Btp che rendono il 6% anche nel 2025?
I Buoni del Tesoro Poliennali (Btp) continueranno a essere tra gli investimenti più attraenti per chi cerca sicurezza e rendimento.
Dopo un 2024 caratterizzato da una performance stellare, con rendimenti complessivi superiori al 6% tra interessi e capital gain, molti investitori si domandano se la tendenza possa continuare nel nuovo anno. La prospettiva di nuovi tagli dei tassi di interesse da parte della Bce e una maggiore sostenibilità del debito italiano alimentano le aspettative.
Previsione Tassi Bce 2025
Fonte BCE
Tuttavia, i mercati obbligazionari restano sensibili alle variabili macroeconomiche, costringendo ad analizzare in dettaglio i fattori che potrebbero influenzare i rendimenti futuri. Ecco gli scenari che potrebbero delinearsi nel 2025 e quali Btp scegliere.
Previsioni Btp 2025
All’inizio del 2025, le condizioni macroeconomiche offrono un contesto favorevole ai titoli di Stato italiani. Il calo dell’inflazione e i tagli ai tassi della Bce contribuiscono a mantenere i rendimenti interessanti, soprattutto per i Btp a tasso fisso. Nel 2024, la contrazione dello spread Btp-Bund (da 160 centesimi di un anno fa all’attuale quota di 113) riflette una crescente fiducia nella stabilità del debito italiano, un trend che potrebbe continuare nei prossimi mesi. Tuttavia, il possibile rallentamento dell’economia globale o nuove tensioni geopolitiche potrebbero generare volatilità. Nonostante ciò, il rendimento attuale del 3,3% dei Btp decennali, seppur in calo rispetto al 4,60% di fine 2023, resta competitivo rispetto ai titoli francesi e spagnoli, mantenendo l’Italia in una posizione vantaggiosa.
Spread Btp-Bund
Fonte Borsa Italiana
Cosa potrebbe andare storto? Sono diverse le variabili macroeconomiche da monitorare per determinare i rendimenti dei Btp. Per esempio, un aumento dell’inflazione a causa dei tassi più bassi, nuove tensioni geopolitiche o gli effetti delle politiche fiscali espansive Usa o protezionistiche come i dazi potrebbero impattare sui rendimenti obbligazionari, facendo scendere i prezzi dei Btp a tasso fisso. Un indicatore in grado di segnalare un aumento del rischio dei Btp italiani è lo spread Btp-Bund, che riflette i movimenti dei Cds (credit default swap) sui titoli di Stato.
Attualmente, i Btp offrono rendimenti più alti rispetto a Francia e Spagna, riflettendo un premio al rischio maggiore, ma nell’ultimo anno i Cds italiani sono diminuiti del 25%, quelli tedeschi del 17%, mentre quelli francesi sono cresciuti del 60%.
Se la marcia dei Cds si invertisse, lo spread Btp-Bund potrebbe tornare a crescere determinando una performance peggiore del prezzo del Btp rispetto al Bund.
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Quali Btp scegliere nel 2025
Gli investitori che puntano ai Btp nel 2025 devono considerare sia il potenziale di guadagno che i rischi legati ai movimenti dei tassi.
Osservando la curva dei rendimenti, si nota un aumento dei rendimenti soprattutto nelle scadenze più lontane, nonostante i quattro tagli ai tassi operati dalla Bce nel corso del 2024. La fame di rendimento continua a sostenere la domanda di obbligazioni, specialmente per quelle che, in ottica total return, offrono livelli di rendimento ancora competitivi nonostante la forte compressione degli spread di credito.
Qualora la Bce decidesse di agire in modo aggressivo, abbassando i tassi di riferimento sotto la soglia del 2% per stimolare la domanda di credito, potremmo assistere a un ulteriore irripidimento della curva dei rendimenti. In questo scenario, i flussi di capitale e la ricerca di rendimento resteranno temi centrali anche nel 2025, spingendo gli investitori a privilegiare strumenti in grado di combinare stabilità e ritorni interessanti.
Grafico curva rendimenti Btp
Fonte Tradingview
1) Btp 3,25% 01MZ38
Il Btp 3,25% con scadenza il 1° marzo 2038 (Isin IT0005496770) offre un rendimento complessivo del 44,4%. Tuttavia, in previsione di ulteriori tagli dei tassi di interesse, questo Btp potrebbe generare rendimenti ancora più interessanti già nel breve termine, senza dover attendere la scadenza del titolo. Oltre alla cedola lorda del 3,25%, questo titolo è attualmente quotato a sconto del 5,6% (a 94,60 euro) rispetto al valore nominale di rimborso (pari a 100).
Con una duration modificata pari a 10,21, se la Bce dovesse rispettare le attese di ulteriori tagli ai tassi di 100 punti base nel corso del 2025, il prezzo di questo titolo salirebbe a 104,80 circa in meno di un anno.
Variazione % di prezzo = -[duration modificata] x variazione dei tassi
In tal caso, il Btp 3,25% 01MZ38 offrirebbe un rendimento complessivo (total return) del 14% lordo, pari al 12,30% al netto delle tasse, superando il rendimento medio total return del 6% dei Btp nel 2024.
2) Btp 3,25 01ST46
Il Btp 3,25% con scadenza il 1° settembre 2046 (Isin IT0005083057) offre un rendimento complessivo del 79,5%. Come nel caso precedente, un ribasso dei tassi Bce dell’1% nel corso del 2025, farebbe crescere il prezzo ben oltre il valore attuale di 89 euro. Con una duration modificata di 14,55, se i tassi Bce scendessero dal 3% attuale al 2%, il prezzo del Btp salirebbe a 103,55 circa, con un guadagno del 16,35% in conto capitale, oltre alla cedola del 3,25%.
Il rendimento atteso per questo Btp potrebbe raggiungere il 19,6% lordo complessivo, pari al 17,15% netto in circa 1 anno.
3) Btp Italia, Btp Valore e Btp Green
Gli esperti suggeriscono che i bond con cedole “step-up” come i Btp Valore e i titoli a protezione dall’inflazione come i Btp Italia continueranno a essere opzioni utili per diversificare il portafoglio nel 2025. In aggiunta, per puntare sul tratto lungo della curva dei tassi, sarà disponibile un nuovo Btp Green 2046, destinato a finanziare iniziative ambientali, da confrontare con il Btp Green 2045 che attualmente offre un rendimento di quasi il 4%.
Tutti i dettagli per queste nuove emissioni saranno disponibili sulla piattaforma del Mef.
Per massimizzare i profitti, sarà fondamentale monitorare l’evoluzione dei tassi e dell’inflazione, approfittando di eventuali oscillazioni di mercato per acquistare a prezzi scontati.
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