Quali sono i bonus e i rimborsi previsti con il nuovo modello 730/2026? Il modello è stato aggiornato recependo le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025.
Ogni anno con la presentazione del modello 730 i contribuenti hanno diritto a bonus che si traduno in rimborsi. Quali sono le novità del nuovo modello 730/2026? Da premettere subito che tutto ciò che è contenuto nella Legge di Bilancio 2026 non va a incidere nella dichiarazione dei redditi 2026: novità sull’Irpef, bonus e nuove modalità di tassazione previsti in Manovra, infatti, pur andando fin da subito a cambiare le buste paga dei lavoratori, riguardano il periodo di imposta 2026 ed entreranno solo nella dichiarazione dei redditi 2027.
Il 730/2026, invece, recepisce tutte le novità che ha portato la Legge di Bilancio 2025 e che sono, appunto, entrate in vigore lo scorso anno.
Quando si parla di bonus 2026 non si deve pensare solo a erogazioni economiche, ma anche a benefici di cui si può fruire grazie alla presentazione del modello 730/2026 per la dichiarazione dei redditi del 2025. Anche se nella dichiarazione non sono presenti novità che riguardano nuove detrazioni o deduzioni, è stato apportato un cambiamento fondamentale che potrebbe essere ben visto da molti contribuenti.
Rispetto al modello dell’anno precedente le voci detraibili e deducibili restano invariate.
Vediamo, quindi, le novità che interessano maggiormente i cittadini da cui possono avere una reale convenienza economica.
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Quali bonus nel modello 730/2026?
I lavoratori dipendenti a cui non è stato erogato il trattamento integrativo nel corso del 2025, potranno recuperarlo in sede di dichiarazione dei redditi. Dal 2024 la no tax area è passata da 8.174 a 8.500 euro. Per non penalizzare coloro che l’anno precedente percepivano il trattamento integrativo e si sono trovati nella condizione di avere redditi tra 8.174 e 8.500 euro è cambiato il calcolo per la spettanza del trattamento integrativo per redditi fino a 15.000 euro che spetta se l’imposta dovuta era superiore alla detrazione spettante diminuita di 75 euro.
Tutti coloro che non hanno fruito il trattamento integrativo in busta paga, quindi, presentando la dichiarazione dei redditi (anche nei casi in cui non c’è l’obbligo) potranno recuperare 1.200 euro.
Le altre novità 2026 del 730
Cambiano le detrazioni per i figli a carico che dallo scorso anno sono riconosciute soltanto per i figli con età compresa tra i 21 e i 30 anni.
Solo per i figli con disabilità accertata resta in vigore la detrazione anche dopo il compimento dei 30 anni.
Dal 2025, inoltre, la detrazione non spetta per i familiari residenti all’estero.
Un importante novità riguarda la distribuzione di una quota degli utili di impresa ai lavoratori dipendenti: in questo caso le somme entro i 5.000 euro sono assoggettate a imposta sostitutiva.
Fa il suo debutto nella dichiarazione dei redditi 2026 anche il bonus per i neo assunti. Il bonus prevede che per le somme erogate o rimborsate per pagare canoni di locazioni e spese di manutenzione dei fabbricati a chi è stato assunto nel 2025 ed ha spostato la sua residenza per lavoro, siano esentasse per un importo non superiore a 5.000 euro.
Un altra novità riguarda la detrazione riconosciuta per il comparto sicurezza: ha un importo massimo di 458,50 euro per chi nel 2024 ha avuto un reddito da lavoro dipendente non superiore a 30.208 euro.
Fa il suo debutto nel 730/2026 l’aumento delle detrazioni per le spese di istruzioni: nel 2025, infatti, la detrazione riconosciuta è su una spesa massima di 1.000 euro per ogni figlio studente (nella dichiarazione dello scorso anno la detrazione è stta riconosciuta su una spesa massima di 800 euro per ogni figlio).
Inoltre, dal 2025 la detrazione forfettaria per il mantenimento dei cani guida per i non vedenti è stata innalzata a 1.100 euro: della novità si potrà godere con la presentazione della dichiarazione dei redditi di quest’anno.
Rimborsi 730/2026
Il 730 senza sostituto di imposta anche quest’anno può essere presentato da tutti, anche da coloro che sono assunti e un sostituto di imposta ce l’hanno.
Fino al 2023 la cosa era consentita solo a lavoratori domestici (che anche se assunti non hanno un datore di lavoro che fa da sostituto di imposta) e da coloro che risultavano disoccupati. Dal 2024, però, le cose sono cambiate.
Anche se il punto forte del 730 è proprio quello di pagare le imposte e ricevere il rimborso direttamente in busta paga dal mese di luglio (e, quindi, in maniera molto veloce), in molti casi è più conveniente attendere il rimborso di fine anno da parte dell’Agenzia delle Entrate in un’unica soluzione. Un rimborso a rate, infatti, potrebbe non impattare più di tanto sullo stipendio e soprattutto lavoratori il cui sostituto di imposta potrebbe non avere capienza fiscale non vogliono rischiare di dover attendere la dichiarazione dell’anno venturo per avere il rimborso fiscale spettante.
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