Bonus mobili ed elettrodomestici 2023, come funziona e a chi spetta? La guida delle Entrate sulle novità

Rosaria Imparato

20 Gennaio 2023 - 11:26

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Le Entrate hanno pubblicato la guida sul bonus mobili con tutte le novità del 2023: vediamo a chi spetta e come funziona l’incentivo per l’acquisto di arredi.

Bonus mobili ed elettrodomestici 2023, come funziona e a chi spetta? La guida delle Entrate sulle novità

Quali novità per il bonus mobili nel 2023? La legge di Bilancio è intervenuta sull’incentivo per l’acquisto agevolato di arredi ed elettrodomestici cambiando i limiti di spesa solo per l’anno in corso.

La guida dell’Agenzia delle Entrate è stata dunque aggiornata con le novità in vigore nel 2023. La manovra, tuttavia, non ha cambiato il meccanismo di funzionamento del bonus mobili, i requisiti dei beneficiari o i documenti da conservare.

Il più grande cambiamento riguarda la soglia massima di spesa agevolata, che fino al 31 dicembre 2022 è stata di 10mila euro, e nel 2023 la soglia limite viene aumentata a 8mila euro, con l’aliquota di detrazione sempre al 50%. Il bonus mobili, quindi, ammonta a un massimo di 4mila euro. Nel 2024 cambierà di nuovo la soglia di spesa agevolata: il bonus scenderà a 5mila euro (con la possibilità di portarne in detrazione 2.500).

Non cambia, invece, la “dipendenza” dal bonus ristrutturazione, cioè è necessario effettuare lavori di recupero del patrimonio edilizio per poter chiedere l’agevolazione sugli arredi.

Infine, il bonus mobili rimane escluso (così come il bonus giardini) dalla possibilità di scegliere cessione del credito e sconto in fattura.

Bonus mobili, le modifiche al tetto di spesa in Legge di Bilancio

La soglia di spesa agevolata del bonus mobili continua a cambiare: in base alle anticipazioni della legge di Bilancio il limite per il 2023 viene alzato (rispetto a quanto previsto dalla scorsa manovra) a 8mila euro.

Per il 2024, invece, la soglia scende a 5mila euro.

Limite a 8mila euro nel 2023: cosa cambia con la Legge di Bilancio

La manovra interviene nuovamente sul limite di spesa ma non cambia la struttura del bonus mobili. L’aliquota della detrazione rimane al 50% per l’acquisto di:

  • forni di classe non inferiore alla A;
  • lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie di classe non inferiore alle E;
  • frigoriferi, congelatori e altre apparecchiature dotate di etichetta energetica di classe non inferiore alla F.

Rimane anche il “gemellaggio” col bonus ristrutturazione, cioè per usufruire del bonus mobili è necessario effettuare interventi di recupero del patrimonio edilizio dal 1° gennaio.

In linea generale, il bonus mobili si applica sugli acquisti sostenuti dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2024 (con la proroga attuale) ma è necessario fornire alcuni chiarimenti.

Il meccanismo su cui si basa il bonus mobili è a scalare, ovvero:

  • se i lavori sono iniziati dal 2021, sono agevolati gli acquisti eseguiti fino a fine 2020;
  • se sono iniziati dal 2020, rientrano gli acquisti effettuati fino a fine 2019;
  • se sono iniziati dal 2019, gli acquisti fino a fine 2020.

Questo significa che i contribuenti che hanno avviato un intervento edilizio entro il 31 dicembre 2021 oggi sono tagliati fuori dal bonus mobili, ma potranno usufruire dell’agevolazione per gli interventi nuovi avviati da ora alla fine dell’anno.

L’altro vincolo del bonus mobili è sempre legato alla tempistica dell’acquisto dei mobili. I nuovi arredi o elettrodomestici per cui si vuole usufruire della detrazione, infatti, devono essere necessariamente acquistati dopo l’inizio dell’intervento di ristrutturazione.

Bonus arredi: a chi spetta?

Il requisito fondamentale per avere accesso alle detrazioni del bonus mobili ed elettrodomestici è avere iniziato interventi di ristrutturazione prima dell’acquisto degli elettrodomestici. L’Agenzia delle Entrate, infatti, chiarisce che la detrazione spetta solo al contribuente che “usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio”.

In pratica, questo significa che se un coniuge paga le spese per ristrutturare l’immobile, e l’altro si occupa dell’acquisto dei mobili, il bonus arredi non spetta a nessuno dei due.

La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

Per ottenere la detrazione si deve indicare la spesa sostenuta nel modello 730 oppure modello Redditi Persone Fisiche.

Il bonus mobili spetta, infine, anche quando i mobili e gli elettrodomestici acquistati sono destinati a un immobile il cui intervento di ristrutturazione è stato realizzato su una pertinenza dell’immobile stesso, anche se accatastata autonomamente.

Le spese ammesse in detrazione

L’Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di esempi pratici per le spese ammesse in detrazione per il bonus mobili ed elettrodomestici seguendo quanto indicato nella guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata al mese di gennaio 2023.

Bonus mobili 2023
Guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a gennaio 2023

La detrazione del 50% delle spese effettuate fino a un massimo di 8mila euro nel 2023 spetta per l’acquisto di:

Mobili nuovi Elettrodomestici nuovi
per esempio: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. È escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica. L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l’obbligo. Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10mila euro nel 2022 e 8mila euro nel 2023, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.

La detrazione non utilizzata in tutto o in parte non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente né in caso di cessione dell’immobile oggetto di intervento di recupero edilizio.

Comunicazione Enea per il bonus mobili

Tra gli adempimenti necessari per avere accesso al bonus mobili c’è la comunicazione Enea.

Il bonus elettrodomestici rientra tra gli interventi soggetti all’obbligo di trasmissione dei dati all’Enea, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 e in vigore anche negli anni successivi.

L’Enea ha pubblicato una guida rapida per l’utente e, secondo quanto indicato, per beneficiare del bonus elettrodomestici è dunque obbligatorio comunicare i dati relativi alle spese sostenute per l’acquisto di:

  • forni;
  • frigoriferi;
  • lavastoviglie;
  • piani cottura elettrici;
  • lavasciuga;
  • lavatrici.

La scadenza per l’invio è fissata a 90 giorni dalla data di collaudo.

I documenti da conservare

Per poter usufruire del bonus mobili gli acquirenti dovranno presentare specifica documentazione che attesti l’avvenuta compravendita all’Agenzia delle Entrate.

I documenti che bisognerà aver cura di conservare sono i seguenti:

  • ricevuta del bonifico;
  • ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);
  • documentazione di addebito sul conto corrente;
  • fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

È fondamentale, come abbiamo visto, dimostrare i lavori di ristrutturazione siano iniziati in una data precedente a quella di acquisto di mobili ed elettrodomestici.

La data di avvio dei lavori può essere dimostrata, per esempio, da eventuali abilitazioni amministrative o dalla comunicazione preventiva all’ASL, se è obbligatoria.

Per gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Come pagare per avere il bonus mobili

Per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito.

Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Se il pagamento è disposto con bonifico, non è necessario utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia.

La detrazione è ammessa anche se i beni sono acquistati con un finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento (circolare n. 7/2017). In questo caso, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del pagamento da parte della finanziaria.

L’Agenzia delle Entrate ricorda che, per i pagamenti con carte di credito o debito, la data di pagamento sarà quella individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare (indicata nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto corrente.

Niente sconto in fattura e cessione del credito per il bonus mobili 2022

Nemmeno per il 2023 il bonus mobili (e anche il bonus per giardini e terrazze) si potrà usare tramite cessione del credito o sconto in fattura.

Bonus arredi e giardini sono quindi gli unici due bonus che possono essere usati solo tramite detrazione in dichiarazione dei redditi.

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