Buffett ha anticipato il crollo e (forse) questo nuovo trend in borsa

Tommaso Scarpellini

19 Marzo 2025 - 10:07

Warren Buffett sposta altri capitali sulle azioni giapponesi? Ecco cosa si nasconde dietro la nuova mossa dell’oracolo dell’oracolo di Omaha.

Buffett ha anticipato il crollo e (forse) questo nuovo trend in borsa

Warren Buffett non perde mai occasione per stupire. L’uomo più eclettico di Wall Street, discusso ma mai discutibile, ha messo a segno un altro dei suoi «colpi». Con il suo fondo Berkshire Hathaway, continua a fare scelte giuste con un tempismo perfetto, una dote che non appartiene a tutti gli investitori, nemmeno ai più famosi.

Qualche settimana prima del recente crollo dei mercati, la notizia che Buffett aveva liquidato alcune delle partecipazioni più caratteristiche di Berkshire aveva fatto il giro del mondo. Una scelta che aveva suscitato non poche discussioni, specialmente in un contesto in cui la maggior parte degli investitori stava acquistando. Eppure, come spesso accade, il tempo ha dato ragione a Buffett, almeno nel breve periodo.

Ma la sua strategia più interessante non si ferma qui. L’ultima lettera agli investitori di Berkshire ha evidenziato un rafforzamento della sua esposizione verso il mercato giapponese, un trend che Buffett sostiene da anni ma che ora sembra aver accentuato. Quali sono le implicazioni di questa scelta? Ancora una volta, Buffett ha individuato in anticipo il prossimo grande trend?

Copiare Buffett non basta

Nel mondo degli investimenti, si dice spesso che copiare gli altri, un po’ come nelle verifiche scolastiche, non porta al successo. Questo principio si basa sul fatto che la propensione al rischio di un investitore potrebbe non corrispondere a quella del suo «copiatore» e viceversa. Inoltre, bisogna anche saper copiare: selezionare casualmente operazioni di investitori famosi non garantisce il raggiungimento della loro performance complessiva.

Un esempio chiaro è quello di Michael Burry, il famoso investitore reso celebre dal film «The Big Short» per aver previsto la crisi del 2008. Poco prima della bull run del 2023, Burry aveva condiviso un tweet in cui suggeriva di vendere tutto. Chi lo ha seguito alla lettera ha perso una delle più grandi opportunità di crescita del decennio.

Diversa è stata invece la previsione di Buffett. Quando l’oracolo di Omaha ha deciso di ridurre drasticamente la sua partecipazione in aziende storiche come Apple, Coca-Cola e Bank of America, molti hanno messo in dubbio la sua strategia. Apparentemente, sembrava una semplice mossa per accumulare liquidità, in particolare sfruttando i T-Bill (titoli di stato USA a breve termine), che in questo periodo offrono rendimenti del 4-5% annuo. Tuttavia, non si trattava solo di un’esigenza di cassa.

Il nuovo focus sul Giappone

Parallelamente alla liquidazione di alcune delle sue partecipazioni storiche, Buffett ha riallocato una parte consistente della liquidità nel mercato azionario giapponese. In particolare, Berkshire Hathaway ha aumentato la sua esposizione sopra il 9% in aziende come Mitsubishi, Marubeni, Itochu e Sumitomo, colossi dell’economia nipponica.

Ma cosa rende queste società così interessanti per Buffett? Il miliardario ha citato due caratteristiche chiave nella sua lettera agli azionisti: buyback e dividendi. Due elementi fondamentali, specialmente in un contesto di mercati ribassisti negli Stati Uniti.

Il Giappone, infatti, si trova in una situazione diametralmente opposta rispetto agli USA. Mentre negli Stati Uniti emergono nuove paure recessive e la Federal Reserve adotta una politica monetaria più restrittiva, in Giappone si assiste a una fase di espansione economica dopo anni di stagnazione.

Questo trend ha attirato l’attenzione degli investitori, soprattutto considerando che la Bank of Japan (BOJ) ha mantenuto una politica monetaria accomodante. Se l’inflazione dovesse rimanere contenuta, questa situazione potrebbe consolidarsi nel lungo termine, un elemento molto apprezzato dai mercati.

L’effetto Buffett sul mercato giapponese

La notizia della crescente esposizione di Buffett sul mercato giapponese ha avuto un impatto immediato. Le azioni delle società menzionate hanno registrato un’impennata, mentre il Nikkei 225, l’indice di riferimento della Borsa di Tokyo, ha mostrato un andamento solido, con una crescita di quasi il 4% rispetto ai minimi dell’anno.

Questo movimento suggerisce che il mercato giapponese potrebbe essere ben posizionato per una crescita sostenuta. Se la BOJ continuerà a supportare l’economia con politiche accomodanti e le aziende nipponiche manterranno le loro strategie di buyback e alti dividendi, l’interesse degli investitori internazionali potrebbe aumentare ulteriormente.

Buffett ha visto giusto anche questa volta?

Osservando le scelte di Buffett nel loro complesso, emergono alcune considerazioni interessanti. Da un lato, la sua decisione di ridurre l’esposizione alle big tech americane sembra aver avuto un tempismo perfetto, evitando il recente crollo di mercato. Dall’altro, il suo focus crescente sul Giappone potrebbe rivelarsi un’ennesima mossa vincente, specialmente se il trend di crescita del paese si consolidasse nei prossimi anni.

Come sempre, il futuro dei mercati è incerto, ma una cosa è certa: Buffett continua a muoversi con una precisione fuori dal comune. E mentre molti investitori inseguono i trend del momento, l’oracolo di Omaha dimostra ancora una volta che la vera ricchezza si costruisce con pazienza, disciplina e scelte ben ponderate.

La domanda ora è: sarà una previsione azzeccata o assisteremo a un pronostico errato? Il tempo, come sempre, darà la risposta. Ciò che però non deve mai mancare è una visione d’insieme. Seguire le scelte di Buffett è sempre interessante, ma è fondamentale ricordare che il portafoglio di Berkshire Hathaway mantiene una prospettiva globale, e non assoluta, come se si trattasse di un pronostico sportivo. Questa logica dovrebbe guidare anche un portafoglio tradizionale. L’investitore dovrebbe evitare l’errore di seguire ciecamente le scelte di altri, utilizzando invece queste informazioni per porsi domande costruttive.