Bonus, smart working e altre misure: cosa non viene confermato dalla legge di Bilancio 2023

Luna Luciano

26/12/2022

Con la nuova legge di Bilancio sono numerosi i bonus a cui i cittadini sono costretti a dire addio, così come i provvedimenti previsti dallo stesso esecutivo. Ecco cosa non è stato confermato.

Bonus, smart working e altre misure: cosa non viene confermato dalla legge di Bilancio 2023

Con la legge di Bilancio 2023 i cittadini saranno costretti a dire addio ad alcuni benefici e bonus creati proprio per poter far fronte al periodo di grave crisi economica, ma non solo. La Commissione Bilancio ha anche rinunciato ad alcuni provvedimenti ritenuti simbolo della linea politica dell’esecutivo.

Il Governo Meloni, dopo numerosi contrattempi e pressioni da parte della Commissione europea ad esempio sulla gestione del contante e del pos, sarebbe riuscito a realizzare una manovra senza scostamento di bilancio. Eppure, per poterla realizzare, il Governo della premier Meloni è stato disposto a tagliare su alcuni bonus divenuti essenziali. Tra questi troviamo il superbonus 110%, simbolo della lotta post-pandemia, che più volte è stato oggetto di modifiche.

Ancora, tra i benefici tagliati trova posto il bonus sui trasporti e quello per lo smart working per i genitori con figli minori under 14. Davanti a simili cambiamenti è quanto mai opportuno capire quali sono stati i bonus non rinnovati dal Governo in legge di Bilancio e cosa accadrà. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Legge di Bilancio 2023: cosa non è stato rinnovato

Non solo bonus ma anche diversi provvedimenti sono stati tagliati o non introdotti nella nuova legge di Bilancio 2023, molti di questi potrebbero avere delle ripercussioni nella vita dei cittadini ed è bene quindi conoscerli. Ecco quali sono.

Bonus Trasporti

Creato per poter far fronte al caro-carburanti, il bonus trasporti non sarà rinnovato a partire dal prossimo anno. Il bonus di 60 euro per l’acquisto di un abbonamento ai mezzi pubblici o al trasporto ferroviario rimarrà valido quindi fino al 31 dicembre 2022, dopodiché scomparirà. Nato con il decreto Aiuti e rifinanziato con il bis e il ter per far fronte all’aumento dei costi energetici e per incentivare il ricorso al trasporto pubblico, il contributo è destinato a chi ha un reddito personale inferiore a 35 mila euro e anche i figli a carico.

Bonus Facciate

È definitivo l’addio anche al bonus facciate, la detrazione ideata per poter rendere “più belle” le città italiane, e spesso finita al centro di polemiche per le numerosi frodi che si sono sovrapposte a quelle del Superbonus. L’agevolazione è nata con la Legge di bilancio 2020 che prevedeva uno sconto fiscale pari al 90% delle spese sostenute nel 2020 e nel 2021, ed è poi scesa al 60% per le spese del 2022. L’obiettivo era quello di favorire gli interventi di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici in determinate zone di Italia.

Superbonus

A partire dal 2023 il superbonus 110%generalizzato” scomparirà, diverse infatti sono le modifiche e le proroghe.

  • Per i condomini la detrazione scenderà al 90% a meno che l’assemblea non abbia deliberato i lavori entro il 18 novembre 2022 e la Cilas (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata Superbonus) non sia stata presentata entro il 31 dicembre, o abbia deliberato dal 19 al 24 novembre 2022 ma presentando la Cilas entro il 25 novembre.
  • Per le case unifamiliari - le ville - nelle quali al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo, varrà ancora il 110% fino al 31 marzo 2023. Mentre, al di là dello stato di avanzamento dei lavori, per il proprietario di una prima casa, il cui reddito “di riferimento” non superi i 15.000 euro potrà invece usufruire del bonus al 90% fino al 31 dicembre 2023.

Bonus Tv e Decoder

Con la legge di Bilancio 2023 non è stato rinnovato il bonus Tv e decoder, nonostante qualche prima ipotesi di proroga. Il bonus era stato pensato per poter aiutare a comprare una Tv o un decoder adatti ai nuovi standard di trasmissione dei canali, cambiati a partire dal 20 dicembre. Il bonus, che vede un importo massimo di 50 euro, può essere richiesto dalle famiglie con Isee fino a 20 mila euro.

Smart Working per i genitori con figli under 14

La Manovra 2023 interviene anche sullo smart working. La commissione Bilancio ha infatti approvato un emendamento che proroga la misura per i lavoratori fragili, pubblici e privati, fino al 31 marzo, ma scompare l’opzione di lavoro agile e agevolato per i genitori con figli under 14, i quali se vorranno dovranno ricorrere a un accordo con il datore di lavoro. Per il governo sarebbe rientrata l’emergenza pandemica, ma è anche vero che l’estensione di questa norma ai genitori con figli minori di 14 anni avrebbe agevolato una conciliazione tra vita-lavoro, prevenendo anche il grave fenomeno del bornout.

Opzione Donna

Modificato nella Manovra 2023 anche l’anticipo pensionistico riservato alle lavoratrici. Se infatti rimane il requisito dei 35 anni di contributi, ma cambia il requisito anagrafico. Le donne non andranno più in pensione tra i 58-59 anni ma a 60 anni (età che diminuisce solo in caso di figli). La platea è ridotta solo a caregiver e invalide. Mentre le lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende in crisi potranno ancora andare in pensione a 58 anni, al di là del numero dei figli.

Scudo Penale

A non passare nella Legge di Bilancio è anche lo scudo penale. Il tentativo di introdurre una sorta di moratoria per i reati fiscali aveva suscitato non poche proteste da parte dell’opposizione e aveva spaccato anche la maggioranza. L’ipotesi iniziale riguardava i reati come l’omessa dichiarazione o dichiarazione infedele dei redditi, per i quali sono previsti fino a 3 anni di carcere e sanzione amministrativa, mentre rimanevano escluse le frodi. L’introduzione dello scudo penale avrebbe comportato quindi la sospensione della pena amministrativa, motivo per il quale l’opposizione ha esultato alla notizia della cancellazione.