Reso noto il programma per la presentazione delle domande per accedere ai bonus agricoltura 2026. Ecco ciò che c’è da sapere per non perdere gli aiuti economici.
Resi noti i termini per presentare domanda e accedere ai bonus agricoltura 2026 della PAC. Ecco entro quando è necessario fare istanza per non perdere i contributi a fondo perduto.
Con la Circolare 12593 del 13 febbraio 2026 Agea è stato reso noto il piano per la presentazione delle domande per accedere ai bonus agricoltura PAC. La PAC è la Politica Agricola Comune, si tratta di misure di aiuto per le aziende agricole situate nel territorio dell’Unione Europea.
Vediamo i termini da rispettare per non perdere i contributi economici del sostegno PAC.
Contributi PAC 2026, tutti i termini per presentare domanda
La PAC 2023-2027 prevede una serie di aiuti alle aziende condizionati al raggiungimento di obiettivi comuni tra cui la riduzione dell’uso di pesticidi, riduzione dell’uso di antibiotici negli allevamenti attraverso piani tesi a ridurre l’antimicrobico resistenza degli animali. La PAC 2023-2027 sostiene la biodiversità e l’uso razionale dell’acqua. Questi gli obiettivi principali. Ogni anno gli agricoltori possono presentare istanza per accedere alle diverse forme di aiuto.
La Circolare 12593 di Agea ha previsto come termine finale per la presentazione della domanda il 15 maggio 2026. Come noto, scaduto il termine iniziale, è possibile presentare istanza nei successivi 25 giorni, ma con una decurtazione dell’1% per ogni giorno di ritardo maturato. Ne consegue che sarà possibile presentare domanda fino al successivo 9 giugno 2026, ma con un taglio notevole degli importi. Le domande presentate dopo il 9 giugno sono considerate irricevibili.
Negli anni passati sono state diverse volte previste delle proroghe dei termini per presentare istanza, ma non vi è certezza, quindi, è bene presentare domanda nei termini ordinari per non rischiare di perdere importanti bonus agricoltura per il 2026.
Anche nel 2026 è possibile presentare un’unica domanda per tutti gli aiuti PAC. Essenziale però è l’aggiornamento del fascicolo aziendale che deve essere validato nel corso dell’anno solare 2026, prima della presentazione della domanda.
Trasferimenti dei titoli PAC: cosa sono e termini
Gli stessi termini devono essere rispettati in caso di trasferimenti dei titoli PAC. I trasferimenti si possono realizzare con la vendita, l’affitto o il comodato di titoli con terra, affitto/comodato senza terra che comporta la decurtazione del 30% del valore dei titoli che è riversato alla riserva nazionale, affitto/comodato con il coinvolgimento di due soggetti cedenti (il proprietario dei titoli e quello della terra) nel caso in cui per l’appunto non vi sia corrispondenza tra proprietario delle superfici e intestatario dei titoli (ammesso solo se in rapporto di parentela/coniugio/affinità o se i titoli sono della società e i terreni dei soci o viceversa).
Si deve però ricordare che i trasferimenti dei titoli PAC hanno effetto solo per le annualità 2026-2027 visto che nella prossima campagna PAC 2028-2033 si prevede l’eliminazione dei titoli storici e l’introduzione di pagamenti decrescenti per superficie.
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Quali sono le novità PAC per il 2026?
Nrl 2026 ci sono importanti novità: per i pagamenti PAC e le maggiorazioni previste in favore dei giovani agricoltori è necessario avere in considerazione i criteri di individuazione del giovane agricoltore previsti dal decreto ministeriale del 22 dicembre 2025. Al fine di favorire il ricambio generazionale nella gestione delle aziende agricole i requisiti sono diventati più flessibili. Basta un qualunque titolo di scuola secondaria superiore accompagnato da almeno 104 giornate lavorative nel settore agricolo.
Nel 2026 le uniche novità per la Politica Agricola Comune non sono relative ai giovani agricoltori, ma anche ai controlli che saranno intensificati grazie all’aiuto delle immagini satellitari. Le foto realizzate vengono elaborate con algoritmi capaci di rilevare informazioni come la lavorazione del suolo, la coltura seminata o raccolta, la bruciatura delle stoppie o l’inerbimento. In caso di incongruenze è prevista la segnalazione all’ente pagatore che effettua controlli sul territorio.
Inoltre, dal 2026 i termini di pagamento tra coltivatori e allevatori coincidono.
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