Arriva la prima occasione del 2026 per i piccoli risparmiatori che guardano con interesse al mondo dei bond, in particolare delle obbligazioni bancarie. La grande novità riguarda i bond di UniCredit, la banca italiana guidata dall’amministratore delegato Andrea Orcel, che ha annunciato il suo nuovo prodotto di investimento oggi, mercoledì 14 gennaio 2026.
Si tratta del primo bond di UniCredit del 2026 rivolto alla platea degli investitori retail o anche piccoli risparmiatori.
Occhio a tutto ciò che da sapere su questa nuova obbligazione, soprattutto al tasso fisso annuo, che si presenta particolarmente ghiotto. Tra le caratteristiche da esaminare, la natura stessa dell’obbligazione, il suo valore nominale, la scadenza, i dettagli sugli interessi che possono essere percepiti e il rimborso del capitale investito.
Primo bond UniCredit retail 2026. Tasso fisso 7,25% annuo lordo
UniCredit ha annunciato oggi di avere emesso nuove obbligazioni a tasso fisso pari al 7,25% annuo lordo Cumulative Callable in euro, con scadenza al 14 gennaio del 2051, dunque con durata di 25 anni.
I bond emessi sono in negoziazione diretta sul mercato MOT di Borsa Italiana e sul sistema multilaterale di negoziazione Bond-X di EuroTLX.
Le obbligazioni UniCredit in negoziazione diretta hanno codice ISIN IT0005689861.
Interessi bond UniCredit in unica soluzione a scadenza o a data rimborso anticipato. Gli esempi
La banca italiana ha reso noto che i suoi nuovi bond consentono agli investitori di ottenere al rimborso il 100% del Valore Nominale, pari a 1.000 euro, maggiorato degli interessi maturati a tasso fisso pari al 7,25% annuo lordo, liquidati in un’unica soluzione, a scadenza o alla data prevista per il rimborso anticipato su facoltà di UniCredit, salvo il rischio di credito della banca.
UniCredit ha precisato di riservarsi la facoltà ma non l’obbligo, a partire dal terzo anno dunque dal gennaio del 2029 fino al gennaio 2050, con un preavviso di 15 giorni, di terminare anticipatamente le obbligazioni e rimborsarle al 100% del valore nominale maggiorato degli interessi lordi al 7,25% annuo lordo (72,50 euro lordi) moltiplicati per il numero di anni trascorsi dall’emissione.
UniCredit ha fatto alcuni esempi per spiegare cosa accadrebbe in caso di rimborso anticipato del bond:
Nel caso in cui il rimborso anticipato delle obbligazioni avvenisse al terzo anno dall’emissione del bond, dunque a gennaio 2029, l’importo del rimborso lordo sarebbe pari a 100% del valore nominale + (tasso fisso 7,25% moltiplicato per 3 anni pari a 217,50 euro), dunque complessivamente 1.217,50 euro lordi.
Al quarto anno a gennaio 2030, l’importo del rimborso lordo sarebbe pari a 100% del valore nominale + (7,25% moltiplicato per 4 anni, pari a 290 euro), complessivamente di 1.290 euro lordi.
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Quanto si guadagna alla data di scadenza dell’obbligazione del 14 gennaio 2051
Salvo rimborso anticipato, alla data di scadenza del 14 gennaio 2051, l’ammontare del rimborso sarà pari al 100% del valore nominale, pari a 1.000 euro, maggiorato dell’importo di 1.812,50 euro lordi, corrispondenti agli interessi al tasso fisso annuo lordo del 7,25% moltiplicato per 25 anni.
“A partire dalla giornata di oggi 14 gennaio 2026 fino al 30 gennaio 2026, in base alle condizioni di mercato ed in linea con il regolamento del mercato di riferimento (MOT di Borsa Italiana e BOND-X di EuroTLX), la quotazione in offerta sarà pari al prezzo di emissione. A seguire, le quotazioni varieranno in base alle condizioni di mercato di volta in volta in essere e pertanto potranno essere differenti rispetto al valore nominale e/o al prezzo di emissione”.
Ciò significa, ha avvertito UniCredit che, “ nel caso di vendita sul mercato secondario prima della scadenza il prezzo delle obbligazioni potrebbe essere significativamente inferiore al prezzo di acquisto e/o all’Importo di rimborso”.
Gli avvertimenti di UniCredit al pubblico dei risparmiatori e degli investitori retail. I rischi dei bond
La banca gestita dal CEO Orcel ha ricordato che i prezzi dei bond “dipendono infatti da vari fattori, come i tassi d’interesse sul mercato, il merito creditizio dell’Emittente (ovvero il rating assegnato) e il livello di liquidità”, aggiungendo, per fare un esempio che, “a parità delle altre variabili, ad un aumento dei tassi d’interesse corrisponderebbe una diminuzione del prezzo sul mercato secondario delle Obbligazioni stesse”.
Ancora, UniCredit ha sottolineato che “le obbligazioni sono soggette al rischio di credito dell’Emittente ed al rischio di fluttuazioni di prezzo sul mercato secondario”, il che significa che, nel caso in cui l’Emittente stesso (in questo caso UniCredit) non fosse in grado di adempiere agli obblighi connessi alle obbligazioni, gli investitori potrebbero perdere in parte o del tutto il capitale investito.
Di fatto, “l’investitore è esposto al rischio di perdita anche totale del capitale investito ”.