Dal 22 agosto a Johannesburg, in Sud Africa, avrà luogo la quindicesima edizione del BRICS Summit, un evento di rilevanza considerevole che suscita un crescente interesse da parte di un vasto spettro di osservatori. Tale interesse risulta amplificato dato l’attuale contesto di conflitti geopolitici e di nuove sfide economiche che alcuni dei Paesi appartenenti a questo raggruppamento stanno affrontando.
Tra i molteplici temi che verranno approfonditi nel corso di questo summit, in molti si chiedono come possa influire un ampliamento del numero dei Paesi all’interno del blocco BRICS sul processo di de-dollarizzazione.
Torna la paura per il tema della de-dollarizzazione
Apparentemente, oltre quaranta nazioni in via di sviluppo hanno presentato domanda per aderire al gruppo BRICS, delineando un evidente interesse da parte di economie emergenti nel percorrere un sentiero alternativo rispetto a quello proposto dalle nazioni occidentali. Non a caso, i BRICS rappresenta una quota significativa dell’economia mondiale e rappresenta il 41,9% della popolazione globale. Pertanto, non sorprende che un ampliamento della composizione del gruppo possa destare l’attenzione degli investitori su scala internazionale.
Come in occasione di ogni vertice, emerge nuovamente un notevole interesse riguardo all’andamento del processo di de-dollarizzazione, visto che i membri del BRICS potrebbero fornire nuovi aggiornamenti al pubblico in merito a sistemi commerciali e finanziari alternativi al predominio del dollaro statunitense, sebbene non sia, a quanto pare, un topic proposto dalla agenda del summit.
In tempi recenti, Pechino, che riveste un ruolo centrale all’interno del gruppo BRICS, ha spesso espresso dubbi sulla preminenza del dollaro, riferendosi anche alle sanzioni imposte nei confronti della Russia. Non a caso, nell’ambito della relazione trimestrale condivisa giovedì scorso, la Banca Popolare Cinese (PBOC) ha sostenuto l’internazionalizzazione dello yuan, ciò assume particolare rilevanza in vista del vertice del BRICS.
Dollaro: uno sguardo ai dati tecnici
Nonostante risulti difficile effettuare previsioni, anche di variazioni improvvise, nelle dinamiche del dollaro statunitense in concomitanza con il summit, e pur considerando che le storiche assemblee del BRICS hanno raramente innescato fluttuazioni speculative rilevanti sul mercato del cambio valutario (FOREX), resta importante per gli investitori monitorare dal punto di vista tecnico l’evoluzione di specifiche coppie di valute. Un rapporto del gruppo ING ha in effetti sottolineato che qualsiasi espansione del gruppo BRICS potrebbe in qualche modo impattare sulla velocità con cui il blocco adotterà sistemi finanziari e commerciali alternativi al dollaro.
Il DXY ha iniziato la settimana con una tendenza ribassista, in linea con una certa dose di pessimismo manifestato dagli operatori del mercato azionario.
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Grafico a candele settimanali dell'indice DXY. Fonte: teletrader.com