Brexit, quanto è costata agli inglesi?

Redazione Money Premium

9 Gennaio 2023 - 07:30

Entrare nell’Unione europea è costoso ma uscirne ancor di più: la Brexit ha ridotto il Pil del Regno Unito del 5,5%.

Brexit, quanto è costata agli inglesi?

Il Regno Unito ha votato per lasciare l’Unione europea nel 2016 ed è uscito formalmente il 31 gennaio 2020.
L’accordo sulla Brexit è entrato in vigore il 1° gennaio 2021: ha eliminato i costi tariffari sulla maggior parte delle merci, ma ha introdotto una serie di altre barriere, come i controlli alle frontiere, i dazi all’importazione e le ispezioni sanitarie sui prodotti vegetali e animali.

Dopo due anni, a tracciare un bilancio di questa storica decisione è il think-tank, Centre for European Reform (CER).
Secondo l’analisi di John Springford, vice direttore al CER, la Brexit ha ridotto il PIL britannico del 5,5% entro il secondo trimestre del 2022.
In altre parole, tra aprile e giugno 2022 il prodotto interno lordo è stato di 33 miliardi di sterline (circa 38 miliardi di euro) inferiore a quanto sarebbe stato se il Regno Unito avesse votato per rimanere nell’UE, costando al governo circa 12 miliardi di sterline di entrate fiscali perse.
Anche il commercio delle merci ne ha risentito: con la Brexit si è registrato un calo dei traffici commerciali del 7% entro il secondo trimestre del 2022.

Un sondaggio delle Camere di Commercio britanniche su più di 1.168 aziende pubblicato questo mese ha riferito che il 77% ha affermato che la Brexit non le ha aiutate ad aumentare le vendite o a far crescere le loro attività. Più della metà ha dichiarato di avere difficoltà ad adattarsi alle nuove regole per il commercio di beni.
Gli unici nuovi accordi commerciali sostanziali che ha raggiunto dall’uscita dall’Unione europea, sono stati con l’Australia e la Nuova Zelanda. Secondo la stima del governo, questi avranno un impatto trascurabile sull’economia del Regno Unito, aumentando il PIL a lungo termine rispettivamente dello 0,1% e dello 0,03%.

Tutto ciò sta portando ad un forte ripensamento nell’opinione pubblica inglese.
Secondo un sondaggio condotto di recente dalla società di ricerche YouGov, solo il 32% dei britannici pensa che la Brexit sia stata una buona idea. Il 56%, invece, sostiene che sia stato un errore.
Tra chi nel 2016 ha votato a favore dell’uscita dall’Unione europea, solo il 70% continua a credere di aver fatto la scelta giusta, mentre negli ultimi mesi i brexiter pentiti sono passati dal 4 al 19%.
Tra chi ha votato per restare in Europa, il 91% continua a pensare che la Brexit sia sbagliata e solo il 5% dichiara di aver cambiato idea.

Sul calcolo degli effetti della Brexit, si è esercitata anche la London School of Economics: dopo l’uscita dall’Unione europea, i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 3% all’anno.
I benefici dell’uscita dall’Unione europea tardano quindi ad arrivare nel medio termine: secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) nei prossimi due anni, il Regno Unito dovrebbe registrare la crescita più bassa del G20.
Quello che emerge è che entrare nell’Unione europea è costoso ma uscirne ancor di più.