A settembre, i vari indici di volatilità erano finalmente tornati a raggiungere minimi importanti, denotando una situazione di tranquillità borsistica, ma negli ultimi giorni la volatilità è tornata a fare da padrona. Gli investitori stanno vivendo momenti di incertezza e ansia mentre cercano di navigare tra le turbolenze dei mercati azionari globali.
Non a caso, affrontare la volatilità dei mercati finanziari richiede una strategia oculata e una buona dose di pazienza, cosa che manca nella maggior parte delle situazioni difficili; per questo, tipicamente, si dice che la volatilità sia portatrice di ulteriore volatilità.
Ma cosa sta innervosendo così tanto i mercati e cosa è cambiato rispetto a solo una settimana fa, quando i vari indici di volatilità dei diversi segmenti di borsa vantavano minimi storici? Uno sguardo alle nuove e rinnovate paure degli operatori di borsa.
Cosa succede alle Borse globali?
I vari indici di volatilità, rappresentativi dei segmenti di borsa, hanno affrontato nell’ultima settimana una brusca inversione di tendenza, che ha preoccupato molto gli operatori di mercato. Quello che finalmente sembrava essere l’inizio di una sorta di «lieto fine» per le difficoltà registrate negli ultimi anni si è dimostrato essere solo passeggero, e nell’ultima settimana le borse hanno affrontato nuove ondate di volatilità. Dopo che il FOMC ha mantenuto invariato il tasso dei Fed Funds, il mercato, invece di leggere la notizia come un buon auspicio per futuri rallentamenti, ha interpretato il fatto come una maggiore probabilità che la Federal Reserve manterrà i tassi alti più a lungo.
I prezzi dell’S&P500 e del Nasdaq sono scesi bruscamente, mentre, d’altro canto, i rendimenti delle obbligazioni del Tesoro sono saliti rapidamente, comportando un progressivo abbassamento delle valutazioni obbligazionarie, contro ogni aspettativa, dato che i prezzi sono già ai minimi del 2014. La negatività ha influenzato anche altri mercati: i futures del greggio WTI rimangono sui massimi di $90 a barile, così come il prezzo dei futures del Gas Naturale, che è aumentato di più dell’8%.
Cresce la volatilità sul mercato
La volatilità non è da meno, con il VIX ha registrato un aumento del 23% negli ultimi 30 giorni (volatilità implicita) mentre il CVOL (CBOE Volatility Index) del Nasdaq ha visto un aumento del 15%. Anche l’indice di volatilità del WTI, OVX, è in aumento di più del 9%. In sintesi, una mossa strategica intelligente in vista del FOMC si sarebbe dimostrata essere quella di lavorare sugli indici di volatilità, anche come strumento di copertura dei propri portafogli.
I mercati cercando di prezzare sui vari indici di borsa la possibilità che i tassi d’interesse restino alti più a lungo del previsto, aumentando potenzialmente la possibilità che alcune società, specie growth possano incombere in problematiche di tipo fondamentale.
iPath S&P 500 VIX Mid-Term Futures, 1D
Grafico a candele giornaliere di iPath S&P 500 VIX Mid-Term Futures. Fonte: teletrader.com