I bonus fiscali previsti per aziani e disabili possono arrivare fino a 541,5 euro anche nel 2026. Vediamo quali sono e in quali casi si possono richiedere.
Esiste un bonus fiscale che può arrivare fino a 541 euro e che è riconosciuto ad anziani e disabili. A chi spetta nel 2026 e come si può richiedere? Anziani e invalidi rientrano nelle categorie fragili per le quali la normativa, da sempre, prevede una tutela maggiore. In questo caso la tutela arriva in ambito fiscale permettendo la detrazione al 19% di alcune spese sostenute nell’interesse del soggetto fragile.
Spesso con l’avanzare dell’età viene meno anche la capacità di svolgere le normali azioni della vita quotidiana come lavarsi, vestirsi, mangiare, cucinare. Chi si trova in questa condizione deve affidarsi alla cura e all’assistenza di una terza persona. Se non si ha la fortuna di avere un familiare che presti la dovuta assistenza ci si deve affidare alla cura di un estraneo qualificato, ma il servizio ha un costo anche abbastanza alto a cui, eventualmente, se ne possono aggiungere anche altri. La legge, quindi, prevede dei contributi economici che diano sostegno all’economia di tali soggetti.
Anche se le agevolazioni previste non coprono del tutto le spese sostenute per determinate necessità, almeno in modo parziale aiutano i redditi di questi contribuenti a patto che gli stessi rientrino in determinati requisiti. Vediamo in cosa consiste il bonus per anziani e disabili, a chi spetta e in che misura.
Bonus fino a 399 per le spese di assistenza personale
Per tutti coloro che non sono autosufficienti è prevista la detrazione al 19% delle spese sostenute per l’assistenza personale. La detrazione spetta su una spesa annua massima di 2.100 euro e permette, di fatto, di recuperare fino a 399 euro.
A poterla richiedere è la stessa persona non autosufficiente o, in alternativa, può fruirne anche il familiare di cui è a carico o il familiare civilmente obbligato (vi rientrano figli naturali, legittimi o adottivi e il coniuge; in loro mancanza genitori, fratelli, sorelle, generi e nuore).
Chi è considerato non autosufficiente? Secondo le ultime indicazioni dell’Agenzia delle Entrate tali sono da considerare coloro che non sono in grado di compiere da soli i normali atti della vita quotidiana quali:
- mangiare;
- provvedere alla propria igiene personale;
- espletare le funzioni fisiologiche;
- camminare;
- vestirsi.
Anche la persona che ha bisogno di continua sorveglianza è considerata non autosufficiente (vi rientrano, quindi, coloro che hanno patologie psichiche gravi).
Per avere diritto alla detrazione in questione non serve essere in possesso di verbale di invalidità civile o di Legge 104, è sufficiente anche la certificazione del medico di famiglia. Necessaria per il diritto all’agevolazione fiscale una ricevuta (rilasciata da chi presta assistenza) che attesti l’avvenuto pagamento della spesa in cui siano riportati il codice fiscale e i dati anagrafici sia di chi riceve che di chi effettua il versamento.
Molto spesso le famiglie rinunciano a fruire di questo beneficio pensando, erroneamente, di dover attendere i tempi biblici delle Commissioni mediche dell’Inps o dell’Asl. In questo caso, però, basta il certificato del medico curante che attesti la «non autosufficienza nei normali atti della vita quotidiana»: questo è il documento chiave che serve per poter avere la detrazione nel 730.
Per il riconoscimento dell’agevolazione fiscale è necessario che chi ne fa richiesta sia in possesso di un Isee in corso di validità con valore non superiore a 40.000 euro.
Bonus fino a 142,5 euro per l’assicurazione dei disabili
La detrazione al 19% è prevista per diverse tipologie di assicurazione che coprano il rischio morte o grave disabilità. Se queste assicurazioni sono a tutela delle persone con grave disabilità, dal 2016 la detrazione è riconosciuta su un importo massimo, versato per il rischio morte, di 750 euro. Corrisponde, quindi, a uno sconto dall’Irpef massimo di 142,5 euro.
La detrazione spetta al contribuente che ha sostenuto la spesa se:
- il contraente è l’assicurato;
- l’assicurato è un familiare a carico del contraente;
- l’assicurato, che è anche contraente, è un familiare a carico del dichiarante;
- l’assicurato è anche il dichiarante, mentre il contraente è un familiare a carico;
- il contraente è un familiare a carico e l’assicurato un altro familiare a carico del dichiarante.
Quando spetta il bonus di 541 euro?
Se, quindi, chi presenta la dichiarazione dei redditi sostiene sia le spese per l’assistenza personale per se stesso o per un familiare a carico non autosufficiente e al tempo stesso versa anche un premio assicurativo per il disabile grave, le due agevolazioni si sommano dando diritto a una detrazione su entrambe le spese sostenute che dà luogo a un beneficio massimo di 541,5 euro l’anno.
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Altri benefici fiscali per i disabili
Ovviamente questi non sono i soli benefici fiscali previsti per i disabili visto che è possibile anche:
- portare in deduzione le spese mediche generiche e di assistenza specifica;
- portare in detrazione la spesa sostenuta per l’acquisto di strumenti tecnici e informatici;
- portare in detrazione la spesa sostenuta per l’acquisto dei mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento di soggetti che hanno menomazioni permanenti;
- portare in detrazione al 75% le spese sostenute per l’eliminazione delle barriere architettoniche;
- portare in detrazione al 19% le spese sostenute per l’acquisto di veicoli destinati a disabili con limitazioni motorie;
- avere una detrazione forfettaria di 516,46 euro nel caso si sostengano spese per il mantenimento dei cani guida per non vedenti.
Il quadro delle agevolazioni previste per anziani e disabili rimane molto ampio anche nel 2026 confermando la volontà di tutelare le fasce più vulnerabili della popolazione non soltanto attraverso contributi diretti, ma anche attraverso lo scudo fiscale che può alleggerire l’onere delle spese fisse di assistenza e previdenza.
Poter sommare le detrazioni per l’assistenza personale e per i premi assicurativi permette di raggiungere un’agevolazione complessiva di 541,5 euro l’anno. Sicuramente non si tratta di una somma risolutiva rispetto ai costi molto alti che si devono sostenere, ma in ogni caso rappresenta un aiuto concreto.
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