Bonus 600 euro, chi lo deve restituire? L’INPS sta chiedendo i soldi indietro

Laura Pellegrini

18 Febbraio 2021 - 12:38

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Alcune persone avrebbero beneficiato ingiustamente del bonus 600 euro: l’INPS inviato delle comunicazioni a questi soggetti chiedendo loro la restituzione del denaro.

Bonus 600 euro, chi lo deve restituire? L'INPS sta chiedendo i soldi indietro

A distanza di circa un anno dalla sua approvazione, si torna a parlare del bonus 600 euro, che era stato introdotto dal Decreto Cura Italia ed era destinato ad alcune categorie di lavoratori colpiti particolarmente dalla crisi pandemica, economica e sanitaria.

L’INPS ha individuato dei beneficiari che avrebbero fruito ingiustamente del credito, e ha quindi provveduto all’invio di una comunicazione per richiedere indietro i soldi. Non è stata chiarito, però, l’indebito comportamento contestato, mentre sono state definite con chiarezza le modalità di restituzione del denaro. Vediamo chi deve restituire il bonus.

Bonus 600 euro, l’INPS chiede la restituzione

Il bonus 600 euro è stato introdotto dal Decreto Cura Italia nel mese di marzo 2020 per sostenere le Partite Iva e tutti quei lavoratori che hanno avuto un significativo calo del fatturato a causa del lockdown.

La platea dei beneficiari era stata gradualmente estesa - dai successivi decreti - non soltanto ai lavoratori autonomi, ma anche ai lavoratori domestici, agricoli, dello spettacolo e agli stagionali del turismo.

Tuttavia, in seguito ad alcuni controlli, l’INPS ha rilevato che alcune persone hanno goduto del bonus senza averne diritto, e pertanto ha chiesto loro la restituzione del denaro.

A tal proposito, alcuni contribuenti si sono visti recapitare una raccomandata di “Accertamento somme indebitamente percepite su prestazione indennità per emergenza Covid-19”, nella quale non è possibile evincere l’indebito comportamento contestato che giustificherebbe la pretesa avanzata dall’INPS.

Dalla comunicazione non è possibile evincere quale sia la circostanza posta a base della contestazione della mancata spettanza dell’indennità - ha detto il fondatore di Fiscal Focus, Antonio Gigliotti -. Le uniche informazioni fornite sono la natura dell’indennità contestata, il suo ammontare, l’importo da versare, le modalità di pagamento e come fare, eventualmente, ad ottenere chiarimenti”.

Bonus 600 euro: chi deve restituirlo?

Per poter comprendere chi deve restituire il bonus 600 euro è necessario fare riferimento ai requisiti necessari - ai sensi del Decreto Cura Italia - per usufruire del beneficio.

Il bonus 600 euro per Partite Iva e lavoratori autonomi è destinato, in primo luogo, ai professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa con i seguenti requisiti:

  • partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020;
  • titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla data del 23 febbraio, iscritti alla Gestione separata dell’INPS, con il versamento dell’aliquota contributiva in misura pari al 34,23%, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Coma ha chiarito successivamente l’INPS - con la circolare numero 49 del 30 marzo 2020 -, inoltre, fanno parte dei beneficiari anche i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo.

L’articolo 28 del Decreto Cura Italia ha fatto rientrare tra i beneficiari anche i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago: per esempio, autonomi artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni. Anche gli agenti di commercio sarebbero indicati come beneficiari del bonus 600 euro.

Questa agevolazione, in ottemperanza agli articoli 29, 30 e 38 individua tra i potenziali beneficiari, infine, i lavoratori impiegati nel turismo, nel settore agricolo e nello spettacolo.

Bonus 600 euro: le incompatibilità

Una nota da tenere presente - emersa in seguito alla richiesta del bonus 600 euro da parte di diversi esponenti politici titolari di Partita Iva - è il fatto che il bonus sia incompatibile con il mandato politico.

Ciò significa che chiunque svolga un ruolo all’interno delle istituzioni, anche se in possesso di Partita Iva, non rientra tra i beneficiari del bonus 600 euro, come ha chiarito il Ministero del Lavoro, ed è tenuto a restituirlo nel caso in cui ne abbia ingiustamente beneficiato.

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