BTP, titoli europei ed Euro a rischio. Lo dice questo dato

Tommaso Scarpellini

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Il rischio di una fuga di capitali dall’Euro verso gli USA cresce con le attese di tagli Fed. Euro debole e BTP sotto pressione: sta iniziando un nuovo ciclo nei mercati obbligazionari?

BTP, titoli europei ed Euro a rischio. Lo dice questo dato

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Sta succedendo qualcosa di strano sul mercato del reddito fisso. Avete presente il gap sui tassi, quindi sui rendimenti, che si è creato nell’ultimo anno, in cui la BCE si è mostrata accomodante mentre la Fed manteneva un tono aggressivo? Bene. Quel differenziale ha avuto un effetto preciso: ha sostenuto la domanda di Euro, anche in un contesto macro non certo esaltante per l’Europa. Ma ora qualcosa sta cambiando.

E se quel differenziale iniziasse a chiudersi? Ha senso aspettarsi, letteralmente, una fuga dall’Euro e dai titoli di stato europei verso gli USA? A giudicare da un dato chiave che arriva direttamente dal mercato, è un ipotesi da non escludere a priori. Ecco perché.

Differenziale di tasso: il pilastro che sta per cedere

Nell’ultimo anno, il mercato ha prezzato uno scenario semplice: tassi stabili o in rialzo in America, tassi in discesa in Europa. Risultato?

  • Il dollaro si è indebolito contro l’euro.
  • I Treasury americani sono rimasti sotto pressione, con rendimenti più alti.
  • I BTP e gli altri titoli dell’eurozona hanno beneficiato di acquisti tattici in cerca di carry trade, sfruttando il differenziale di rendimento.

Ma attenzione. I segnali recenti raccontano una storia diversa.

Mentre la BCE ha effettivamente tagliato i tassi, la Fed ha iniziato a ricevere pressioni politiche per fare lo stesso.
Trump ha chiarito che vuole un taglio dei tassi. E non accetta scuse.

E nel frattempo, il mercato si adegua. La probabilità implicita di un taglio da parte della Fed entro l’autunno è passata dal 40% all’80%.

Cosa significa tutto questo? Che il differenziale fra i tassi USA-Europa, uno dei principali driver dell’apprezzamento dell’euro e della tenuta del debito pubblico, potrebbe comprimersi.
In parole povere:

  • meno vantaggio nel detenere Euro;
  • maggiore attrattività dei Treasury, soprattutto in uno scenario di taglio tassi e discesa dei rendimenti: potrebbe indicare maggior capital gain;
  • conseguente aumento della domanda per i titoli USA a scapito di quelli europei.
TLT TLT Grafico del TLT. Fonte: baha.com

Il rischio per i BTP e l’Euro è reale

Questa dinamica avrebbe due conseguenze immediate.

  • Debolezza dell’Euro: l’euro si è rafforzato nel tempo grazie al differenziale di tasso. Ma se questo si annulla, il flusso potrebbe invertirsi.
  • Pressione sui BTP: una minore attrattività di breve dei titoli europei potrebbe spingere gli investitori a ridurre l’esposizione.

Risultato? Prezzi in calo e rendimenti in salita, superiori a quelli dei Treasury (come è stato spesso in passato).

Ma niente panico (per ora)

Sì, qualcosa si è già mosso. I BTP hanno perso terreno, mentre i Treasury, soprattutto sulle scadenze lunghe, hanno recuperato forza.

Ma attenzione: non è detto che questo movimento sia destinato a durare. Perché se da un lato la Fed taglia, dall’altro il vero problema, l’inflazione americana, resta lì.

Tagliare troppo presto rischia di alimentare aspettative inflazionistiche. E questo impatterebbe negativamente sui rendimenti reali, rendendo meno attraenti gli stessi Treasury.

A quel punto, la fuga dai BTP potrebbe rientrare. Quindi, è una questione di equilibrio: occorre domandarsi, qual è il rendimento dei titoli di stato europei (fra cui il BTP italiano) tale per cui si crea un equilibrio duraturo sul mercato?

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