Borsa Italia: gli effetti del virus sul Ftse Mib

Il Coronavirus ha mandato in fumo 83 miliardi in termini di capitalizzazione e fatto registrare un calo a due cifre al fatturato. L’analisi di Mediobanca dell’impatto della pandemia sul Ftse Mib.

Borsa Italia: gli effetti del virus sul Ftse Mib

L’Area Studi Mediobanca ha analizzato l’impatto che la pandemia del Covid-19 ha avuto sui bilanci del primo trimestre 2020 di 25 società industriali e di servizi che fanno parte dell’indice principale del listino di Piazza Affari, il Ftse Mib.

Del campione hanno fatto parte 13 società a controllo privato e 12 a controllo pubblico, 16 manifatturiere, 6 energetiche/utilities, 2 di servizi e 1 petrolifera.

L’impatto del Covid-19 sulla capitalizzazione in Borsa

Le 25 società industriali e di servizi quotate sull’indice Ftse Mib rappresentano, a fine marzo 2020, il 76% della capitalizzazione complessiva (sono escluse banche e assicurazioni), per un valore di Borsa totale di 288 miliardi di euro.

Nel primo trimestre del 2020 la loro capitalizzazione si è ridotta del 22,4%, pari ad una perdita di 83 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2019.

A livello settoriale, le società del comparto energia/utilities hanno registrato il calo inferiore (103,3 miliardi di euro, -10,6% sul primo trimestre 2019), mentre il petrolifero, rappresentato da Eni, ha registrato la frenata più netta (33 miliardi, -34,8%), seguito dai servizi (18 miliardi, -28,1%) e dalla manifattura (134 miliardi, -25,8%).

In generale, nei primi tre mesi del 2020 tutte le società hanno registrato una contrazione del valore di Borsa: fanno eccezione Recordati (8,1 miliardi, +2,1%) e DiaSorin (6,6 miliardi, +1,9%).

Le flessioni più marcate sono state registrate da Fiat Chrysler Automobiles (13 miliardi, -50,2%), CNH Industrial (7,6 miliardi, -49%) e Saipem (2,3 miliardi, -48%).

Ftse Mib: i dati finanziari del primo trimestre 2020

Per quanto riguarda i fondamentali economici, dallo studio dell’Area Studi Mediobanca emerge come le società analizzate abbiano perso complessivamente ricavi per quasi 14 miliardi di euro (-13,7%).

I cali minori sono stati registrati nel comparto dei servizi (-8,8%), seguiti dalle energetiche/utilities (-10,5%), mentre il petrolifero con Eni (-25,2%) e la manifattura (-11,8%) riportano le maggiori perdite di fatturato. Segni più per Recordati (+12%), Snam (+8,1%) e STM (+7,4%).

A livello di risultato netto, per le società del FTSE MIB il primo trimestre 2020 si è chiuso in rosso, segnando una perdita netta di quasi 8 miliardi: tra i comparti più difficoltà troviamo il petrolifero e la manifattura mentre a livello di servizi e di energia/utilities sono stati registrati incrementi.


Fonte: Area Studi Mediobanca

Manifatturiero: calo peggiore da 30 anni

Per quanto riguarda i singoli settori, il più colpito è stato senza dubbio il manifatturiero, visto che il 59% delle aziende è stata costretta a chiudere (37% nei servizi).

Il calo del fatturato registrato dal manifatturiero italiano nel primo trimestre 2020 ha fatto segnare per la prima volta una contrazione a due cifre (-11,8%) mettendo a segno il risultato peggiore degli ultimi 30 anni.

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