In arrivo bonus in busta paga di 95 euro al mese, ecco per chi

Emiliana Costa

06/11/2021

06/11/2021 - 10:18

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L’intesa con le parti sociali prevede un aumento complessivo a regime di 95 euro per 13 mensilità, per una determinata categoria di lavoratori. Entriamo nel dettaglio.

In arrivo bonus in busta paga di 95 euro al mese, ecco per chi

La conferma è arrivata dai sindacati. È stata raggiunta un’ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto nazionale applicato a circa 50 mila lavoratori dipendenti. L’intesa prevede un aumento complessivo a regime di 95 euro per 13 mensilità. Ma a chi spetta il bonus in busta paga e quali sono i dettagli del rinnovo contrattuale? Entriamo nel dettaglio.

Ecco a chi spetta il bonus di 95 euro in busta paga

Il rinnovo contrattuale riguarda circa 50 mila dipendenti da enti e autorità ecclesiastiche aderenti all’Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica (Agidae) che svolgono attività nei servizi socio sanitari, socio assistenziali educativi e nell’area accoglienza e di servizi nelle attività turistiche, culturali e sportive. Ad annunciare la novità, un comunicato congiunto di Cgil-Cisl e Uil.

Le sigle di categoria Fp Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e l’Agidae hanno espresso soddisfazione per la firma dell’ipotesi di accordo per il nuovo contratto nazionale che sarà sottoposta alla consultazione di lavoratrici e lavoratori.

Cos’è l’Agidae e di cosa si occupa

L’Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica (Agidae) è stata fondata nel 1960 ed è un’associazione di Istituti che svolgono attività apostoliche legate anche all’ordinamento dello Stato (scuole, studentati, case di riposo e di assistenza, case per ferie, case per esercizi spirituali, diocesi, parrocchie, seminari) e che, per il loro funzionamento, si avvalgono della collaborazione di personale dipendente.

Il nuovo accordo per il rinnovo contrattuale Agidae

L’ipotesi di accordo di rinnovo contrattuale, che avrà vigenza triennale 2020/2022 con la clausola dell’ultravigenza, definirebbe un aumento complessivo a regime di 95 euro su livello medio C2 per 13 mensilità, ricalibrati per tutte le altre categorie e posizioni economiche. Il bonus sarà erogato in due tranche, rispettivamente da 50 euro nella busta paga di dicembre 2021 e 45 euro nella busta paga di dicembre 2022. L’aumento salariale, con un monte salariale di 1.235 euro per il livello medio, corrisponde ad un incremento del 5,9 per cento sul tabellare attualmente applicato al personale.

In concreto sulla parte normativa le parti hanno proceduto ad aggiornare:

  • Il capitolo del mercato del lavoro, con l’inserimento della clausola di stabilizzazione di almeno il 25 per cento del personale a tempo determinato nel caso in cui il datore di lavoro deroghi ai 24 mesi previsti dal decreto dignità. È inoltre stato inserito un nuovo articolo “21 Bis - Percentuali di ammissibilità", con cui si è pattuito che la percentuale complessiva dei rapporti di lavoro a tempo determinato e in somministrazione, non può superare la soglia del 30 per cento.
  • Il sistema di classificazione del personale, con la creazione di una nuova categoria “D2”, in cui verranno collocati psicologici, assistenti sociali e pedagogisti, attualmente collocati in categoria “D1”, e l’inserimento dei nuovi profili professionali di mediatore culturale ed informatore legale, in categoria D1, al fine di rispondere alle evoluzioni che interessano il nuovo mondo del lavoro. Non solo. È stata inserita la dicitura “ad esaurimento” per i profili dell’educatore non professionale e dell’infermiere generico.
  • Sul fronte tutele e diritti, per la prima volta in un contratto del terzo settore, è stata convenuta l’integrazione al 90 per cento della maternità obbligatoria. L’Ipotesi di accordo introduce poi tre giorni di permessi retribuiti per la malattia dei figli inferiori di tre anni, oltre all’istituto delle ferie solidali. Infine aggiorna la normativa sul congedo parentale sulla base delle ultime novità legislative.
  • Sul capitolo dell’assistenza sanitaria integrativa l’ipotesi di accordo conferma il contributo di 5 euro per assistenza sanitaria integrativa a carico delle strutture ed introduce un contributo di 2 euro a regime a carico del lavoratore per giungere all’erogazione di prestazioni di Long Term Care.

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