Btp Più, la Bce cambia tutto. Conviene solo a questo rendimento

Claudia Cervi

6 Febbraio 2025 - 07:51

Il rendimento dei Btp a tasso fisso è sceso del 5% dopo il taglio dei tassi Bce (anche se meno rispetto ai tassi interbancari). Ecco quanto dovrà offrire il Btp Più per essere conveniente.

Btp Più, la Bce cambia tutto. Conviene solo a questo rendimento

Btp Più, i rendimenti attesi non sono più quelli stimati la scorsa settimana e potrebbero cambiare ancora prima del 14 febbraio, data in cui il Mef comunicherà il rendimento effettivo del nuovissimo titolo di Stato italiano in emissione tra il 17 e il 21 febbraio.

Il recente taglio dei tassi da parte della Bce ha avuto un impatto limitato sul rendimento del Btp decennale italiano - utilizzato come benchmark per valutare la convenienza di una obbligazione - che è sceso leggermente dal 3,62% al 3,43%. Questo livello rimane (per ora) vicino alla soglia del 3,60%, che si conferma come uno spartiacque, spesso testato dal mercato, tra uno scenario rialzista e uno ribassista. L’incertezza sulle prossime mosse di politica monetaria, aggravata dalla crescente divergenza tra le strategie della Bce e della Fed, sta però ampliando il divario tra l’andamento dei titoli di Stato e quello dei tassi interbancari. In questo contesto, gli scenari sono estremamente fluidi e suscettibili a rapide evoluzioni, influenzati da variabili geopolitiche come l’eventuale risoluzione del conflitto in Ucraina o dalla politica commerciale statunitense, con l’applicazione dei dazi di Trump.

Come stabilire se conviene comprare il Btp Più a partire dal 17 febbraio? Vediamo di seguito tutti parametri da considerare per valutare la convenienza al momento dell’emissione, analizzando i fattori chiave che influenzano il rendimento obbligazionario.

Btp Più, la Bce cambia tutto

Solo una settimana fa, il rendimento stimato per il Btp Più era di poco inferiore al 3,50%, prendendo come riferimento il rendimento di titoli di Stato con scadenza a febbraio 2033.

Tuttavia, dopo l’intervento della Bce, che ha ridotto il costo del denaro di 25 punti base, il rendimento dei Btp si è abbassato. Per valutare l’impatto del taglio dei tassi sul rendimento atteso del Btp Più, è necessario analizzare separatamente il rendimento delle due fasi che caratterizzano la struttura del titolo. Questo strumento prevede un meccanismo “step-up”, con rendimenti che crescono alla fine del quarto anno e fino alla scadenza per incentivare a mantenere l’investimento per otto anni.

Il rendimento offerto nei primi quattro anni dovrà essere confrontato con quello del Btp tf 4,1% con scadenza il 1° febbraio 2029 (isin IT0005566408): nell’ultima settimana, il rendimento lordo di questo Btp è sceso dal 2,85% al 2,34%. Questo significa che il rendimento del Btp Più potrebbe essere di circa il 2,50% lordo per i primi quattro anni, scontando un prezzo implicito di 10 basis point per l’opzione di rimborso anticipato nel febbraio 2029. Comprando il Btp Più si paga dunque il premio di un’assicurazione contro un eventuale rialzo dei tassi di interesse, che abbassa il rendimento.

Analizziamo ora il rendimento atteso per la seconda fase del Btp Più. In questo caso, il confronto va fatto con un Btp tf 5,75% febbraio 2033 (Isin IT0005566408). Il rendimento di questo Btp è sceso dal 3,40% lordo al 2,98% attuale. Tuttavia, per ridurre la probabilità di rimborso da parte degli investitori, il tasso cedolare degli ultimi quattro anni dovrà essere maggiore, attestandosi poco sopra il 3,50%.

Conviene solo a questo rendimento

Prima di vedere a quale rendimento conviene il Btp Più, riassumiamo le caratteristiche di questa emissione: si tratta di un titolo di Stato della durata di 8 anni, con scadenza nel febbraio del 2033. Paga cedole trimestrali con un tasso di interesse lordo annuale crescente dopo i primi 4 anni (4+4). Acquistando il bond in fase di collocamento, tra il 17 e il 21 febbraio (salvo chiusura anticipata), offre la facoltà di esercitare l’opzione di rimborso anticipato del capitale alla pari.

Coloro che intendono comprare Btp Più con l’idea di sfruttare l’opzione potrebbero considerare conveniente un rendimento superiore al 2,60% durante la prima fase. Attenzione, però, chi avesse comprato dopo il collocamento non avrà tale facoltà e dovrà considerare di detenere il titolo fino al 2033 o di venderlo sul mercato secondario esponendosi al rischio di quotazione.

Occorre però ricordare che il Btp Più è pensato per i piccoli risparmiatori che puntano più sulla rendita del lungo periodo che su eventuali benefici di tipo speculativo. Quindi, è probabile che il Mef annunci rendimenti più accattivanti per incentivare il risparmiatore a mantenere il titolo fino a scadenza ed evitare eventuali manovre speculative.

Alla luce di queste considerazioni, potrebbe risultare conveniente comprare il Btp Più con un rendimento garantito negli ultimi quattro anni superiore al 3,50%. Complessivamente, dunque, il Btp Più dovrà offrire un rendimento medio complessivo superiore al 3% per convincere gli investitori durante il collocamento.

In alternativa, potrebbe risultare conveniente acquistare il Btp Più sul mercato secondario, dunque dopo il collocamento, se il suo prezzo scenderà sotto la pari per effetto di nuovi tagli dei tassi Bce. Ma si tratta di una ipotesi che potrebbe anche non realizzarsi.

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