buono.
Come funzionano i BFP dematerializzati
Il BFP dematerializzato è una scrittura contabile effettuata sul Libretto di risparmio postale o sul conto corrente Bancoposta.
L’intestazione del Buono deve corrispondere a quella del conto di regolamento. Questo è il primo vincolo reale. Alla scadenza (o alla richiesta di rimborso, se prima della scadenza), il denaro arriva automaticamente sul conto con gli interessi maturati. Non ci sono documenti da conservare e non occorre presentarsi allo sportello: è tutto digitale.
Pro e contro dei Buoni fruttiferi postali dematerializzati
- Il vantaggio principale è che non si prescrive. Lo Stato paga quando arriva la data di scadenza e il titolare del BFP non deve ricordarsi nulla. Per questo motivo, negli ultimi anni molti risparmiatori hanno trasformato i vecchi BFP cartacei in dematerializzati, cancellando ogni rischio di dimenticanza.
- Il secondo vantaggio è la comodità: si gestisce tutto dallo smartphone, tramite app BancoPosta o sito Poste.it. Sottoscrizione, monitoraggio del rendimento e richieste di rimborso si fanno online.
Il rischio, invece, è dato dalla rigidità. Il conto non si può chiudere finché il Buono è attivo. Se per qualche ragione c’è un’emergenza di liquidità mesi prima che il BFP scada, si deve scegliere tra aspettare la scadenza o richiedere il rimborso anticipato, perdendo gli interessi.
Chi sceglie il dematerializzato di solito ha pratica con app e portali. Chi non è a suo agio con password, SPID o altri sistemi di autenticazione può avere difficoltà nella gestione e monitoraggio del BFP. La tecnologia risolve il problema della prescrizione, ma crea un vincolo diverso.
Come funzionano i BFP cartacei
Il BFP cartaceo è un documento fisico. Si sottoscrive alle Poste, ricevendo un certificato con numero, scadenza, importo e tasso. Va conservato con cura. Senza di esso non si può ottenere il rimborso.
Alla scadenza, bisogna tornare al’Ufficio postale con il documento originale. Gli addetti verificano che sia integro, controllano la data e accreditano il denaro sul conto. Per ottenere il rimborso anticipato la procedura è la stessa. Senza il documento cartaceo, Poste non rimborsa.
I tagli sono da 50 euro in su, come nei dematerializzati.
I vantaggi e i rischi dei BFP cartacei
Il rischio reale è la prescrizione. Poste Italiane ricorda che i BFP cartacei si prescrivono dieci anni dopo la scadenza. Chi dimentica la data e non si presenta entro dieci anni perde il diritto al rimborso.
I Buoni Fruttiferi Postali diventano infruttiferi dal giorno successivo alla scadenza. Per i Buoni Fruttiferi Postali rappresentati da documenti cartacei, trascorsi 10 anni dalla data di scadenza, i diritti dei titolari alla restituzione del capitale sottoscritto e alla corresponsione degli interessi maturati si prescrivono.
Il secondo rischio è legato alla natura fisica del documento. Un foglio può danneggiarsi, inumidirsi, strapparsi. Se Poste ritiene che il certificato non sia più leggibile o verificabile, può rifiutare il rimborso. È raro, ma accade. Poi resta sempre il fattore umano: serve ricordare dove è stato messo e controllare la data di scadenza nel calendario.
Il vantaggio è la libertà. Il Buono cartaceo non vincola nessun conto, non ci sono app da scaricare, password, portali online. Se si chiude il conto corrente, il Buono e indipendente.
Si può sostituire un Buono cartaceo con uno dematerializzato?
Il BFP cartaceo può essere trasformato in dematerializzato in qualsiasi momento. L’unico vincolo è avere un Libretto di risparmio postale o un conto Bancoposta con la stessa intestazione del Buono.
La richiesta deve essere fatta all’Ufficio postale. Poste cancella il cartaceo dai registri e crea la versione digitale collegata al conto, senza costi. Il processo richiede alcuni giorni lavorativi.
Se il cartaceo è scaduto e si sono superati i dieci anni dalla scadenza, è prescritto e la trasformazione non è più possibile. Oltre a non avere più diritto a riscuotere gli interessi, si perde anche il capitale inizialmente investito.
Dove finiscono i soldi dei BFP prescritti?
I soldi dei BFP prescritti non rimangono alle Poste. Per legge (Finanziaria 2006, art.1), finiscono nel Fondo per l’indennizzo dei risparmiatori gestito dal Ministero dell’Economia e affidato a CONSAP. Il fondo raccoglie anche conti correnti dormienti, assegni circolari mai riscossi, polizze vita prescritte. Una raccolta di soldi dimenticati che lo Stato usa per risarcire le vittime di frodi finanziarie.
BFP cartaceo o dematerializzato, quale scegliere?
La scelta non è una questione di rendimento. I due prodotti offrono gli stessi interessi fissi, gli stessi tassi, la stessa garanzia dello Stato. La differenza è nei rischi.
- Il BFP dematerializzato elimina il rischio umano della dimenticanza, ma incatena a un conto. Il capitale rimane bloccato finché il Buono non matura o si richiede il rimborso.
- Il cartaceo offre più libertà, ma perdere il documento o dimenticare la scadenza comporta la perdita di centinaia o migliaia di euro.
Tre milioni di risparmiatori si dividono su questo. Alcuni scelgono di avere un documento fisico in cassaforte e si mettono un reminder sul calendario. Altri non si fidano di ricordarsi e affidano tutto all’automatico di Poste, accettando il conto bloccato. Entrambi sanno bene il prezzo della loro scelta. Nessuno dei due ha torto.