Pensi al Brasile e sei appassionato di sport e soprattutto di calcio non puoi non pensare al paese carioca.
Storia, cultura, tradizione, passione e amore per il gioco con intensità quasi unica, il Brasile ha un rapporto con il pallone che è fatto di passato, si alimenta nel presente e guarda anche al futuro. Certo la Nazionale nelle sue ultime partecipazioni ai Mondiali ha regalato poche soddisfazioni ai tanti tifosi verdeoro pronti a seguire la Selecao nelle sue gare di Coppa del Mondo. Stringendo il focus sulle squadre di club la situazione però cambia.
Ad esempio gli ultimi 14 anni di Copa Libertadores, la Champions League del Sud America, hanno visto tantissimo Brasile protagonista assoluto della manifestazione: dal 2010 a oggi, infatti, ben nove club brasiliani diversi hanno scritto il proprio nome nell’albo d’oro del torneo. Una sorta di dominio che sembra potersi prolungare anche per effetto di una scelta politica che sta avendo ricadute molto concrete per il calcio brasiliano.
Bolsonaro e la legge del 2021 per cambiare il calcio brasiliano
Bisogna fare un pizzico di resoconto storico e poi soffermarsi in particolare sul 2021. Fino a quel momento, infatti, i club di calcio brasiliani erano giuridicamente definiti come associazioni civili senza scopo di lucro. Il governo Bolsonaro, però, nel 2021 ha approvato una legge con la quale è stato creato un nuovo ecosistema per consentire alle società di emettere titoli e incentivare l’ingresso di nuovi investitori al proprio interno. Ad esempio i fondi che come abbiamo visto negli ultimi anni sono sempre più attenti alle possibilità che possono emergere nel mondo del calcio. Un esempio concreto delle conseguenze di una legge vecchia appena di 3 anni si può vedere già osservando i due club finalisti della Copa Libertadores 2024. Guarda caso, o forse, no due squadre brasiliane come l’Atletico Mineiro e il Botafogo: la maggioranza delle azioni dell’Atletico Mineiro (75%) appartiene alla Galo Holding, un fondo di investitori brasiliani che ha preso il controllo del club in cambio di 175 milioni di euro, il Botafogo invece ha alle spalle gli investimenti della multiproprietà guidata dall’americano John Textor ed è tornato grande sia in patria che a livello di Sud America.
In totale in questo momento sono 11 i club brasiliani di prima o seconda divisione ad avere al loro interno simile a quello descritto: oltre a Botafogo e Atletico Mineiro ci sono il Cruzeiro, dopo la parentesi della proprietà di Ronaldo il Fenomeno, Cuiabá, America MG, Coritiba, Vasco da Gama, Gremio Novorizontino. Ne mancano due all’appello, ma perchè la loro situazione va inquadrata in uno spazio dedicato. Il Bahía è di proprietà della conglomerata che fa capo al Manchester City, mentre il Fortaleza ha tratto ispirazione dallo statuto del Bayern Monaco: sul mercato solo il 50% meno una delle quote azionarie, il resto ai tifosi.
Gli effetti sul calciomercato
I risultati sportivi dei club uniti a nuove risorse economiche a disposizione per il calciomercato hanno fatto sì che in questo momento il Brasile sia destinazione privilegiata per molti talenti del Sud America, almeno quelli che non vengono acquistati prima da qualche club del calcio europeo. Una ritrovata centralità per il calcio brasiliano che dopo alcuni anni difficili con alcune retrocessioni dolorose di club storici e diverse situazioni insostenibili a causa dei debiti accumulati sembra aver scelto una giusta strada per un risanamento economico che sia poi accompagnato da una nuova competitività sportiva. Anche il calciomercato risente per forza di cose dei cambiamenti che sono stati provocati dalla legge del governo Bolsonaro del 2021.
Ad esempio il Botafogo ha potuto spendere circa 35 milioni di euro per l’arrivo di Matheus Martins e Thiago Almada, acquisto più caro della storia del calcio brasiliano. Il Cruzeiro ha potuto investire la stessa cifra per un buon numero di colpi in entrata, tra cui quelli di nomi conosciuti come quelli di Matheus Pereira e Kaio Jorge. Uno degli ispiratori della legge del 2021, l’avvocato José Francisco Manssur, ha spiegato a Marca: «Questo passaggio sembrava poter causare la scomparsa di club brasiliani tradizionali, invece stiamo vivendo una situazione opposta. Squadre che avevano perso appeal hanno ritrovato il centro della scena, e l’hanno fatto grazie all’aumento significativo degli investimenti locali e internazionali. Avremo senza dubbio un aumento di queste situazioni nei club a partire dal prossimo anno, non ci sono dubbi».