Bonus ricerca e sviluppo 2022: come funziona, a chi spetta e novità

Caterina Gastaldi

11 Maggio 2022 - 18:09

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Il bonus ricerca e sviluppo, o credito d’imposta ricerca e sviluppo, ha subito alcune modifiche con l’arrivo del 2022: ecco come funziona e come richiederlo.

Bonus ricerca e sviluppo 2022: come funziona, a chi spetta e novità

Con la legge di Bilancio di quest’anno sono state messe in atto modifiche e proroghe al bonus ricerca e sviluppo del 2022.

Il bonus in questione si presenta sotto forma di credito di imposta all’interno del pacchetto “transizione 4.0”, volto ad aumentare la competitività dell’industria italiana in Europa e nel mondo, attraverso un sostegno economico alle aziende nel loro percorso di innovazione tecnologica.

Bonus ricerca e sviluppo 2022: come funziona, a chi spetta e novità

Come funziona il bonus ricerca e sviluppo 2022

Il bonus è una misura disponibile per tutte le aziende, site in territorio italiano, che decidono di investire nel campo dell’innovazione tecnologica, della ricerca e sviluppo, del design e dell’innovazione ecologica.

Si presenta in forma di credito di imposta fino al 20% delle spese sostenute con un tetto massimo di 4 milioni nel 2022, ed è a tutti gli effetti un bonus a fondo perduto.

Questo bonus è stato recentemente rinnovato per dieci anni, fino al 2031, con alcune modifiche rispetto al precedente. Nel 2022, il bonus ricerca e sviluppo consente di ottenere:

  • 20% di credito di imposta per ricerca e sviluppo, con tutto massimo a 4 milioni;
  • 10% di rimborso delle spese come credito di imposta con tetto massimo a 2 milioni di euro, per innovazione tecnologica, design e ideazione estetica;
  • 15% di credito di imposta con tetto massimo di 2 milioni di euro, per le spese di innovazione con l’obiettivo di transizione ecologica o digitalizzazione in chiave 4.0.

Negli anni a seguire è previsto un abbassamento delle aliquote. Nello specifico, parlando della ricerca e sviluppo, il credito di imposta vedrà l’abbassarsi del rimborso dal 20% al 10% delle spese ammissibili, per un massimo di 5 milioni di euro.

A chi spetta il bonus ricerca e sviluppo

La misura si rivolge a tutte le imprese residenti sul suolo italiano, questo include anche le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Il bonus, infatti, è disponibile per ogni azienda, indipendentemente dal settore economico di appartenenza, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali, dalla dimensione, e dalla natura giuridica.

Esistono anche motivi di esclusione e la fruizione del bonus è sempre subordinata al rispetto delle normative di sicurezza sul lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

A essere escluse, sono le aziende nelle seguenti situazioni:

  • imprese in fallimento;
  • aziende in liquidazione amministrativa coatta;
  • imprese che hanno ricevuto sanzioni interdittive;
  • realtà in stato di concordato preventivo senza continuità;
  • aziende in liquidazione volontaria.

Quali sono gli investimenti in ricerca e sviluppo?

Le spese e gli investimenti in ricerca e sviluppo ammessi per poter accedere al bonus si dividono in:

  • quote di ammortamento, i canoni di leasing o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software che vengono utilizzati durante il processo di ricerca e sviluppo, compresi quelli per la creazione di prototipi o impianti pilota, e per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa;
  • spese dovute per il personale impiegato nelle attività;
  • le quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, limitatamente all’attività di ricerca e sviluppo;
  • spese per forniture, materiali, e prodotti impiegati nell’attività agevolabile, con limite massimo del 30% delle spese di personale o per contratti con commissionari;
  • spese per i servizi di consulenza o equivalenti, nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale ammissibili o spese per contratti con commissionari;
  • spese per i contratti di ricerca.

Quali sono le attività di ricerca e sviluppo?

In campo ricerca e sviluppo gli investimenti per cui si possono richiedere i fondi a disposizione sono quelli che rientrano nelle seguenti definizioni:

  • attività fondamentali di ricerca;
  • ricerca industriale;
  • sperimentazione in ambito tecnologico e scientifico.

Le aziende che svolgono una di queste attività possono usufruire del bonus per poter accedere al credito di imposta del 20% sulle spese ammissibili.

Come si calcola il credito d’imposta ricerca e sviluppo?

Il calcolo del credito d’imposta ricerca e sviluppo viene fatto tenendo conto delle spese sostenute dalle aziende per lo svolgimento delle attività ammissibili nel campo in questione.

Il credito viene calcolato in modo da andare a coprire un massimo del 20% delle spese in questione, senza superare i 4 milioni di euro nel 2022. Dal 2023, invece, il tetto percentuale massimo diventerà del 10%, mentre il tetto di rimborso salirà a 5 milioni di euro.

Quando si può utilizzare il credito ricerca e sviluppo?

Per poter accedere al credito d’imposta ricerca e sviluppo e quindi poterlo utilizzare, è necessario indicarlo all’interno della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

Viene utilizzato esclusivamente in forma di compensazione e decorre a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili, dopo aver presentato il modello F24 in modalità telematica all’Agenzia delle Entrate, e viene corrisposto attraverso tre quote annuali di pari importo tra loro.

Inoltre, per potervi accedere, è necessario porre in essere alcuni adempimenti:

  • la comunicazione al ministero dello Sviluppo Economico;
  • la certificazione della documentazione a opera di un revisore legale/società di revisione, che attesti le spese;
  • una relazione tecnica che illustri al suo interno i contenuti e i risultati delle attività ammissibili e le finalità.

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